I leader mondiali, tra cui Emmanuel Macron, si riuniscono in India per un vertice sull'IA e cercare un accordo sulla governance, dopo che l'impegno di Parigi sull'IA dello scorso anno è stato giudicato inutile.
I leader politici e dell'industria tecnologica si riuniscono questa settimana in India per il vertice globale annuale sull'intelligenza artificiale (AI), che punta a definire un quadro comune per la governance dell'AI e la cooperazione internazionale.
L'AI Impact Summit di Nuova Delhi punta a tracciare una tabella di marcia condivisa per la governance e la collaborazione globale sull'AI, sullo sfondo delle crescenti preoccupazioni degli addetti ai lavori per la sicurezza dell'AI e delle sempre maggiori pressioni dei governi per allentare il controllo normativo sulla tecnologia.
Il vertice ospitato in India segna un passaggio importante per dare al cosiddetto Sud globale un ruolo di primo piano nell'AI.
Ma l'iniziativa è accolta con scetticismo dopo l'evento dello scorso anno. L'AI Action Summit di Parigi, che aveva prodotto una dichiarazione a favore di uno sviluppo dell'AI più sicuro e responsabile, è stato duramente criticato da diversi leader tecnologici, che lo hanno bollato come privo di qualsiasi significato e insufficiente nell'affrontare i potenziali rischi e danni legati a questa tecnologia.
Il Regno Unito si è rifiutato di firmare l'impegno congiunto, citando preoccupazioni per la sicurezza nazionale. Anche gli Stati Uniti erano assenti: Washington non ha specificato esattamente perché non abbia firmato il documento, ma il vicepresidente del Paese, JD Vance, ha avvertito i delegati a Parigi che un eccesso di regolamentazione finirebbe per soffocare l'innovazione.
Ecco tutto quello che c'è da sapere sul vertice in India.
Chi partecipa?
Sono attesi circa 250.000 partecipanti tra ricercatori, aziende dell'AI e governi.
All'evento dovrebbero essere presenti una ventina di leader nazionali, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez e il presidente brasiliano Lula da Silva.
Il primo ministro britannico e il presidente statunitense Donald Trump non sembrano invece intenzionati a partecipare.
Saranno inoltre presenti 45 delegazioni di livello ministeriale.
Sono attesi anche l'amministratore delegato di Google, Sundar Pichai, il CEO di Qualcomm, Cristiano Amon, l'amministratore delegato di OpenAI, Sam Altman, il presidente di Microsoft, Brad Smith, e quello che viene definito il «padrino francese» dell'AI, Yann LeCun.
Quali sono i temi?
Secondo il governo, il vertice ruota attorno a tre temi chiave: persone, pianeta e progresso, che definiscono l'approccio dell'India alla cooperazione sull'AI.
Sarà interessante capire come verrà affrontato il capitolo «pianeta», visto l'enorme fabbisogno di energia necessario per far funzionare i grandi modelli linguistici (LLM).
Il vertice potrebbe chiudersi con un impegno politico e non con un accordo giuridicamente vincolante come accaduto nei precedenti summit.
Il Sud globale
L'India, il Paese più popoloso al mondo, con un vasto ecosistema di startup e uno dei mercati digitali in più rapida crescita, considera il vertice un'occasione per il Sud globale.
«Questa occasione è un'ulteriore prova che il nostro Paese sta progredendo rapidamente nel campo della scienza e della tecnologia», ha scritto lunedì sulla piattaforma social X il primo ministro indiano Narendra Modi.
«Mostra le capacità dei giovani del nostro Paese», ha aggiunto.
Secondo Gilroy Matthew, chief operating officer della società statunitense di trasformazione digitale UST, il vertice non dovrebbe contrapporre innovazione e regolazione: «il compito vero è allinearle, assicurando che l'ambizione vada di pari passo con la responsabilità».
«La posizione dell'India sulla scena globale le consente di agire da ponte tra Paesi in via di sviluppo e Paesi sviluppati, facendosi promotrice di una terza via per l'AI: un approccio che privilegia l'impatto concreto rispetto al rischio esistenziale, mostrando come l'AI possa affrontare le sfide nella sanità, nell'istruzione e in altri servizi pubblici», ha dichiarato a Euronews Next.