Le autorità giudiziarie hanno confermato ventuno casi di violenze sessuali a danno di migranti nella città spagnola di Ceuta. In sette casi le vittime sono minorenni
Lunedì la Procura di Ceuta ha aggiornato i dati sulle aggressioni sessuali commesse contro i migranti che si trovano nella città spagnola situata in Africa settentrionale: il dato è passato da 16 a 21 casi, rispetto alle cifre diffuse inizialmente lo scorso venerdì. Sette delle vittime sono minorenni, tra i 14 e i 17 anni, e una di loro è un uomo appartenente alla comunità Lgbti.
Tre uomini sarebbero indagati: tre cittadini marocchini, uno spagnolo e un belga
Sarebbero cinque gli uomini - tre marocchini, uno spagnolo e un belga - indagati dalle autorità iberiche per tali reati. In cinque delle aggressioni è prevista un'aggravante legata alla penetrazione. Tuttavia, le fonti della Procura interpellate ritengono che i casi verificati aumenteranno: alla base c'è l'elevato numero di referti medici e verbali di polizia.
Nel corso di un'audizione presso una commissione parlamentare, la ministra della Gioventù e dell'Infanzia, Sira Rego, ha precisato che sono 1.478 i minorenni migranti ospitati incentri allestiti appositamente a Ceuta. Nel frattempo, come riporta "El Faro de Ceuta", il governo di Madrid sta già trasferendo diverse donne e ragazze che si trovavano in insediamenti improvvisati nel quartiere periferico di El Príncipe verso altre strutture, e sta predisponendo nuovi capannoni vicino a El Tarajal destinati specificamente a loro.
La ministra ha inoltre assicurato che circa 500 ragazze sono in attesa che il presidente di Ceuta dia il suo consenso per essere trasferite in altre regioni del Paese. "Che il confine geografico sia lì non significa che la responsabilità sia solo dei cittadini di Ceuta: l'infanzia è una responsabilità e una questione nazionale", ha ribadito Rego, che punta su accordi bilaterali tra Comunità autonome per effettuare i trasferimenti.
Rafforzato l'organico del tribunale di Ceuta per gestire l'emergenza
La procuratrice generale Teresa Peramato, durante una visita effettuata venerdì scorso presso la città autonoma, ha annunciato un rafforzamento dell'organico con tre pubblici ministeri in più nell'enclave. Ci saranno quindi in totale dodici funzionari che si divideranno il sovraccarico di lavoro che persiste al tribunale di Ceuta dal momento dell'improvviso flusso di migranti avvenuto alla fine del mese di luglio alla frontiera tra Spagna e Marocco.
La polizia ha sparato lunedì alcuni colpi di avvertimento nella zona di Loma Colmenar, per contenere un tentativo di ingresso non autorizzato in un centro di accoglienza creato nell'area, dopo che un primo gruppo era riuscito ad accedere alla struttura. Peramato ha precisato che altri reati che destano preoccupazione a Ceuta sono quelli legati a resistenza a pubblico ufficiale e quelli contro il patrimonio, come nel caso deii furti.