I leader mondiali vogliono regolamentare l’intelligenza artificiale, ma non c’è accordo su come farlo: ecco tutte le posizioni in campo.
I leader politici e tecnologici di tutto il mondo si stanno riunendo in India per il vertice globale annuale sull’intelligenza artificiale (IA), che punta a definire un quadro comune per la governance dell’IA e la cooperazione internazionale.
Ma dopo che il vertice sull’IA di Parigi dello scorso anno ha messo in luce profonde divisioni tra i Paesi su come regolamentare la tecnologia per garantirne la sicurezza, non è chiaro che cosa, e se qualcosa, verrà davvero promesso.
Ecco che cosa hanno detto finora leader mondiali e del settore tecnologico all’AI Impact Summit di Nuova Delhi.
Emmanuel Macron: proteggere i minori dagli abusi digitali
Il presidente francese ha promesso di proteggere i bambini dagli «abusi digitali» durante la presidenza francese del G7.
Macron ha invocato maggiori tutele dopo che il chatbot Grok di Elon Musk è stato usato per generare, senza consenso, immagini deepfake sessualizzate di donne e minori.
Ha anche affermato che l’IA non dovrebbe restare nelle mani di poche grandi aziende del settore.
«L’IA è diventata un grande campo di competizione strategica e i big tech sono diventati ancora più grandi».
Macron ha anche respinto le critiche secondo cui l’Europa regolerebbe eccessivamente l’IA, danneggiando se stessa.
«Al contrario di quanto dicono alcuni amici male informati, l’Europa non è ossessivamente concentrata sulla regolamentazione», ha dichiarato.
«L’Europa è uno spazio di innovazione e di investimento, ma è anche uno spazio sicuro, e nel lungo periodo sono gli spazi sicuri a vincere».
Ha aggiunto che Parigi e Nuova Delhi condividono una visione comune di «IA sovrana», intesa come un’IA sviluppata e governata in modo da proteggere il pianeta e al tempo stesso favorire una crescita economica inclusiva.
Narendra Modi: «Una risorsa condivisa a beneficio di tutta l’umanità»
Il primo ministro indiano ha richiamato la cultura e il patrimonio del Paese, affermando: «L’India è la terra del Buddha, e il Buddha ha detto che la giusta azione nasce dalla giusta comprensione. Per questo è molto importante che insieme creiamo una roadmap che mostri il vero impatto dell’IA».
«La direzione dell’India riguardo all’IA è chiara», ha aggiunto, definendo la tecnologia «una risorsa condivisa a beneficio di tutta l’umanità».
«Insieme dobbiamo creare un futuro dell’IA che promuova l’innovazione, rafforzi l’inclusione e avanzi integrando i valori umani. Quando tecnologia e fiducia nelle persone vanno di pari passo, il vero impatto dell’IA sarà visibile in tutto il mondo».
«Dobbiamo impegnarci perché l’IA sia usata per il bene comune globale».
«Stiamo entrando in un’era in cui esseri umani e sistemi intelligenti co-creano, lavorano insieme e co-evolvono», ha concluso.
Leader tech: Bill Gates dà forfait al vertice
Il cofondatore di Microsoft Bill Gates avrebbe dovuto tenere il discorso principale al summit.
Ma poche ore prima la fondazione filantropica Gates Foundation ha annunciato il suo ritiro, spiegando che la decisione è stata presa dopo «un’attenta valutazione» e «per garantire che l’attenzione resti sulle priorità chiave del vertice», senza però indicarne i motivi.
Il ritiro arriva dopo che i suoi legami con il defunto criminale sessuale Jeffrey Epstein sono stati rivelati, a gennaio, in documenti del Dipartimento di Giustizia statunitense. Gates ha dichiarato di pentirsi del tempo trascorso con Epstein.
Sam Altman (OpenAI): «L’IA è il modo migliore per far prosperare l’umanità»
Il CEO e cofondatore di OpenAI ha affermato che il mondo dovrebbe regolamentare l’IA «con urgenza».
«La democratizzazione dell’IA è il modo migliore per garantire che l’umanità prosperi», ha detto, ma ha avvertito che centralizzare la tecnologia in una sola azienda o in un solo Paese «potrebbe portare alla rovina».
«Questo non significa che non avremo bisogno di regole o di tutele», ha aggiunto Altman.
«Ovviamente ne abbiamo bisogno, e in fretta, come è già accaduto per altre tecnologie potenti».
Dario Amodei (Anthropic): «Opportunità e rischi»
Il CEO di Anthropic ha ricordato che l’IA «è in fase di crescita esponenziale da dieci anni» e che «ora siamo ben avanzati su quella curva».
Ha avvertito che macchine in grado di superare le capacità umane potrebbero essere a pochi anni di distanza, descrivendo un futuro con «un Paese di geni in un data centre, un insieme di agenti di IA più capaci della maggior parte degli esseri umani in quasi tutto e in grado di coordinarsi a una velocità sovrumana».
Ha sottolineato che l’IA potrebbe curare malattie e tirar fuori dalla povertà milioni di persone, ma potrebbe anche comportare gravi rischi, dall’uso improprio alla perdita di posti di lavoro.
«L’India ha un ruolo assolutamente centrale in queste questioni e sfide, sia dal lato delle opportunità sia da quello dei rischi», ha concluso Amodei.