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"È un atto di pirateria": Israele estende l'arresto dei 2 attivisti della Flotilla

Saif Abu Keshek, attivista spagnolo, detenuto da Israele
Saif Abu Keshek, attivista spagnolo, detenuto da Israele Diritti d'autore  RTVE
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Di Lucia Blasco
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Un tribunale israeliano proroga di sei giorni la detenzione senza accusa di un attivista spagnolo della flottiglia di Gaza. Anche un attivista brasiliano è ancora detenuto. La Spagna chiede il suo rilascio immediato

Un tribunale israeliano ha prorogato fino al 10 maggio la detenzione senza accusa dell'attivista spagnolo Saif Abu Keshek e del brasiliano Thiago Avila, intercettati su una flottiglia di aiuti umanitari diretta a Gaza, hanno dichiarato i loro avvocati.

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La decisione, presa martedì da un tribunale di Ashkelon, nel sud di Israele, estende la detenzione di sei giorni su richiesta della polizia, che ha chiesto più tempo per ulteriori interrogatori. Al momento non è stata formulata alcuna accusa formale nei confronti di nessuno dei due.

Entrambi sono stati portati in Israele la scorsa settimana dopo essere stati arrestati dalle forze israeliane mentre partecipavano alla Global Sumud Flotilla, un'iniziativa internazionale partita da diversi Paesi europei con l'obiettivo di rompere il blocco di Gaza e consegnare aiuti umanitari. L'intercettazione è avvenuta in acque internazionali al largo delle coste della Grecia, a diverse centinaia di chilometri dall'enclave palestinese.

In seguito all'operazione, decine di attivisti sono stati trasferiti sull'isola greca di Creta e successivamente rilasciati, mentre Abu Keshek e Avila rimangono in detenzione in Israele. Secondo l'organizzazione israeliana per i diritti umani Adalah, che li rappresenta, entrambi sono in sciopero della fame per protestare contro la loro situazione.

Le autorità israeliane stanno indagando sui due attivisti per reati quali "aiuto al nemico in tempo di guerra" o presunti legami con organizzazioni considerate terroristiche, anche se finora non è stata formulata alcuna accusa.

La difesa sostiene che la detenzione è illegale e ha annunciato che farà appello alla decisione del tribunale, considerando che l'intercettazione è avvenuta in acque internazionali e quindi al di fuori della giurisdizione israeliana.

Avvocati e organizzazioni di supporto hanno denunciato maltrattamenti e dure condizioni di detenzione. Secondo queste accuse, entrambi sarebbero stati sottoposti a isolamento, luce costante e trasferimenti bendati, sebbene Israele abbia respinto queste accuse.

Il governo spagnolo ha ribadito la richiesta di "rilascio immediato" del cittadino spagnolo e ha chiesto il rispetto dei suoi diritti, in linea con le reazioni espresse da quando si è saputo dell'intercettazione della flottiglia.

Il caso arriva dopo che lo scorso fine settimana la magistratura israeliana aveva inizialmente prolungato la detenzione per due giorni, in una prima decisione che ora è stata prorogata.

La detenzione ha generato reazioni politiche e manifestazioni per chiedere il rilascio dei due attivisti, con striscioni e bandiere palestinesi davanti all'ambasciata israeliana a Bruxelles e davanti al Ministero degli Esteri a Madrid, oltre ad altre manifestazioni in diverse città.

"È un atto di pirateria".

Un gruppo di eurodeputati ha definito l'intercettazione della Flotilla "un atto di pirateria" e ha chiesto l'immediato rilascio degli attivisti. In una lettera al capo della missione israeliana presso l'Ue a Bruxelles e all'ambasciatore israeliano in Belgio, a cui Euronews ha avuto accesso, i firmatari sostengono che l'operazione è avvenuta in acque internazionali e costituisce "una flagrante violazione del principio della libertà di navigazione".

Aggiungono che quanto accaduto "non è un incidente isolato" ma fa parte di "un più ampio schema di repressione contro le azioni civili pacifiche".

Alcuni parlamentari protestano contro l'arresto davanti all'ambasciata israeliana a Bruxelles, giovedì 5 maggio 2026.
Alcuni parlamentari protestano contro l'arresto davanti all'ambasciata israeliana a Bruxelles, giovedì 5 maggio 2026. Vincenzo Genovese / Euronews

I parlamentari sottolineano che i due attivisti stavano navigando vicino alle acque greche con altri partecipanti alla Flotilla quando sono stati intercettati dall'esercito israeliano. Nel testo descrivono la missione come un'iniziativa umanitaria composta da attivisti internazionali disarmati.

A loro avviso, l'intervento non può essere considerato un'azione legittima, ma "un atto di intimidazione volto a mettere a tacere il dissenso e a scoraggiare la solidarietà". Secondo la lettera, gli attivisti sono stati trattenuti con la forza e trasferiti "senza alcuna giustificazione legale".

I firmatari citano inoltre notizie di possibili trattamenti degradanti e violenti durante la loro detenzione, in linea con le precedenti denunce dei loro avvocati. Fanno inoltre riferimento alle apparizioni in tribunale dei due, la cui detenzione è stata prolungata più volte, e sottolineano che rimangono in carcere senza accuse formali. Sottolineano che alla loro prima udienza avrebbero mostrato segni visibili di violenza.

Israele ha respinto le accuse di maltrattamento e sostiene che l'intercettazione della Flotilla e la detenzione degli attivisti fanno parte delle sue misure di sicurezza e delle indagini su possibili legami con organizzazioni considerate ostili.

Risorse addizionali per questo articolo • Vincenzo Genovese

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