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Ue, Industria dell'auto contro l'obbligo di veicoli elettrici per le auto aziendali

Ursula von der Leyen parla durante una conferenza stampa a Vilnius, in Lituania, martedì 26 maggio 2026.
Ursula von der Leyen parla durante una conferenza stampa a Vilnius, in Lituania, martedì 26 maggio 2026. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Nela Heidner
Pubblicato il
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La Commissione europea vuole accelerare il passaggio a una mobilità più verde, imponendo alle imprese quote obbligatorie di acquisto di auto elettriche. La proposta sarà discussa lunedì a Bruxelles ed è duramente contestata dai costruttori

Questo lunedì i ministri dei Trasporti dell'UE si riuniscono a Lussemburgo per discutere il previsto regolamento sui veicoli aziendali puliti. La Commissione europea ha presentato la proposta nel dicembre 2025 nell'ambito del suo pacchetto per il settore automobilistico.

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Al centro del regolamento ci sono le flotte aziendali, considerate una leva per la transizione nel settore dei trasporti. Poiché le imprese immatricolano circa il 60% di tutte le nuove auto e fino al 90% dei furgoni nell’UE, a partire dal 2030 gli Stati membri dovranno fare in modo che le grandi aziende utilizzino sempre più veicoli a zero o a basse emissioni.

Saranno i singoli Paesi a decidere con quali strumenti, ad esempio incentivi fiscali o esenzioni dai pedaggi.

In Europa circa il 60% delle nuove immatricolazioni di auto riguarda veicoli aziendali; per i veicoli commerciali leggeri la quota arriva addirittura al 90%. Per la Commissione europea le flotte aziendali sono quindi uno strumento chiave per la svolta nei trasporti. Secondo la proposta di Bruxelles, dal 2030 gli Stati membri dovranno garantire che le grandi imprese rispettino quote vincolanti di veicoli a zero e a basse emissioni.

Pesanti critiche dall’industria automobilistica

Il settore automobilistico, però, boccia duramente il piano. Secondo diversi media, tra cui il quotidiano tedesco Bild, medie imprese, società di leasing, autotrasportatori e costruttori si oppongono con forza alla proposta. In un documento congiunto, diverse associazioni europee di categoria mettono in guardia contro la "Clean Corporate Vehicles Regulation".

Nel documento le associazioni accusano l’UE di puntare su obblighi invece che su incentivi. Il vero problema, sostengono, non sarebbe la mancanza di regole, ma l’insufficienza delle infrastrutture di ricarica, l’alto costo dell’elettricità e il calo del valore residuo delle auto elettriche.

A loro avviso sarebbero soprattutto le piccole e medie imprese a soffrire per queste misure. Particolarmente esposte, si legge nel documento, sarebbero le aziende nelle aree rurali, le imprese con lunghe percorrenze e quelle prive di un’adeguata infrastruttura di ricarica.

In realtà la normativa, in una prima fase, riguarda solo le grandi imprese con almeno 250 dipendenti e un fatturato annuo di 50 milioni di euro. Le piccole e medie aziende, come le imprese artigiane o i servizi di assistenza, indicate nel documento come particolarmente colpite, ne sono finora escluse. I piani non si limitano comunque alle sole auto elettriche. Sono considerati "a basse emissioni" anche i veicoli con un massimo di 50 grammi di CO₂ per chilometro, tra cui le ibride plug-in.

Solo auto prodotte nell’UE

In futuro gli incentivi pubblici dovrebbero andare solo ai veicoli non solo a zero o a basse emissioni, ma anche prodotti nell’Unione europea. L’obiettivo della Commissione è rafforzare l’industria automobilistica europea nella concorrenza globale e mantenere la creazione di valore industriale in Europa.

Le auto elettriche emettono meno durante l’uso, ma il loro impatto ambientale non è privo di criticità in tutte le fasi.

I critici richiamano in particolare l’attenzione sull’estrazione del litio per le batterie: in alcuni casi richiede grandi quantità d’acqua, con possibili conseguenze per gli ecosistemi locali nelle regioni aride. A questo si aggiungono il consumo energetico e gli impatti ambientali legati all’estrazione di altre materie prime, come nichel, cobalto o grafite. Molti esperti sottolineano però che, considerando l’intero ciclo di vita e soprattutto se alimentate con elettricità da fonti rinnovabili, le auto elettriche risultano spesso comunque più favorevoli al clima rispetto ai veicoli a combustione.

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