Trend di viaggio 2026: dalle mete legate ai libri preferiti ai viaggi multigenerazionali, ecco le tendenze che plasmeranno il turismo.
Il 2025 è stato un grande anno per i viaggi. Hanno dominato le esperienze più significative, i soggiorni più lunghi, l’avventura e il turismo del benessere.
I viaggiatori hanno chiesto sempre più lo slow travel verso destinazioni di nicchia, per immergersi davvero in un luogo invece di limitarsi a spuntare voci da una lista. Questo ha incluso anche le quietcations, per disintossicarsi dal digitale e recuperare dal burnout. Abbiamo visto un boom di vacanze dedicate al fitness, con persone che viaggiano per attività come yoga, trekking, ciclismo, corsa e altro.
Allo stesso modo, è cresciuto nettamente il turismo sostenibile ed eco, con visitatori che scelgono sempre più eco-lodge e vacanze che sostengono le economie locali e riducono l’impatto ambientale.
Ma quali saranno le grandi tendenze di viaggio che segneranno il 2026?
Glowcations: pelle più bella, salute migliore
I rituali di skincare di fascia alta, come il rituale di bellezza coreano in 10 passaggi, sono esplosi negli ultimi anni. I consumatori cercano prodotti, ingredienti e routine sempre più di nicchia per ottenere una pelle più sana e radiosa.
Questo include skincare personalizzata, analisi con IA, test del DNA, antichi rituali, test del microbioma, stazioni di idratazione e altro.
Nel 2026 sempre più viaggiatori sceglieranno le glowcations, che combinano viaggio, bellezza, benessere e tecnologia. Si parte appositamente per trattamenti della pelle e del benessere.
Il trend è particolarmente popolare tra la Gen Z, con l’obiettivo di tornare a casa visibilmente ringiovaniti e con una pelle luminosa e più sana, non solo rilassati.
Tra le destinazioni per le glowcations: Parigi per i tesori delle farmacie francesi, la Corea del Sud per la K-beauty e la “glass skin”, l’Italia per le fughe alle terme, oppure il Kerala per l’Ayurveda.
Non finisce qui: chi sceglie le glowcations tende anche a prenotare hotel che rispondono alle esigenze di skincare e benessere.
Tra i servizi, l’illuminazione circadiana, come agli Equinox Hotels e al Four Seasons Los Angeles, per sostenere i naturali ritmi sonno/veglia. Anche esperienze personalizzate del sonno, offerte da Park Hyatt e Rosewood.
Anche un’alimentazione vegetale e attenta alla salute fa spesso parte delle glowcations, a sostegno della pelle e del benessere generale, con indirizzi come The Gate a Londra e The Shady Shack a Bali tra i preferiti.
Turismo letterario: da Shakespeare a Hemingway
Il turismo letterario è destinato a crescere anche nel 2026. Significa viaggiare di più verso i luoghi legati ai propri autori, libri, saghe o eventi letterari preferiti.
Così si possono vivere gli scenari reali che hanno ispirato libri e personaggi, e immergersi ancora di più nelle storie preferite. La richiesta di esperienze autentiche e immersive sta crescendo, anche grazie ai social come BookTok.
La crescita del digital detox nel post-pandemia ha alimentato, negli ultimi anni, l’interesse per i libri e per le avventure letterarie nel mondo reale. Consentono connessioni e ricordi più tangibili, esplorando nuovi luoghi.
Alcune forme di turismo letterario prevedono la visita del luogo natale di Shakespeare a Stratford-upon-Avon, della casa di Jane Austen a Chawton e della dimora di Ernest Hemingway a Key West. I viaggiatori raggiungono anche tombe o musei dedicati ai loro autori preferiti, come il Brontë Parsonage Museum a Haworth per Cime tempestose.
Altre attività includono percorsi sui luoghi dei personaggi di fantasia, come i tour di Harry Potter a Londra, la Baker Street di Sherlock Holmes, o i tour di Anna dai capelli rossi nell’Isola del Principe Edoardo, in Canada. Negli Stati Uniti, la città di Forks, nello Stato di Washington, offre numerosi tour per i fan della saga di Twilight.
Altri viaggiatori frequentano festival letterari come il Jaipur Literature Festival o il Jane Austen Festival, oltre a caffè come il Café de Flore a Parigi. In alcuni casi intere città celebri per il loro patrimonio letterario, come Dublino ed Edimburgo, diventano mete a sé stanti.
È comune anche visitare paesaggi descritti nei libri, come le Highlands scozzesi, alcune isole o la campagna inglese.
Fughe alpine tutto l’anno: neve, sci e meno folla
Con l’overtourism e le temperature roventi che colpiscono molte mete del Sud Europa, sempre più viaggiatori desiderano fughe alpine e di montagna tutto l’anno.
Secondo Skyscanner, il 71 per cento dei viaggiatori del Regno Unito sta considerando o pianificando una fuga in montagna per l’estate o l’autunno 2026. Le prenotazioni di camere con vista sulle montagne sono aumentate del 103 per cento rispetto all’anno scorso.
Non è solo per sfuggire al caldo o per attività come sci o snowboard. Skyscanner evidenzia che il 62 per cento delle persone cerca pace e silenzio, mentre il 58 per cento è attratto da alloggi belli e remoti.
Inoltre, il 41 per cento vuole meno folla rispetto a una vacanza al mare. Lo conferma anche il 13 per cento dei viaggiatori che preferisce una catena montuosa meno conosciuta, invece di una più famosa.
Tra le destinazioni più popolari per fughe alpine tutto l’anno ci sono Kitzbühel, in Austria, per il suo glamour e le piscine termali, Zermatt per i comprensori con neve sicura e le Alpi svizzere per i magnifici viaggi in treno.
Crescono anche mete come Banff, in Canada, per i lodge d’avventura, e l’Alaska per la natura selvaggia off-grid e l’escursionismo. Bene anche la Slovenia, più fresca, più verde e ben collegata.
Gami-vacations: dal Game of Thrones dell’Irlanda del Nord all’isola di Tsushima, in Giappone
Simili al turismo letterario, le gami-vacations, ovvero le vacanze dedicate al gaming, sono un trend destinato a esplodere il prossimo anno.
In controtendenza rispetto allo stereotipo dei gamer che escono raramente di casa, questi viaggi portano i fan a visitare gli scenari dei loro videogiochi preferiti, cercando esperienze immersive che rispecchiano le avventure virtuali o partecipando a convention di gaming.
La crescita di giochi popolari come Ghost of Tsushima e Assassin’s Creed, insieme al turismo degli hobby, è tra i principali motori. Seguito soprattutto da Gen Z e millennials, oggi i gamer vogliono esperienze più personalizzate e immersive che fondano i loro mondi preferiti con la vita reale, spinte dal bisogno di una connessione più emotiva.
Tra le destinazioni per le gami-vacations: Jotunheimen, Norvegia, da God of War; la Scozia di Assassin’s Creed; e l’isola di Tsushima in Giappone, da Ghost of Tsushima. Popolare anche il Montana, USA, per Far Cry 5 e per esplorare il Glacier National Park.
Questi viaggi sono spesso resi più coinvolgenti da app che offrono missioni, quest, sfide, ricompense, badge e itinerari ispirati ai videogiochi.
Altri viaggiano verso grandi convention ed eventi di gaming come la Gamescom in Germania e la Paris Games Week.
Per capitalizzare sul boom delle gami-vacations, alcuni enti del turismo hanno anche collaborato con sviluppatori di videogiochi per promuovere le loro destinazioni, come la Repubblica Ceca con Kingdom Come: Deliverance 2.
IA nei viaggi: iper-personalizzazione e pianificazione più semplice
La crescita dell’uso dell’intelligenza artificiale (IA) nei viaggi è un tema costante da un paio d’anni ed è destinata a proseguire anche nel 2026.
Il trend è stato amplificato dai viaggiatori Gen Z e millennial con poco tempo, alle prese con la decision fatigue, che desiderano più personalizzazione e una pianificazione fluida degli itinerari, oltre a consigli su gemme nascoste a cui non avevano pensato.
Secondo il rapporto Marriott Bonvoy Ticket To Travel 2026, il 50 per cento dei viaggiatori ha dichiarato di aver usato l’IA per pianificare o cercare una vacanza nel 2025, in aumento rispetto al 41 per cento del 2024. La stessa quota si sentirebbe a suo agio nell’usare l’IA per prenotare alloggi in futuro.
Nel 2026 l’IA verrà usata di più per una pianificazione iper-personalizzata, suggerendo itinerari basati su passioni, stati d’animo, valori e altro, per creare viaggi più significativi. Con sempre più viaggiatori desiderosi di scoprire mete fuori dai circuiti e di sfuggire all’overtourism, l’IA generativa servirà anche per scoprire seconde città, destinazioni in bassa stagione e luoghi poco turistici.
Allo stesso modo sarà impiegata per ottenere offerte migliori, confrontare i prezzi e superare le barriere linguistiche. Dal lato dell’offerta, più hotel e operatori useranno l’IA il prossimo anno per gestire meglio le prenotazioni e i turni di pulizia, i flussi dei visitatori, le notifiche ai clienti e per automatizzare compiti come i check-in e altro.
Viaggi multi-generazionali: genitori, figli e nonni
I viaggi multi-generazionali, che coinvolgono intere famiglie, come genitori, figli, nonni e parenti, continueranno a crescere in popolarità nel 2026.
Tra le principali ragioni ci sono il desiderio di approfondire i legami familiari, creare ricordi duraturi e celebrare grandi traguardi come gli anniversari.
Pesa anche la dispersione delle famiglie e gli orari che si scontrano, il che si traduce in meno, ma più grandi, celebrazioni e ritrovi, come un viaggio importante.
Il risparmio conta: i gruppi numerosi beneficiano di più sconti e talvolta i genitori pagano per i figli adulti.
Nel 2026 continueranno i viaggi a tre generazioni, insieme alle skip-gen, in cui i nonni viaggiano con i nipoti. Aumenteranno anche i viaggi di genitori con figli adulti.
In alcuni casi si punta su attività in famiglia e su un tempo limitato davanti agli schermi, per favorire una connessione intenzionale e il legame. La crescita delle “whycations”, viaggi guidati da uno scopo o da motivazioni emotive, per ricaricarsi, riconnettersi o trovare un significato, potrebbe rafforzare questo cambiamento.
Tra le destinazioni più popolari per i viaggi multi-generazionali ci sono luoghi con qualcosa per ogni generazione, dai bambini ai nonni. Le classiche mete mediterranee includono Grecia, Spagna, Portogallo e Cipro, insieme a Dubai, Costa Rica e California.
Set-jetting: The White Lotus ed Emily in Paris
Un’altra tendenza legata a cultura e intrattenimento per il 2026 sarà probabilmente il set-jetting. È quando i viaggiatori visitano location di film e TV. Negli ultimi mesi ha registrato un grande boom grazie alla cultura dei fandom, allo streaming e ai social media.
Durante la pandemia il binge-watching e i vincoli ai viaggi hanno accentuato il trend. I fan sviluppano ora connessioni più profonde con personaggi e storie sullo schermo.
Queste location, spesso sottovalutate, vantano paesaggi spettacolari e architettura storica, e sono “emotivamente familiari” per i fan.
Tra i luoghi più popolari ci sono le Hawaii e la Sicilia per The White Lotus, Malta e Dubrovnik per Game of Thrones, Parigi per Emily in Paris e la Romania per Mercoledì. Anche lo Yorkshire, Regno Unito, ha ricevuto grande attenzione per Downton Abbey.
Come per le gami-vacations, compagnie di viaggio ed enti del turismo stanno sfruttando attivamente il fenomeno, con campagne come “Starring Great Britain” che promuovono serie come Peaky Blinders e Bridgerton.