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Migranti, messaggio congiunto di Meloni e Frederiksen: “No a flussi incontrollati”

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la prima ministra danese Mette Frederiksen in un'immagine del 2025
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la prima ministra danese Mette Frederiksen in un'immagine del 2025 Diritti d'autore  AP Photo/Roberto Monaldo
Diritti d'autore AP Photo/Roberto Monaldo
Di Andrea Barolini
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La presidente del consiglio italiana Giorgia Meloni e la prima ministra danese Mette Frederiksen hanno pubblicato un documento congiunto nel quale chiedono più rigore sui flussi migratori

“Non accettiamo un’immigrazione incontrollata verso l’Europa, e abbiamo promosso una politica migratoria rigorosa. Nessuno può negare gli impatti negativi dell’immigrazione illegale sulle nostre società: aumento dei tassi di criminalità, crescente pressione sui servizi pubblici ed erosione della fiducia dei cittadini”. A scriverlo, in una nota congiunta, sono la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la prima ministra della Danimarca, Mette Frederiksen.

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“Noi diverse ma unite dal desiderio di difendere l’Europa"

Un’alleanza inedita quella tra la leader di destra radicale italiana e la socialdemocratica scandinava, ammessa nello stesso documento: “Siamo consapevoli - scrivono - che molti potrebbero interrogarsi sulla nostra collaborazione. Proveniamo da posizioni politiche molto diverse e certamente non siamo d’accordo su tutto. Siamo le uniche due donne a capo di un governo nell’Ue. Una di noi guida un grande Paese del Sud; l’altra, un piccolo Paese del Nord. Ma siamo unite dal nostro desiderio di difendere l’Europa”.

“È particolarmente grave - prosegue il testo firmato da Meloni e Frederiksen - quando migranti illegali, privi del diritto di rimanere nelle nostre Nazioni, commettono crimini violenti, trafficano droga o si rendono responsabili di violenze sessuali. Comprensibilmente, i cittadini europei si aspettano azioni concrete dai propri rappresentanti politici. Per troppo tempo, soprattutto le persone comuni hanno pagato un prezzo troppo alto a causa di un’immigrazione incontrollata. È nostro dovere continuare a impegnarci con determinazione per offrire risposte ai cittadini, specialmente i più esposti, e garantire maggiore sicurezza e tutela per le nostre comunità”.

La richiesta: “Ora più espulsioni e centri di rimpatrio in Paesi terzi”

Concretamente, secondo le due leader europee, dopo la “modifica degli equilibri nell’applicazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo nei confronti dei cittadini stranieri che commettono reati gravi”, ora “dovrebbero aumentare le espulsioni”.

Inoltre, secondo la presidente del Consiglio italiana e la prima ministra danese, occorre “realizzare centri di rimpatrio in Paesi terzi, così come altre soluzioni innovative al di fuori dell’Europa”. Mentre “il rispetto delle nostre leggi deve andare di pari passo con il rispetto dei valori europei. Ciò vale per i migranti illegali, ma anche per i milioni di cittadini stranieri che vivono legalmente nelle nostre nazioni e in tutta Europa”.

Dopo la crisi in Spagna la richiesta della Germania sui migranti transitati dall'Italia

La questione degli ingressi di migranti in Europa è stata al centro delle polemiche politiche negli ultimi giorni, dapprima con la crisi nella città spagnola di Ceuta, e la conseguente chiusura delle frontiere reciproca tra Madrid e Roma. Quindi con il caso divampato a seguito della richiesta all’Italia, da parte del governo della Germania, di riprendere i migranti che hanno utilizzato la penisola come “trampolino" per raggiungere altre nazioni europee.

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