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Meta a processo per sfruttamento sessuale di minori, ondata di cause contro Big Tech

Il logo di Facebook è visibile su un cellulare a Boston, USA, il 14 ottobre 2022.
Il logo di Facebook è visibile su un cellulare a Boston, negli Stati Uniti, il 14 ottobre 2022. Diritti d'autore  AP Photo/Michael Dwyer, File
Diritti d'autore AP Photo/Michael Dwyer, File
Di Theo Farrant & AP
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Basato su profili sotto copertura che si fingevano bambini, è la prima causa trattata separatamente da altre analoghe in un contesto di alta conflittualità legale caratterizzato da class-actions a tutela dei minori e contro le reti sociali

La Meta di Mark Zuckerberg andrà a processo in New Mexico con l'accusa di non aver protetto i minori dallo sfruttamento sessuale e di aver fornito informazioni fuorvianti sulla sicurezza delle sue piattaforme.

Le dichiarazioni di apertura sono previste per lunedì 9 febbraio, in quello che sarà il primo processo separato da altri a tutela di casi analoghi avviato dalla procura generale di uno Stato contro una grande società di social-media per presunti danni ai minori.

Il procedimento, avviato nel 2023 dal procuratore generale del New Mexico Raul Torrez, riguarda Facebook, Instagram e WhatsApp.

Account sotto copertura e accuse di sfruttamento sessuale online

Gli inquirenti hanno costruito il caso creando account sotto copertura che si spacciavano per minori e hanno documentato le richieste sessuali ricevute, oltre alle risposte di Meta.

«Meta espone consapevolmente i bambini al duplice pericolo dello sfruttamento sessuale e dei danni alla salute mentale», si legge nell'atto di citazione. «Il movente di Meta è il profitto».

I visitatori fanno tappa allo stand di Meta alla Game Developers Conference 2023 a San Francisco, il 22 marzo 2023.
I visitatori fanno tappa allo stand di Meta alla Game Developers Conference 2023 a San Francisco, il 22 marzo 2023. Credit: AP Photo

Secondo l'accusa, gli algoritmi e alcune funzionalità degli account di Meta incoraggiano un uso compulsivo tra i più giovani e creano un vero e proprio «terreno fertile» per i predatori. I procuratori sostengono come l'azienda non abbia rivelato ciò che sapeva sugli effetti nocivi, violando le leggi statali a tutela dei consumatori e creando una minaccia per l'interesse pubblico.

Un avvocato dello Stato ha avvertito i giurati che durante il processo verranno discussi «contenuti molto delicati e molto espliciti in tema di sicurezza dei minori».

Come ha risposto Meta alle accuse?

Meta respinge le accuse e sostiene che lo Stato stia distorcendo le prove. La società ha accusato i procuratori di selezionare solo i documenti più utili a sostenere tesi «sensazionalistiche» e ha definito l'indagine «eticamente compromessa».

«Da oltre un decennio ascoltiamo i genitori, collaboriamo con esperti e forze dell'ordine e conduciamo ricerche approfondite per capire le questioni che contano di più», ha dichiarato l'azienda in una nota. «Siamo orgogliosi dei progressi compiuti».

Meta afferma inoltre di aver introdotto ampie misure di tutela per gli adolescenti, tra cui impostazioni predefinite più restrittive, limitazioni ai contenuti e strumenti che forniscono maggiori informazioni su con chi stanno messaggiando i giovani utenti.

Oltre 40 procuratori generali statali hanno intentato cause contro Meta, sostenendo che progetti intenzionalmente funzioni in grado di rendere i bambini dipendenti dalle sue piattaforme. La maggior parte dei ricorsi è stata presentata ai tribunali federali e il caso del New Mexico è il primo ad arrivare a processo.

Dallo sfruttamento sessuale alla dipendenza dai social: le altre cause

Mentre si apre il procedimento in New Mexico, Meta deve affrontare anche un'altra causa davanti alla Corte Superiore della contea di Los Angeles, insieme a YouTube di Google, in un procedimento separato incentrato sulla presunta dipendenza dai social media.

L'azione legale è stata avviata da una 19enne identificata solo con le iniziali «KGM», che sostiene che l'uso precoce di Instagram di Meta, TikTok di ByteDance e YouTube di Google abbia aggravato la sua depressione e le abbia provocato pensieri suicidi.

TikTok avrebbe raggiunto un accordo con KGM poche ore prima dell'inizio della selezione della giuria, secondo i media statunitensi. Il valore dell'intesa non è stato reso noto.

Giovani consultano i social sui loro telefoni a Sydney, l'8 novembre 2024.
Giovani consultano i social sui loro telefoni a Sydney, l'8 novembre 2024. Credit: AP Photo

«Ispirandosi largamente alle tecniche comportamentali e neurobiologiche utilizzate dalle slot machine e sfruttate dall'industria del tabacco, i presunti responsabili hanno deliberatamente inserito nei loro prodotti una serie di elementi di design volti a massimizzare il coinvolgimento dei giovani per aumentare i ricavi pubblicitari», si legge nell'atto di citazione.

«I ricorrenti non sono semplicemente danni collaterali dei prodotti degli accusati» prosegue l'atto. «Sono vittime dirette delle scelte premedidate compiute da ciascun indagato. Sono le vittime di sisemi di funzionamento dannosi che li hanno spinti in circoli viziosi autolesionisti».

Meta contesta le accuse. «Di recente, numerose cause hanno tentato di attribuire alle società di social media tutta la responsabilità delle difficoltà di salute mentale degli adolescenti», ha scritto l'azienda in un recente post sul blog.

«Ma questa è una semplificazione eccessiva di un problema serio. Clinici e ricercatori ricordano che la salute mentale è un tema estremamente complesso e multifattoriale e che lo stato di salute psichico degli adolescenti non è lineare né universale.

«Ridurre le difficoltà che affrontano gli adolescenti a un solo fattore significa ignorare la ricerca scientifica e i numerosi fattori di stress che oggi gravano sui giovani, come la pressione scolastica, la sicurezza a scuola, le difficoltà socio-economiche e l'abuso di sostanze».

Un portavoce di Meta ha dichiarato di recente che l'azienda respinge con forza le accuse contenute nella causa e che è «convinta che le prove dimostreranno il nostro impegno di lunga data a sostegno dei giovani».

José Castañeda, portavoce di Google, ha definito le accuse contro YouTube «semplicemente false».

In una nota ha aggiunto: «Offrire ai giovani un'esperienza più sicura e sana è sempre stato al centro del nostro lavoro».

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