Liberati dopo un mese di detenzione in Libia gli attivisti italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia. Tajani: “Domani rientreranno in Italia”
Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, i due attivisti italiani della Global Sumud Flotilla detenuti da circa un mese in Libia, sono stati liberati. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani con un messaggio pubblicato su X.
“Sono felice di poter annunciare la liberazione di Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, i due attivisti italiani della Flotilla, che erano detenuti da un mese in Libia”, ha scritto Tajani, spiegando che insieme a loro è stato affidato al Consolato italiano a Bengasi anche Matias Alvarez Rodriguez, cittadino uruguaiano con cittadinanza italiana.
Secondo quanto riferito dal titolare della Farnesina, i tre faranno rientro in Italia nelle prossime ore grazie a “un intenso lavoro diplomatico” svolto in coordinamento tra il Ministero degli Esteri, Palazzo Chigi e l’intelligence italiana.
La detenzione a Bengasi
Centrone, docente universitario barese, e Leonarda Dina Alberizia, educatrice torinese, facevano parte del convoglio terrestre della Global Sumud Flotilla, la missione umanitaria internazionale organizzata per rompere il blocco della Striscia di Gaza.
I due erano stati fermati in Libia lo scorso 25 maggio e detenuti a Bengasi, in quella che gli attivisti avevano definito una “black site”, una struttura carceraria segreta al di fuori del sistema giudiziario ufficiale. Nei giorni scorsi era stata annullata senza preavviso anche un’udienza davanti al procuratore libico, aumentando le preoccupazioni delle famiglie e delle organizzazioni umanitarie.
Le pressioni diplomatiche dell’Italia
Nelle scorse settimane Antonio Tajani aveva assicurato che il governo italiano stava “facendo tutto il possibile” per ottenere la liberazione dei due attivisti. Il ministro aveva parlato di pressioni diplomatiche esercitate “ad ogni livello” per arrivare rapidamente a una soluzione.
Fondamentale, secondo quanto riferito dalla Farnesina, il coordinamento tra diplomazia italiana, intelligence e autorità consolari presenti a Bengasi.
Le condizioni degli attivisti
Le ultime notizie sulle condizioni dei due italiani risalivano ad alcune telefonate con familiari e legali. Secondo la portavoce del movimento, Maria Elena Delia, Centrone e Alberizia stavano “abbastanza bene”, pur avendo subito forti pressioni psicologiche durante la detenzione.
In questi giorni si erano moltiplicate le iniziative di solidarietà: proteste davanti alle ambasciate libiche, mobilitazioni internazionali e scioperi della fame organizzati da attivisti della Flotilla in diversi Paesi per chiedere il rilascio immediato dei volontari detenuti.