I due attivisti italiani della Flotilla terrestre per Gaza sono ancora in stato d'arresto in Libia. A confermarlo è la Farnesina
Due cittadini italiani, Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, rimangono in stato di detenzione in Libia dopo il loro coinvolgimento nella cosiddetta Flottilla terrestre per Gaza. I due sono comparsi oggi davanti al procuratore di Bengasi, che ha disposto il proseguimento della custodia cautelare fino alla prossima udienza.
La notizia è stata confermata dalla Farnesina, che segue il caso insieme all’ambasciata d’Italia a Tripoli e al consolato generale a Bengasi. Il console generale Filippo Colombo ha inoltre presentato una nuova richiesta di visita consolare per verificare le condizioni dei connazionali.
Dove sono detenuti i due italiani
Secondo le informazioni raccolte dalla stampa italiana, Centrone e Alberizia si trovano in una struttura di detenzione nella zona di Bengasi, in Libia orientale, verosimilmente una caserma della polizia locale, dove sono stati trasferiti dopo il fermo avvenuto nei pressi dell’area di Sirte.
Le autorità locali li avrebbero trattenuti insieme ad altri attivisti internazionali del convoglio umanitario diretto verso Gaza.
Perché sono ancora detenuti
Le autorità della Libia orientale contestano ai partecipanti della missione l’ingresso senza autorizzazione e la mancanza di permessi di sicurezza speciali, configurando l’ipotesi di “ingresso clandestino”.
In base a queste contestazioni, il procedimento giudiziario locale è ancora in corso e potrebbe sfociare in un’eventuale espulsione o nel rilascio con rimpatrio, ma non ci sono ancora tempistiche ufficiali.
Secondo quanto riportato da fonti diplomatiche e consulari, la posizione dei due italiani resta in fase di verifica giudiziaria e amministrativa, motivo per cui la detenzione è stata prorogata in attesa della prossima udienza.
Le condizioni e la posizione dell’Italia
La Farnesina ha fatto sapere che i due connazionali sono stati visitati una prima volta dal console e che sarebbero in condizioni generali stabili, pur in stato di fermo. In precedenza erano stati richiesti miglioramenti logistici come accesso a beni essenziali e condizioni igieniche adeguate.
Il ministero degli Esteri italiano ha ribadito che l’intera vicenda è seguita “in stretto raccordo con le autorità locali” con l’obiettivo di favorire un rapido rientro in Italia.
Il contesto della Flottilla terrestre
La missione faceva parte di un convoglio umanitario internazionale diretto verso Gaza attraverso il Nord Africa. Il gruppo è stato bloccato in Libia orientale durante il transito, in un’area sotto controllo delle autorità locali.
Secondo gli organizzatori, si trattava di una missione coordinata con diverse realtà internazionali; secondo le autorità libiche, invece, si sarebbe trattato di un ingresso non autorizzato in territorio sotto stretto controllo militare.