Le autorità di Ceuta dichiarano che la città è "sull'orlo del collasso" a un mese dall'ingresso massiccio di migranti, mentre il governo di Madrid chiede sostegno a Frontex ed Europol, e rafforza la frontiera con droni, boe e nuove imbarcazioni
La Spagna ha chiesto alla Commissione europea il sostegno di Frontex e Europol per collaborare alle attività di verifica dei migranti che si trovano irregolarmente a Ceuta, secondo quanto riportato da diversi media spagnoli.
Il ministero dell'Interno di Madrid ha annunciato, venerdì 28 agosto, un rafforzamento della frontiera della città spagnola situata in Africa settentrioanle con un pacchetto di misure "straordinarie": il prolungamento dei moli di Tarajal e Benzú, un sistema permanente di boe di contenimento in mare, sorveglianza aerea con droni, imbarcazioni leggere d'intervento e dispositivi remoti per operazioni subacquee.
Al contempo, l'Assemblea di Ceuta ha chiesto all'unanimità al governo centrale di intervenire "in modo immediato e senza ulteriori indugi", ritenendo che la città si trovi in una "situazione limite, a un passo dal collasso". Il presidente di Ceuta, Juan Vivas, ha allo stesso modo sollecitato l'esecutivo a intervenire "in modo immediato e senza più dilazioni. Ceuta ha perso il suo stile di vita e la sua tranquillità. Per evitare il disastro non abbiamo molto tempo".
La dichiarazione dell'Assemblea chiede il ritorno nei rispettivi Paesi, "in conformità con la legge", di quanti sono entrati sul territorio della città e vi si trovano ancora. Sostiene inoltre il diritto dei cittadini a manifestare, sempre "in modo pacifico e ordinato", e respinge gli episodi di violenza registrati negli ultimi giorni. "Nessuno può né deve farsi giustizia da sé", ha sottolineato Vivas.
Su 72mila persone sono entrate, 5mila sono ancora a Ceuta
Il ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska, ha stimato in 72mila il totale di persone che hanno raggiunto Ceuta il 30 e 31 luglio. Di queste, circa 5mila si trovano ancora nella città. Tra loro, 1.500 sono minorenni. Il Partito popolare e quello di estrema destra Vox contestano però la cifra ufficiale e stimano che a Ceuta restino ancora circa 20mila persone.
Il ministro ha sottolineato la collaborazione del Marocco, che ha definito costante ed efficace "nel corso degli anni" e che, ha aggiunto, si è confermata anche durante l'attuale crisi. Tuttavia ha riconosciuto che occorre "trarre lezioni" da quanto accaduto e ha affrontato la polemica sulle informazioni di cui disponevano i servizi di intelligence prima dell'ingresso massiccio. "I servizi di informazione dello Stato funzionano sempre. Io non li ho mai ritenuti responsabili", ha assicurato.
Il ministro ha quindi spiegato che i rapporti preliminari segnalavano fattori che potevano favorire la migrazione irregolare, come convocazioni sui social network e il possibile effetto della sentenza della Corte suprema, ma riportavano anche le capacità di contenimento del Marocco. "Ammetto tutti gli errori possibili, ma sto esponendo i fatti", ha affermato replicando ai gruppi parlamentari.
Il governo, ha insistito, ha agito con "decisione" fin dal primo giorno e continua a lavorare affinché a Ceuta si torni alla normalità. Di fronte a ciò, ha puntato il dito contro quanti, a suo avviso, hanno cercato di ottenere vantaggi politici o di "incitare all'odio e allo scontro" nelle strade della città, e ha chiesto calma e la fine di ogni forma di violenza.
Continua la situazione di forte tensione sociale a Ceuta
La tensione resta d'altra parte alta sul territorio. Giovedì un sit-in sulla spiaggia di Benítez si è concluso con la distruzione di baracche utilizzate da migranti e con cariche della polizia. In seguito alcuni manifestanti si sono spostati sulla spiaggia del Trampolín, dove hanno impedito l'accesso a un camion della Croce Rossa che trasportava alimenti.
Il ministro ha ricordato che il governo aveva già rafforzato il dispositivo marittimo della Guardia Civil l'8 luglio, non appena è stata resa nota la sentenza della Corte suprema che impediva il respingimento in frontiera dei migranti che arrivavano a nuoto. Dopo l'ingresso massiccio di fine mese è seguito un "rafforzamento straordinario" che mantiene oggi sul terreno oltre 1.600 agenti della polizia nazionale e della Guardia Civil, con il supporto delle Forze armate.
Marlaska ha illustrato poi le misure adottate in città, dando priorità all'identificazione dei minorenni, considerati persone particolarmente vulnerabili. La polizia ha già indicato a disposizione del governo di Ceuta 1.500 ragazzi. Il ministro ha chiesto di non perdere di vista che dietro ogni cifra "ci sono vite umane". Ha inoltre comunicato che sono state eseguite oltre cento espulsioni di persone che avevano commesso reati a Ceuta e ha quantificato in diciassette le aggressioni sessuali registrate dall'inizio della crisi: sette stupri e altre dieci molestie.
Il ministro ha anche attaccato i discorsi che, a suo giudizio, stigmatizzano le persone migranti. "L'ultradestra, e ora anche la destra, parlano di ''invasori' e 'delinquenti', invitano a 'dare la caccia agli immigrati' e lanciano proposte per 'deportare' le persone ricoverate in ospedale", ha stigmatizzato. Definendo queste posizioni incompatibili con i principi democratici e con la dignità umana.
Un nuovo centro di assistenza permanente per migranti e fondi europei
Tra le misure annunciate dal governo spagnolo figura la costruzione di un nuovo Centro di Assistenza Temporanea per Stranieri (Centro de Atención Temporal de Extranjeros, Cate) permanente, con una capacità di 800 persone, pensato per migliorare la risposta e organizzare l'assistenza ai migranti.
Questo futuro centro sarà diverso dal Cate provvisorio che il ministero dell'Interno sta allestendo in alcuni capannoni (che nel frattempo sarà comunque ampliato). La polizia nazionale dispone da giovedì di otto nuove strutture per identificare e schedare i migranti, che saliranno a quattordici al termine dei lavori previsti per il 4 settembre.
Il dispositivo provvisorio comporterà un capannone di 1.179 metri quadrati e una capacità di 400 persone, oltre a servizi igienici e docce. Il governo ha inoltre inviato specialisti della direzione generale per la Protezione internazionale per velocizzare le prime fasi delle domande di asilo, soprattutto nei casi di persone vulnerabili.
Per finanziare parte di questo dispositivo a Ceuta e Melilla, il ministero ha chiesto aiuto all'Unione europea attraverso lo Strumento di sostegno finanziario alla gestione delle frontiere e alla politica dei visti, previsto per rispondere in modo urgente a situazioni di pressione migratoria alle frontiere esterne europee.
Inoltre la ministra dell'Inclusione, della Sicurezza sociale e delle Migrazioni, Elma Saiz, ha annunciato venerdì che il governo aumenterà da 6,4 a 44,51 milioni di euro il credito destinato a rafforzare l'assistenza umanitaria a Ceuta.