La proroga di 15 giorni necessaria dopo le verifiche condotte dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere del Viminale. La Spagna risponde con un'analoga proroga fino all'8 ottobre. I controlli alle frontiere sono stati reintrodotte dall'Italia il 31 luglio dopo la crisi di Ceuta
È di 15 giorni la proroga dei controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna decisa questa mattina dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, che ne ha dato comunicazione con una nota indirizzata alla Commissione europea e agli omologhi ministri dell’Unione.
Il provvedimento è stato ritenuto necessario dopo le verifiche condotte dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, riunitosi in mattinata. Permangono infatti elevati profili di rischio per la sicurezza interna, oltre a un possibile pericolo legato a eventuali infiltrazioni terroristiche.
Poco dopo è arrivata la replica della Spagna: anche il ministero dell'Interno spagnolo ha notificato all'Unione Europea la decisione di prorogare di altri quindici giorni i controlli alle frontiere, negli aeroporti e nei porti marittimi, per i collegamenti diretti tra il Regno di Spagna e la Repubblica Italiana.
Il ministero dell'Interno spagnolo ricorda che Madrid ha reintrodotto tali controlli l'8 agosto e li ha prorogati per la prima volta fino al 23 settembre.
Il governo di Pedro Sanchez "ritiene che le circostanze alla base dell'adozione di tale misura persistano, ha pertanto deciso di prorogarla fino all'8 ottobre, ferma restando la possibilità che un mutamento di tali circostanze giustifichi una modifica della tempistica prevista".