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Carburanti in rialzo in Italia: Salvini promette aiuti per trasportatori, Meloni invoca supporto Ue

Pompa di benzina, Roma, 2022, foto d'archivio
Pompa di benzina, Roma, 2022, foto d'archivio Diritti d'autore  AP Photo
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Di Isidoro Patalano
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Lo stallo nello Stretto di Hormuz provoca un ennesimo rialzo del presso di benzina e diesel. La reintroduzione di piene accise aggraverà la situazione. Matteo Salvini ha promesso aiuti agli autotrasportatori per scongiurare scioperi, mentre Giorgia Meloni invoca il supporto di Bruxelles

Fare il pieno costa sempre di più con l'ennesimo rialzo registrato mercoledì per benzina e gasolio, ma la situazione rischia di farsi ancora più pesante da sabato quando tornerà l'accisa piena sui carburanti.

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Se le proiezioni verranno confermate, col ritorno dell'accisa, la benzina toccherà quota 2,012 euro al litro, mentre il gasolio volerà addirittura a 2,222 euro al litro.

A spingere l'acceleratore sui rincari sono le quotazioni internazionali del petrolio e dei prodotti raffinati, soprattutto a causa della situazione nello Stretto di Hormuz. Il canale resta bloccato, mentre i negoziati tra Usa e Iran sono in fase di stallo da settimane.

Tali prodotti energetici hanno registrato forti balzi in avanti tra venerdì e martedì. La verde toccha il livello medio nazionale più alto dal 7 ottobre 2023. Anche il diesel torna ad aumentare dopo circa dopo circa quaranta giorni di calo.

Salvini propone aiuti per gli autotrasportatori

Sul caso è intervenuto direttamente il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ai microfoni di RTL 102.5 ha annunciato misure d'emergenza per evitare il blocco del settore dei trasporti, che sarebbe pronto allo sciopero.

Salvini ha annunciato una proroga degli aiuti agli autotrasportatori e ha proposto il rafforzamento del credito d'imposta per il settore.

"Venerdì dovremo prorogare sicuramente gli aiuti per il costo del carburante, ma per molti autotrasportatori questi tagli sono irrilevanti", ha affermato il vicepremier.

"C’è una riunione con le sigle degli autotrasportatori per ravvivare il credito di imposta e trovare centinaia di migliaia di euro per coprire bilanci altrimenti in perdita".

"Gli autotrasportatori hanno convocato uno sciopero e hanno ragione, dobbiamo poterli aiutare", ha dichiarato.

I prezzi alla pompa: differenze tra "Self-service" e "Servito"

I numeri raccolti mercoledì mattina confermano la tendenza al rialzo sulla rete stradale e autostradale. La rete stradale in modalità Self-service ha fissa il prezzo per la benzina a 1,951 euro/litro (+8 millesimi rispetto a ieri); per il gasolio a 1,978 euro/litro (+1 millesimo); per il Gpl a 0,807 euro/litro (-1 millesimo); mentre per il metano a 1,564 euro/kg (invariato).

Prezzi più alti per il rifornimento in autostrada. I dati in modalità Self-service si raggiungono i 2,032 euro/litro per la benzina (+9 millesimi); 2,067 euro/litro per il diesel (+3 millesimi); 0,915 euro/litro per il Gpl(invariato); e 1,588 euro/kg per il metano (invariato).

Guardando ai dati elaborati dall'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy su circa 20mila punti vendita, le medie complessive tra self e servito fotografano una forbice netta tra le diverse modalità di erogazione.

La media per la benzina self-service è di 1,945 euro/litro contro i 2,081 euro/litro per il servito. Il diesel self-service arriva a 1,979 euro/litro contro i 2,118 euro/litro per il servito. Mentre il Gpl servito si attesta a 0,815 euro/litro, mentre Metano servito a 1,564 euro/kg.

Le compagnie si stanno adeguando. Secondo la rilevazione di Staffetta Quotidiana, Eni e IP hanno alzato di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Tamoil ha scelto una mossa asimmetrica con +2 centesimi sulla benzina, mentre -1 centesimo sul gasolio.

Il pressing di Roma sulla Commissione europea

Il governo intatno cerca supporto a Bruxelles in Europa. Con una lettera inviata domenica, la premier Giorgia Meloni ha esortato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a riconoscere la crisi energetica come una priorità strategica al pari della difesa militare.

Per questo l'Italia ha chiesto ufficialmente di estendere temporaneamente la National Escape Clause. Si tratta della clausola di salvaguardia che permette agli Stati membri di derogare temporaneamente ai vincoli del Patto di stabilità senza modificarne i tetti massimi.

La misura è già attiva per le spese militari e permette di sforare i parametri di Maastricht fino a un massimo dell'1,5% del Pil. Roma vorrebbe lo stesso margine per le spese energetiche straordinarie.

Ma Bruxelles continua a prendere tempo sulla richiesta di deroghe al Patto di stabilità. La Commissione europea ha invitato l'Italia martedì ad attendere e a utilizzare i fondi già esistenti.

"In questa fase, l'attenzione è rivolta allo sfruttamento pieno dei finanziamenti UE già disponibili, che sono davvero ingenti", hanno dichiarato i portavoce della Commissione, Paula Pinho e Balazs Ujvari, facendo da eco alle parole di Olof Gill.

Il portavoce dell'esecutivo dell'UE aveva già domenica gelato le aspettative di Roma.

"La nostra posizione non è cambiata. Abbiamo presentato agli Stati membri una gamma di opzioni" ha detto, chiarendo che tra queste non c'è la clausola di salvaguardia e che gli interventi devono restare dentro "vincoli fiscalmente responsabili".

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