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Regno Unito, Reform UK promette di abolire i sussidi agli stranieri: nel mirino anche gli europei

Robert Jenrick parla a una conferenza stampa di Reform UK a Westminster, Londra, dove è stato annunciato che l’ex deputato conservatore ha aderito a Reform UK.
Robert Jenrick parla a una conferenza stampa di Reform UK a Westminster, Londra, dove è stato annunciato che l'ex deputato conservatore è entrato in Reform UK. Diritti d'autore  PA
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Di Nathan Rennolds
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"Lo stato sociale esiste per il Regno Unito. Niente cittadinanza britannica, niente diritti", ha dichiarato lunedì Robert Jenrick, responsabile economico di Reform

Il partito britannico di destra radicale Reform UK propone una drastica revisione del sistema di welfare del Regno Unito, con l'obiettivo di escludere dai sussidi i cittadini stranieri. Una misura che, se applicata, coinvolgerebbe anche i cittadini dell'Unione europea con status di residente stabile nel Paese e potrebbe riaprire il dossier dell'accordo di recesso post-Brexit.

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A illustrare il piano è stato lunedì Robert Jenrick, portavoce economico di Reform UK e deputato per Newark. Nel suo intervento ha promesso di porre fine a quella che ha definito la "truffa del welfare a favore degli stranieri".

"I contribuenti britannici stanno facendo da stato sociale al resto del mondo. Non è giusto", ha dichiarato Jenrick, sostenendo che, con un eventuale governo Reform, "solo i cittadini britannici avrebbero diritto ai sussidi".

Il piano prevederebbe alcune eccezioni, in particolare per chi ha prestato servizio nelle forze armate britanniche o per le persone che hanno versato contributi al sistema pensionistico statale. Per il resto, la linea annunciata dal partito sarebbe molto netta: "Lo stato sociale è pensato per la Gran Bretagna. Niente cittadinanza britannica, nessun diritto".

Tagli al welfare per 21 miliardi di sterline

Secondo le stime presentate da Jenrick, la riforma potrebbe consentire di risparmiare ai contribuenti britannici fino a 21 miliardi di sterline all'anno entro il 2029, qualora fosse introdotta immediatamente.

La stretta riguarderebbe una vasta gamma di prestazioni, tra cui Universal Credit, Jobseeker's Allowance, Child Benefit, assistenza gratuita all'infanzia, Housing Benefit, Pension Credit e alcune prestazioni legate alla disabilità.

La proposta arriva mentre la spesa per il welfare rappresenta una delle voci più consistenti dei conti pubblici britannici. Westminster prevede di destinare 322 miliardi di sterline al welfare in Gran Bretagna nel periodo 2025-2026, una cifra equivalente al 10,6 per cento del PIL e al 23,6 per cento dell'intera spesa pubblica. Secondo il governo, circa il 55 per cento della spesa per la sicurezza sociale è destinato ai pensionati.

La questione Brexit e i rapporti con Bruxelles

L'applicazione del piano di Reform UK avrebbe però anche importanti conseguenze sul piano dei rapporti con l'Unione europea. L'esclusione dai sussidi dei cittadini Ue con status di residente stabile nel Regno Unito potrebbe infatti richiedere una revisione degli accordi raggiunti dopo la Brexit.

Alla domanda sulla possibilità che gli elettori britannici siano disposti ad affrontare un nuovo e lungo negoziato con Bruxelles, Jenrick ha criticato l'attuale intesa e sostenuto che ci siano "diversi punti" che Reform cercherebbe di rinegoziare qualora arrivasse al governo.

"Sono fiducioso che possiamo riuscirci e ripristinare l'equità nel processo", ha affermato ai giornalisti.

Le critiche dei conservatori

Il progetto ha già suscitato reazioni critiche a Westminster. La deputata conservatrice Helen Whately ha definito i piani di Reform UK sul welfare come proposte "messe insieme alla meglio", contestandone quindi solidità e credibilità.

La proposta conferma comunque la linea politica del partito guidato da Nigel Farage, che punta a fare di immigrazione, welfare e controllo dei confini alcuni dei temi centrali della propria agenda. L'idea di legare l'accesso alle prestazioni sociali alla cittadinanza britannica rappresenterebbe, se attuata, una delle più radicali riforme del sistema di welfare del Regno Unito e potrebbe riaprire il confronto con Bruxelles sugli effetti ancora irrisolti della Brexit.

Labour: "Reform UK rischia di stracciare l'accordo sulla Brexit"

Il partito laburista ha duramente criticato la proposta di Reform UK sull'accesso dei cittadini stranieri al welfare britannico. Un portavoce ha avvertito che il piano "significherebbe stracciare l'accordo di recesso del Regno Unito dall'UE", facendo ripiombare il Paese "in anni di rinegoziazioni sulla Brexit". Secondo Labour, la misura rischierebbe inoltre di privare del sostegno "potenzialmente milioni di persone" che hanno vissuto, lavorato e pagato legalmente le tasse nel Regno Unito per anni o decenni, compresi i cittadini con status di residente stabile ormai pienamente integrati nelle comunità britanniche.

Il portavoce ha inoltre sottolineato che "la stragrande maggioranza dei migranti non ha alcun accesso al sistema di welfare secondo le norme esistenti", ricordando che il governo laburista sta già introducendo regole più restrittive sul percorso verso la residenza stabile, che dovrebbe passare da cinque a dieci anni. Sul welfare, Labour rivendica invece una riforma orientata al reinserimento nel lavoro, con modifiche al sistema del Universal Credit, il ripristino delle valutazioni faccia a faccia e 3,5 miliardi di sterline destinati al sostegno all'occupazione.

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