Il presidente della Città Autonoma di Ceuta Juan José Vivas chiede che il Governo assuma il "comando unico" della situazione. Il nodo degli oltre mille minori non accompagnati è ancora sul tavolo e si teme l'appello social ad attraversare la frontiera nuovamente il prossimo 15 agosto
Il governo spagnolo ha portato a 80.000 il numero di persone migranti arrivate a Ceuta durante l’ingresso massiccio iniziato lo scorso 30 luglio dal Marocco.
Il ministro della Politica territoriale e Memoria democratica, Ángel Víctor Torres, ha definito quanto accaduto una "emergenza tremenda" e ha assicurato che l’Esecutivo continuerà a lavorare per riportare la normalità nella città autonoma.
A Ceuta, centinaia di minori erano in coda da lunedì mattina alle 5 per registrarsi e chiedere aiuto. Finora in città si sono registrati circa 1.400 minori non accompagnati.
Nel frattempo, il ministro della Politica territoriale, Ángel Víctor Torres, ha assicurato che la priorità è ottenere "il ricongiungimento familiare" nei loro Paesi di origine o in Spagna.
Il titolare della Politica territoriale ha avvertito che la situazione avrebbe potuto sfociare in un "collasso totale" se non ci fosse stato il rientro di buona parte dei migranti.
Perché Vivas chiede di internare i migranti che sono ancora a Ceuta
Il presidente della Città autonoma di Ceuta, Juan José Vivas, ha chiesto che il Governo assuma "il comando unico" della situazione e sollecita centri di internamento per i migranti che si trovano ancora a Ceuta.
Vivas chiede al Governo centrale di istituire "con carattere d’urgenza" un nuovo centro di internamento per stranieri, dove i migranti restino con la libertà di movimento limitata mentre vengono esaminate le loro pratiche di espulsione.
Il presidente di Ceuta sostiene che la misura debba essere di competenza dello Stato e assicura la collaborazione del governo della città autonoma.
Vivas collega la creazione del nuovo centro alla necessità, a suo avviso, di recuperare la sensazione di sicurezza a Ceuta.
Dopo essersi riunito con il ministro della Politica territoriale, Ángel Víctor Torres, il presidente ceutí ha affermato che la presenza di migliaia di persone senza tetto che vagano per le strade rappresenta un rischio per la convivenza.
Perché Ceuta teme un nuovo ingresso massiccio il 15 agosto
L’aggiornamento delle cifre arriva mentre Ceuta cerca ancora di tornare alla normalità e le autorità si preparano alla possibilità di un nuovo tentativo di ingresso massiccio.
Sui social network da giorni circola un appello ad attraversare la frontiera dal Marocco il prossimo 15 agosto, il che ha portato a rafforzare le misure preventive.
Il timore che si ripeta quanto accaduto il 30 luglio ha portato anche ad adottare misure straordinarie per garantire la disponibilità di personale.
La Guardia Civil ha sospeso temporaneamente la concessione di nuovi permessi, ferie e licenze agli agenti in servizio a Ceuta e Melilla, anche se il provvedimento non riguarda quelli già autorizzati.
Parallelamente, la Comandancia General de Ceuta ha annullato i permessi dei militari di stanza nella città autonoma a partire da giovedì 13 agosto e fino a nuovo ordine, salvo nei casi eccezionali debitamente giustificati.
Le misure riflettono il livello di allerta che si mantiene alla frontiera a meno di due settimane da un ingresso senza precedenti.
Le autorità cercano ora di evitare che un nuovo episodio di pressione migratoria porti di nuovo al limite i servizi e le risorse della città autonoma.