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Hormuz, il piano di Parigi: Meloni al vertice tra missione Ue e gelo con Trump

Giorgia Meloni durante un incontro con il primo ministro albanese Edi Rama a Palazzo Chigi, Roma, Italia, giovedì 16 aprile 2026 (Roberto Monaldo/LaPresse via AP).
Giorgia Meloni durante un incontro con il primo ministro albanese Edi Rama a Palazzo Chigi, Roma, Italia, giovedì 16 aprile 2026 (Roberto Monaldo/LaPresse via AP). Diritti d'autore  LaPresse
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Di Arnold KOKA
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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L'iniziativa mira ad inviare unità per lo sminamento nello Stretto di Hormuz, bloccato dall'inizio della guerra in Iran, e capacità militari che assicurino il passaggio sicuro delle navi attraverso l'area

La premier Giorgia Meloni partecipa venerdì pomeriggio al vertice a Parigi per la riapertura dello Stretto di Hormuz.

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Al palazzo dell'Eliseo, l'appuntamento sarà co-presieduto dal leader francese Emmanuel Macron, dal primo ministro britannico Keir Starmer e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz. Parteciperanno in remoto anche funzionari di 36 Paesi.

Al centro della discussione una missione internazionale per assicurare la libera navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz.

Dall'inizio del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, il regime di Teheran ha di fatto chiuso il passaggio alle navi, causando uno shock petrolifero globale. Da Hormuz passa un quinto della produzione di gas e petrolio mondiale, oltre a prodotti come i fertilizzanti, fondamentali per il settore agricolo.

Con il fallimento dei negoziati tra Washington e Teheran, la Casa Bianca ha a sua volta imposto un blocco sulla navigazione di cargo iraniani attraverso lo Stretto. Donald Trump ha chiesto ai partner occidentali di contribuire al blocco, ma ha incontrato un rifiuto unanime degli alleati Nato, inclusa l'Italia.

"Ha rifiutato di aiutarci con l'Iran, non ha più lo stesso rapporto con noi", ha affermato duramente Trump martedì. "L'Italia riceve grandi quantità di petrolio dallo Stretto"

Poco prima dello strappo con Washington, Meloni aveva dichiarato lunedì che occorre "fare ogni sforzo possibile per stabilizzare il quadro e riaprire lo Stretto di Hormuz, che per noi è fondamentale, non solo per i carburanti ma anche per i fertilizzanti, altro elemento essenziale".

Meloni aveva avvertito sui rischi economici di possibili dazi imposti dall'Iran per il transito nell'area.

"Se l'Iran dovesse riuscire a ottenere la facoltà di applicare extra-dazi ai transiti nello Stretto, questo potrebbe ancora portare a conseguenze economiche e di orientamento dei flussi commerciali, al momento, imponderabili", aveva dichiarato in un'informativa alla Camera il 9 aprile.

"È quindi interesse prioritario dell’Italia, e dei suoi partner europei e occidentali, che la libertà di navigazione venga pienamente ripristinata", ha aggiunto la premier.

Cosa prevede il piano per lo Stretto di Hormuz

Parigi ha definito l'iniziativa per lo Stretto di Hormuz come "strettamente difensiva". Il piano è previsto solo in caso di tregua o fine del conflitto, aspetto su cui i Paesi europei hanno insistito più volte.

Già a metà marzo il ministro della Difesa Guido Crosetto aveva puntualizzato: "Nessuna missione di guerra. Nessun ingresso ad Hormuz senza una tregua e senza un'iniziativa multilaterale estesa".

I Paesi europei vogliono evitare a ogni costo di rimanere coinvolti direttamente nella guerra. La presenza di militari nell'area a conflitto in corso aumenterebbe il rischio di incidenti ed escalation.

Il piano potrebbe prevedere la condivisione di "dati di intelligence, capacità di sminamento, protezione militare delle navi e procedure informative con i Paesi vicini", secondo un alto funzionario francese citato da Reuters.

Cosa significa per l'Italia

Per Meloni il vertice di Parigi rappresenta un messaggio politico a Washington.

I rapporti con la Casa Bianca non sono più quelli di prima. Nei giorni scorsi il leader statunitense ha attaccato duramente la premier per il mancato contributo alle operazioni militari in Iran e nel Golfo, oltre che per la solidarietà mostrata a Papa Leone, anche lui oggetto degli attacchi dell'ex tycoon.

"Non abbiamo più lo stesso rapporto con chiunque si sia rifiutato di aiutarci", ha detto Trump riferendosi a Meloni in un'intervista a Fox News.

La partecipazione italiana a una missione principalmente europea può segnare un nuovo allontanamento da Washington.

Gli Stati Uniti però potrebbero a loro volta prendere parte volta alla missione ad Hormuz. Berlino ha auspicato l'inclusione di forze statunitensi in una missione nello Stretto, ma l'idea ha causato dissidi con Parigi, che ha escluso la partecipazione di Washington.

Dal punto di vista delle capacità, l'Italia può portare una delle flotte più moderne della Nato. La Marina Militare dispone di dieci unità specializzate nello sminamento. Si tratta di 8 navi della classe Gaeta e due della precedente classe Lerici. Le unità Gaeta dispongono di sonar antimina a profondità variabile e multifrequenza, che permette la scoperta di mine galleggianti e da fondo.

Tajani: "L'Italia parteciperà a un'eventuale missione europea a Hormuz"

L'Italia parteciperà a un'eventuale missione europea a Hormuz "coinvolgendo le Nazioni Unite e rivestendo lo stesso ruolo che ha interpretato con le missioni Aspides e Atalanta, salvaguardando il passaggio delle nostre navi cargo e proteggendo il commercio mondiale". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani venerdì in un'intervista a Il Giornale, mentre si trova in Cina.

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