Condannata a sei mesi di carcere con lavori forzati in Egitto, la donna italiana teme di perdere l'affido della figlia di tre anni. Il marito Tamer Hamouda in Italia è condannato in via definitiva per maltrattamenti su un’altra donna. È stato lui ad averla denunciata per adulterio
L'italia chiede la grazia per Nessy Guerra, la donna italiana arrestata nuovamente mercoledì in Egitto con l'accusa di adulterio e rilasciata dopo poche ore.
È rientrata nella sua abitazione di Hurghada, insieme alla figlia di tre anni. Ma la sua situazione rimane legalmente complessa, come ha spiegato nel pomeriggio di mercoledì il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante il question time alla Camera.
"La nostra Ambasciata ha formalmente consegnato alle Autorità egiziane una richiesta di grazia presidenziale", ha dichiarato Tajani, "dopo il recente rilascio su cauzione del signor Hamouda, abbiamo chiesto alle autorità egiziane di garantire la massima protezione della connazionale e della piccola, soprattutto per evitare nuovi episodi di violenze o intimidazioni da parte dell'ex marito".
"È certamente un sollievo apprendere che Nessy Guerra sia stata rilasciata dalla polizia egiziana", ha dichiarato la deputata di Azione Federica Onori, intervenuta durante lo stesso question time a cui ha partecipato il Ministro degli Esteri.
"Ma diciamo anche a quali condizioni è stata rilasciata: Nessy Guerra ha dovuto firmare una dichiarazione con cui si impegna a non lasciare il domicilio indicato fino alla fine del processo. (...) Come farà ora l'Ambasciata a garantire la sua sicurezza, se è costretta a restare in un luogo fisso e conosciuto?”, ha chiesto la deputata.
Qual è la storia di Nessy Guerra e del marito Tamer Hamouda
La donna di Sanremo era stata prelevata dalla sua casa di Hourghada e portata alle tre del mattino di mercoledì in una stazione della polizia insieme alla bambina di tre anni. Le autorità locali avrebbero sostenuto che la ragione del fermo fosse un ordine esecutivo in base al quale l'ex marito e padre della minore, Tamer Hamouda, avrebbe diritto di vedere la figlia.
Hamouda, nato in Italia, è stato condannato nel nostro Paese in via definitiva per maltrattamentinei confronti di un’altra donna. È lui ad aver denunciato Nessy per adulterio, accusa da cui è nata la condanna della giovane, confermata in primo e secondo grado in Egitto. Proprio nei giorni scorsi è stato depositato il ricorso in Cassazione.
Nelle scorse settimane lo stesso Hamouda era stato fermato dalla polizia egiziana ed era finito in cella per alcune settimane dopo la denuncia del viceconsole onorario d’Italia a Hurghada per minacce e tentativo di aggressione.
Poi era stato rilasciato su cauzione: 83 euro, pagati da un amico.
La legale di Guerra usa parole durissime: "Mi chiedo come si possa permettere che a un pluripregiudicato in Italia venga concesso di vedere la figlia e che una donna vittima di violenza sia trattata così. Voglio sapere dove finisce la Convenzione di Istanbul sulla violenza di genere e dove cominciano i diritti delle persone".