In un'intervista rilasciata al programma mattutino di Euronews, Europe Today, Salomé Zourabichvili ha dichiarato che il presidente russo Vladimir Putin "deve essere portato alla pace con la costrizione"
L’ex presidente della Georgia Salomé Zourabichviliha affermato che gli Stati Uniti potrebbero svolgere un ruolo decisivo nel porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina, indicando nel presidente americano Donald Trump una figura capace di esercitare pressione su Vladimir Putin per favorire un accordo di pace.
In un’intervista al programma mattutino Europe Today di Euronews, Zourabichvili ha dichiarato che “l’incertezza che Putin sta vivendo con le azioni di Trump è il miglior alleato per costringerlo a un accordo di pace”, descrivendo il momento attuale come quello più favorevole per dimostrare a Mosca che esiste un attore “imprevedibile e forte quanto la Russia”.
Secondo l’ex capo di Stato georgiano - in carica dal 2018 fino alla sua contestata uscita nel dicembre 2024 - il presidente russo non sarebbe realmente interessato a negoziati spontanei: “non è mai interessato alla pace, deve essere portato alla pace con la costrizione”.
La guerra e il nodo del suo epilogo
Zourabichvili ha sottolineato che il conflitto in Ucraina finirà inevitabilmente, ma ha messo in guardia sull’importanza delle condizioni finali dell’accordo. A suo avviso, per i Paesi vicini alla Russia la questione è cruciale, poiché Mosca viene percepita come una potenza storicamente espansionista che fatica a riconoscere limiti territoriali definiti.
Per questo ha ribadito la centralità del rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale ucraina, sostenendo che qualsiasi soluzione debba includere il riconoscimento da parte della Russia dell’impossibilità di occupare territori altrui.
Il contesto diplomatico resta complesso: in passato lo stesso Trump ha espresso frustrazione per l’assenza di progressi verso la pace, dichiarandosi “molto deluso” dall’atteggiamento di Putin nei negoziati. In altri momenti, tuttavia, i contatti tra i due leader hanno lasciato intravedere la possibilità di intese rapide - ad esempio su scenari che prevedevano concessioni territoriali - dimostrando quanto il dossier resti controverso.
La crisi politica in Georgia
Le dichiarazioni arrivano mentre la Georgia vive una fase interna turbolenta. Le elezioni parlamentari dell’ottobre 2024, contestate dall’opposizione, hanno provocato proteste di massa e tensioni istituzionali.
Zourabichvili ha rifiutato di riconoscere la legittimità della nuova leadership insediata dal Parlamento, accusando il governo di allontanare il Paese dal percorso europeo.
Il Paese aveva ottenuto lo status di candidato all’adesione all’Unione europea nel dicembre 2023, ma l’avanzamento delle riforme si è fermato, con il processo di integrazione che - secondo l’ex presidente - sarebbe ora in una fase di stallo.
Le parole di Zourabichvili si inseriscono in un dibattito più ampio sul ruolo degli Stati Uniti e dell’Europa nella guerra in Ucraina e sugli equilibri di sicurezza nel continente. La posizione dell’ex presidente riflette la sensibilità dei Paesi del Caucaso, storicamente esposti all’influenza russa e particolarmente attenti agli sviluppi del conflitto.
La prospettiva di una pace resta dunque legata non solo ai rapporti tra Mosca e Kiev, ma anche alla capacità delle potenze internazionali di esercitare pressione diplomatica e politica - un terreno sul quale, secondo Zourabichvili, Washington potrebbe ancora fare la differenza.