Spagna, Italia e Francia registrano la reazione più forte in Europa contro il turismo di massa. I residenti denunciano l'aumento dei costi e la carenza di alloggi, mentre nel 2026 crescono sia i flussi sia le misure di contenimento nelle città
Il turismo è una fonte di reddito fondamentale per molti Paesi dell’UE, ma è sempre più spesso anche motivo di malcontento per le comunità locali, mentre i residenti denunciano la carenza di alloggi e l’aumento dei costi.
Spagna, Italia e Francia sono i tre Paesi europei in cui la reazione contro il turismo di massa è più forte, secondo un nuovo studio della piattaforma di intrattenimento digitale JB.com.
Nei primi quattro mesi del 2026 il numero di turisti in Spagna è aumentato del 3,4% e, secondo il ministero del Turismo, il Paese si aspetta a giugno una crescita del 7,1% dei passeggeri sui voli internazionali in arrivo rispetto all’anno scorso.
Sempre secondo un comunicato stampa del ministero del Turismo spagnolo, a giugno anche Italia e Francia dovrebbero registrare un aumento rispettivamente del 12% e del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Cipro e Albania risultano i Paesi in Europa più accoglienti verso i turisti, secondo JB.com, senza proteste documentate contro il turismo e con una pressione normativa minima sui viaggiatori.
Lo studio ha analizzato l’intensità delle proteste, l’attenzione dei media, le tariffe della tassa di soggiorno e il rapporto tra visitatori e residenti in 30 Paesi nel mondo.
Quali città hanno registrato maggiori proteste contro il turismo?
La Spagna è al primo posto tra i 30 Paesi analizzati, con proteste contro il turismo svoltesi in oltre 40 città, da Barcellona alle isole Canarie.
La Catalogna, la regione dove si trova Barcellona, ha accolto circa 20,1 milioni di turisti nel 2025, lo 0,6% in più rispetto al 2024. A seguire le isole Baleari e le isole Canarie.
Nel giugno dello scorso anno i manifestanti hanno sfilato nel centro di Barcellona con cartelli che recitavano “Il turismo sta uccidendo Barcellona”, utilizzando pistole giocattolo ad acqua nei punti turistici più affollati.
Proteste simili si sono tenute in diverse città italiane tra cui Venezia, Roma, Firenze, Napoli e Milano.
Alcuni attivisti hanno manomesso le cassette per le chiavi utilizzate dai proprietari di affitti brevi, per esprimere il proprio malcontento per la mancanza di alloggi a prezzi accessibili per i residenti.
Nel tentativo di frenare l’overtourism, Venezia ha reintrodotto ticket di ingresso al centro strorico, dal venerdì alla domenica nei mesi di aprile, maggio, giugno e luglio.
In Francia si sono svolte proteste a Marsiglia, Nizza e Parigi, con particolare attenzione al turismo da navi da crociera.