La transizione elettrica dei trasporti e dell’industria nell’Unione europea dipende in gran parte dall’ammodernamento delle reti e dall’aumento della capacità di stoccaggio.
I leader dell'Unione europea sostengono sempre più spesso l'elettrificazione come risposta ad alcune delle sfide più grandi per l'UE: prezzi elevati dell'energia, competitività industriale e transizione dai combustibili fossili. Ma per raggiungere questo obiettivo serviranno enormi investimenti nelle reti elettriche obsolete e nei sistemi di accumulo di energia, che secondo molti responsabili politici non sono ancora adeguati allo scopo.
L'urgenza è aumentata dopo il conflitto guidato dagli Stati Uniti contro l'Iran, che ha fatto impennare i prezzi dell'energia e messo in luce la persistente vulnerabilità dell'Europa agli shock esterni. Questa nuova fiammata arriva mentre il blocco è ancora alle prese con le conseguenze dell'invasione russa dell'Ucraina, che ha innescato una crisi energetica dalla quale molte economie europee non si sono ancora riprese del tutto.
Già prima dell'escalation in Medio Oriente, le industrie europee sollecitavano Bruxelles a intervenire con maggiore decisione sui prezzi dell'elettricità alle stelle, che restano circa il doppio rispetto a Stati Uniti e Cina.
Le associazioni imprenditoriali avvertono che costi energetici così elevati e persistenti minano la competitività, frenano gli investimenti e, in alcuni casi, mettono a rischio la chiusura degli impianti.
Sebbene l'elettrificazione sia spesso presentata come parte dell'agenda per la competitività dell'UE, essa è anche al centro della strategia climatica del blocco. Sostituire i combustibili fossili con l'elettricità può ridurre le emissioni, migliorare l'efficienza energetica, diminuire la dipendenza dalle importazioni di energia e facilitare l'integrazione nell'economia di volumi crescenti di energia rinnovabile.
Che cos'è l'elettrificazione?
Per elettrificazione si intende la sostituzione delle tecnologie che bruciano combustibili fossili come carbone, petrolio e gas naturale con tecnologie alimentate dall'elettricità.
Quando i leader dell'UE parlano di elettrificazione, spesso si riferiscono a un'economia e a una società alimentate da elettricità prodotta da fonti rinnovabili. Significa auto elettriche che sostituiscono i veicoli a benzina e diesel, famiglie che rimpiazzano le caldaie a combustibili fossili con pompe di calore per il riscaldamento e il raffrescamento, e dispositivi intelligenti progettati per aumentare l'efficienza energetica.
L'UE guarda anche alla decarbonizzazione delle industrie ad alta intensità energetica, come cemento, acciaio e chimica, che in genere sono più difficili da decarbonizzare e rappresentano tra il 20% e il 27% delle emissioni di gas serra.
In che modo l'elettrificazione può sostenere la transizione verde?
I leader europei spingono per una maggiore elettrificazione perché consente di soddisfare il fabbisogno energetico nei trasporti, negli edifici e nell'industria con elettricità sempre più a basse emissioni invece che con combustibili fossili, riducendo così in modo sostanziale le emissioni di anidride carbonica.
Il passaggio dai combustibili fossili all'elettricità potrebbe anche aiutare l'UE a ridurre la propria dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili, che lo scorso anno hanno rappresentato circa il 60% delle importazioni totali del blocco.
Man mano che l'UE amplia le fonti di energia rinnovabile, come eolico e solare, l'uso dell'elettricità diventa nel tempo sempre più pulito. In combinazione con una produzione elettrica pulita e con infrastrutture energetiche modernizzate, l'elettrificazione è una delle vie più efficaci per raggiungere gli obiettivi climatici ed energetici dell'UE.
Quali sono le principali sfide per elettrificare la società e l'economia dell'UE?
L'UE eccelle nella produzione di energia pulita, ma deve confrontarsi con una rete elettrica obsoleta che impedisce a gran parte delle rinnovabili di arrivare dove servono.
L'ammodernamento delle infrastrutture della rete elettrica europea è considerato un passaggio cruciale e complesso, che aiuterà a ottimizzare i flussi di elettricità rinnovabile riducendo la congestione e limitando i tagli alla produzione.
Nonostante gli ostacoli tecnici, secondo la Commissione europea il finanziamento dei nuovi interventi sulle reti elettriche del blocco richiederà la cifra colossale di 1.200 miliardi di euro entro il 2040. Saranno necessari anche sforzi per potenziare l'accumulo di energia, così da evitare di perdere i surplus e ottimizzare la produzione di energia pulita.
Il vivace dibattito politico sul futuro delle reti elettriche del blocco solleva anche interrogativi su quanto tempo sarà necessario perché i colegislatori dell'UE trovino un accordo su un quadro normativo rivisto per rilanciare le infrastrutture di rete.
Cosa sta facendo l'UE per promuovere l'elettrificazione?
A dicembre la Commissione europea ha annunciato il 'Grids Package' con due proposte legislative volte ad accelerare il rinnovo delle infrastrutture obsolete del blocco.
La prima punta ad accelerare il rilascio dei permessi per le nuove opere, spesso indicato come il principale collo di bottiglia. La seconda proposta di legge mira a centralizzare il sistema del mercato elettrico dell'UE e a utilizzare gli oneri di rete per finanziare gli investimenti nella rete.
Un piano per l'elettrificazione è atteso per il 22 luglio, dopo due rinvii, e dovrebbe fissare obiettivi per gli Stati membri e per l'industria.
L'esecutivo dell'UE ha inoltre riconosciuto l'energia nucleare come fonte a basse emissioni in grado di alimentare il mercato elettrico del blocco.
Inoltre, la Commissione vuole elettrificare i porti, con alimentazione da terra per le navi, operazioni portuali elettrificate, infrastrutture di ricarica per il trasporto pesante e l'elettrificazione dei siti industriali vicini.