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Povertà in Europa: Italia sopra la media UE, forte divario tra regioni e capitali secondo Eurostat

Poveri meritevoli aspettano in fila dietro un cartello con scritto "Soup Kitchen" per ricevere cibo gratuito nel centro storico di Colonia, in Germania, venerdì 11 novembre 2016.
Poveri meritevoli aspettano in fila dietro un cartello con scritto "Soup Kitchen" per ricevere cibo gratuito nel centro storico di Colonia, in Germania, venerdì 11 novembre 2016. Diritti d'autore  Copyright 2016 The Associated Press. All rights reserved.
Diritti d'autore Copyright 2016 The Associated Press. All rights reserved.
Di Servet Yanatma
Pubblicato il
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Dati Eurostat 2025: oltre 92 milioni di europei a rischio povertà o esclusione sociale. Italia sopra la media UE, con forti disuguaglianze tra regioni e differenze tra Roma e il resto del Paese

Nel 2025, 92,7 milioni di persone nell’Unione europea risultano a rischio di povertà o esclusione sociale. Si tratta del 20,9% della popolazione totale, ovvero quasi una persona su cinque. I tassi AROPE (At Risk of Poverty or Social Exclusion) variano in modo significativo non solo tra i Paesi europei, ma anche all’interno dei singoli Stati e tra le diverse regioni.

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Ma quali sono i Paesi e le regioni con i livelli più elevati di rischio di povertà? E quanto è ampio il divario tra le capitali e le rispettive medie nazionali?

Secondo i dati Eurostat, la Bulgaria (29,0%), la Grecia (27,5%) e la Romania (27,4%) registrano i tassi AROPE più elevati nel 2025. I valori più bassi si osservano invece in Cechia (11,5%), Polonia (15,0%) e Slovenia (15,5%).

Tra le quattro maggiori economie dell’UE, la Spagna si distingue per il dato più alto, con il 25,7% della popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale, quindi più di una persona su quattro. Germania (21,2%) e Italia (22,6%) si collocano entrambe sopra la media europea del 20,9%, mentre la Francia (20,8%) risulta leggermente al di sotto.

Rischio di povertà nelle capitali europee

Il quadro cambia sensibilmente se si analizzano le capitali. Tra le 24 capitali europee per cui sono disponibili dati, i tassi AROPE variano dal 2,9% di Bratislava al 33,6% di Bruxelles. Né la Slovacchia né il Belgio figurano tra i Paesi con i valori più estremi a livello nazionale, ma le loro capitali rappresentano gli estremi della distribuzione.

Vienna (29,4%) e Berlino (24,4%) seguono Bruxelles nella parte alta della classifica. Anche Atene (23,6%), Parigi (20,9%) e Roma (20,7%) registrano valori superiori a un quinto della popolazione.

Le capitali dell’Europa orientale mostrano invece tassi generalmente più bassi: oltre a Bratislava, anche Varsavia (7,1%) e Praga (9,1%) si attestano su valori a una cifra. Budapest, Zagabria, Lubiana e Bucarest restano tutte sotto la soglia del 15%.

Il divario tra capitali e medie nazionali

Nella maggior parte dei Paesi, la regione della capitale presenta un tasso AROPE inferiore alla media nazionale, ma non mancano eccezioni significative.

Il caso più evidente è quello del Belgio: Bruxelles registra il 33,6% contro una media nazionale del 16,5%, con un divario di 17,1 punti percentuali. Seguono Vienna, con un livello superiore di 10,6 punti rispetto alla media austriaca, e Berlino, con uno scarto di 3,2 punti. A Amsterdam, Copenaghen e Parigi le differenze sono invece minime.

In senso opposto, la Slovacchia presenta un divario molto marcato: la media nazionale è 13,8 punti percentuali più alta rispetto a Bratislava. Anche la Romania mostra una forte distanza tra Bucarest e il dato nazionale.

Tra le quattro principali economie europee, la Spagna evidenzia un divario significativo: la media nazionale (25,7%) è superiore a quella di Madrid (19,4%), con una differenza di 6,3 punti. In Italia lo scarto è più contenuto (1,9 punti), ma il dato nazionale resta comunque superiore a quello della capitale, Roma.

Le disuguaglianze regionali in Europa

Considerando tutte le regioni europee, i divari interni diventano ancora più evidenti. L’Italia registra uno dei gap più ampi: si passa dal 45,3% della Calabria al 5,6% della Valle d’Aosta, con una differenza di 39,7 punti percentuali. In Spagna, il divario tra Ciudad de Melilla e Paesi Baschi è di 29 punti.

Le differenze più contenute si registrano invece in Finlandia, con uno scarto di soli 3 punti tra Helsinki-Uusimaa (15,5%) e Länsi-Suomi (18,5%). Anche Portogallo, Slovenia e Danimarca mostrano una maggiore omogeneità interna.

Nel 2025, si contano 20 regioni europee in cui almeno un terzo della popolazione è a rischio di povertà o esclusione sociale. Queste aree si concentrano soprattutto in Italia, Spagna e Bulgaria (quattro regioni ciascuna) e Grecia (tre regioni).

Il gruppo include anche aree urbane dell’Europa occidentale come la Regione di Bruxelles-Capitale (33,6%) e Brema in Germania (35,4%), oltre al Canton Ticino in Svizzera (33,1%).

Che cosa significa AROPE

Secondo Eurostat, l’indicatore AROPE misura la quota di persone che si trovano almeno in una delle seguenti condizioni: rischio di povertà, grave deprivazione materiale e sociale (SMSD) oppure bassa intensità lavorativa.

La soglia di povertà è fissata al 60% del reddito mediano nazionale disponibile dopo i trasferimenti sociali. La deprivazione materiale e sociale indica invece la mancanza di beni e condizioni di vita considerati essenziali per un’esistenza dignitosa.

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