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Kosovo, seconda fossa comune nel nord: potrebbe fare luce sulla sorte del "gruppo degli intellettuali"

Un poliziotto del Kosovo sorveglia il sito dove le squadre forensi hanno iniziato gli scavi di una fossa comune vicino al villaggio di Kalluder, mercoledì 29 luglio 2026
Un poliziotto del Kosovo sorveglia il sito dove le squadre forensi hanno iniziato gli scavi di una fossa comune vicino al villaggio di Kalluder, mercoledì 29 luglio 2026 Diritti d'autore  AP Photo
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Di Euronews
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Scoperta una seconda fossa comune nel nord del Kosovo. Le ricerche puntano a chiarire il destino del "gruppo degli intellettuali", 23 civili albanesi scomparsi durante la guerra del 1999

Le autorità del Kosovo hanno annunciato il ritrovamento di una seconda fossa comune nel nord del Paese, alimentando la speranza di fare finalmente luce sulla sorte di alcune delle persone scomparse durante la guerra del 1998-1999. Il nuovo sito è stato individuato nel villaggio di Jabukë, nel comune di Zubin Potok, a pochi chilometri da Mitrovica, dove da giorni sono in corso scavi e ricerche.

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Ad annunciare la scoperta sono stati la Procura speciale del Kosovo e il ministro dell'Interno ad interim, Xhelal Sveçla. In un messaggio pubblicato sui social, il ministro ha spiegato che la nuova fossa comune si trova "a soli dieci chilometri da Kalludër e Vogël", località dove la scorsa settimana era stato individuato un primo sito contenente resti umani riconducibili alle vittime del conflitto.

Il mistero del "gruppo degli intellettuali"

L'attenzione degli investigatori è concentrata soprattutto sul destino del cosiddetto "gruppo degli intellettuali", composto da 23 civili albanesi di Mitrovica. Secondo la ricostruzione delle autorità kosovare, il gruppo fu rapito il 19 aprile 1999 durante la guerra, mentre viaggiava a bordo di un autobus diretto in Montenegro. Gli uomini furono costretti a scendere dal mezzo, sequestrati e successivamente uccisi.

A distanza di 27 anni, il destino delle vittime non è mai stato definitivamente chiarito perché i loro corpi non sono stati finora recuperati. La prima fossa comune scoperta a Kalludër e Vogël potrebbe contenere proprio i loro resti, mentre il nuovo ritrovamento di Jabukë potrebbe fornire ulteriori elementi per ricostruire quanto accaduto negli ultimi mesi del conflitto.

Proseguono le indagini sui crimini di guerra

Parallelamente alle operazioni di ricerca, continuano anche le indagini giudiziarie sui presunti crimini di guerra commessi contro la popolazione civile.

La Procura speciale e la polizia del Kosovo hanno infatti annunciato l'arresto di una terza persona sospettata di aver preso parte ai crimini. Il fermato, identificato con le iniziali J.R., è stato arrestato dalla Direzione per le indagini sui crimini di guerra su disposizione della Procura.

L'arresto segue quelli di altri due cittadini serbi, eseguiti la scorsa settimana contestualmente alla scoperta della prima fossa comune. Le autorità kosovare ritengono che le nuove prove raccolte possano contribuire ad accertare le responsabilità per alcuni degli episodi più drammatici della guerra del Kosovo.

Un conflitto che continua a lasciare ferite aperte

A oltre un quarto di secolo dalla fine del conflitto, il tema delle persone scomparse resta uno dei nodi più delicati nei rapporti tra Kosovo e Serbia. Centinaia di famiglie attendono ancora di conoscere il destino dei propri cari e il ritrovamento di nuove fosse comuni rappresenta un passaggio fondamentale sia per l'identificazione delle vittime sia per l'accertamento delle responsabilità penali.

Le operazioni di scavo nei due siti di Zubin Potok proseguiranno nei prossimi giorni, con l'obiettivo di recuperare e identificare i resti umani attraverso gli esami forensi e il confronto del DNA.

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