Per la prima volta Lidl fa circolare in Assia un camion elettrico senza conducente su strade pubbliche. Cosa può fare la tecnologia e come altri Paesi europei sono già avanti.
Da questa settimana, a Edermünde in Assia, vicino Kassel, circola nel traffico un camion senza cabina e senza conducente. Lidl impiega lì, a propria dichiarazione, come primo rivenditore al dettaglio di generi alimentari in Germania, un autocarro elettrico senza cabina, dotato di funzione di guida autonoma, in esercizio reale. Partner è l’azienda tecnologica svedese Einride.
Cosa può fare il camion
Il veicolo viaggia al livello SAE 4, il secondo più alto dei sei complessivi livelli di automazione (da 0 a 5). Secondo la definizione dell’Ufficio federale dei trasporti automobilistici (Kraftfahrt-Bundesamt, KBA), in questo caso il sistema assume in modo permanente e all’interno di un ambito d’impiego chiaramente definito il controllo completo del veicolo. Non è necessario che un essere umano intervenga o vigili sulla guida.
Quando il veicolo riconosce i limiti del proprio ambito d’impiego o una perturbazione, si porta autonomamente in una condizione di sicurezza. A differenza del livello 5, questo vale però solo su percorsi prestabiliti, non ovunque e in qualsiasi condizione. Per l’impiego a Edermünde il KBA ha rilasciato un’autorizzazione ufficiale, secondo Lidl.
La guida avviene tramite sensori, telecamere e un sistema di controllo invece che attraverso una cabina tradizionale, che non esiste affatto. Sul pianale del veicolo singolo trovano posto 15 europallet. Fino a tre volte al giorno l’autocarro elettrico collega il centro amministrativo e di distribuzione merci di Edermünde con un punto vendita nelle vicinanze, coprendo l’intera fornitura di prodotti a lunga conservazione. Nel periodo di prova di quattro mesi dovrebbero essere trasportati oltre 3.000 pallet.
L’amministratore delegato di Einride, Roozbeh Charli, afferma nel comunicato stampa (fonte in tedesco) di Lidl: "La procedura di omologazione tedesca è tra le più severe al mondo. Superare questo ostacolo lì significa creare le condizioni per una crescita decisa".
Einride già oggi effettua consegne autonome con volumi reali per clienti negli USA e in Europa, prosegue Charli. La Germania, in quanto "più grande mercato europeo per il trasporto di merci su strada", è di rilevanza strategica.
I vantaggi che Lidl si aspetta
Per Lidl (che fa parte del gruppo Schwarz) la sfida è logistica: movimentare in modo affidabile enormi quantità di merce mentre il personale di guida scarseggia. Secondo il comunicato stampa, il progetto punta in modo mirato alle catene di fornitura altamente complesse e alla carenza di personale qualificato. Thomas Dangelmayer, responsabile della logistica operativa di Lidl in Germania, afferma: "L’intelligenza genera efficienza ed è la spina dorsale per una disponibilità di merce affidabile nel tempo. Ci assicuriamo che i prodotti siano sempre al momento giusto, con la qualità giusta, nel posto giusto per i nostri clienti".
Con 39 centri di distribuzione e oltre 3.250 punti vendita, Lidl dispone in Germania di una rete molto fitta. Se la prima tratta darà buoni risultati, il passo successivo sarà un modello "Milkrun" (giro di consegne con più fermate) in un’altra sede.
Sostegno arriva anche da Berlino. Christian Hirte, segretario di Stato parlamentare presso il ministro federale dei Trasporti, ha valutato l’avvio come un segnale per la Germania come polo d’innovazione: "La guida autonoma e a zero emissioni non è più fantascienza, ma sta diventando realtà sulle nostre strade". Il progetto è stato sostenuto, tra gli altri, da Mobility Data Space.
Non è un caso isolato in Europa
Le consegne con camion autonomi in Europa non sono però una novità. Einride ha già movimentato nel 2019 in Svezia, con il veicolo "T-Pod", un primo camion elettrico senza cabina in esercizio di prova tra due magazzini dell’operatore logistico DB Schenker.
Attualmente l’azienda gestisce, secondo i propri dati, circa 250 camion per oltre 30 clienti in sette Paesi, tra cui Amazon, Heineken e PepsiCo. Nel porto Anversa-Bruges Einride ha testato per la prima volta, nel settembre 2025, un camion completamente autonomo in attività portuale, ha riportato il portale specializzato Electrive.
A livello internazionale la concorrenza sta aumentando. Secondo un rapporto dell’agenzia di stampa Reuters, il fornitore cinese Pony.ai ha già in servizio in Cina diverse centinaia di camion di livello 4 e ora punta a entrare nel mercato europeo, con primi test tra l’altro in Croazia.
La regolamentazione potrebbe rallentare lo sviluppo
La rapidità con cui i camion autonomi si affermeranno oltre le tratte di prova dipende in larga misura dalla regolamentazione. La Germania e altri 16 Stati dell’UE intendono coordinare più strettamente in futuro lo sviluppo dei veicoli automatizzati, affinché non debbano più fermarsi ai confini nazionali, riporta il portale specializzato Eurotransport.de. L’obiettivo è definire standard comuni, in modo che in futuro un camion autonomo omologato in Germania possa circolare anche in Francia o nei Paesi Bassi.
Il potenziale economico è considerevole. Secondo un’analisi di McKinsey presentata alla fiera di settore IAA Transportation, entro il 2035 nel solo trasporto stradale merci autonomo in Europa potrebbe generarsi un potenziale di fatturato compreso tra 80 e 120 miliardi di euro.
Allo stesso tempo, sempre secondo lo studio, i costruttori europei di veicoli industriali sono sotto pressione a causa di concorrenti cinesi che vantano un vantaggio di costo del 30-40 per cento e cicli di sviluppo più brevi.