Dopo che al ministero degli Esteri è pervenuta la relazione ufficiale sull’imbarcazione senza equipaggio rinvenuta a Lefkada, il ministro degli Esteri Giorgos Gerapetritis ha avviato una serie di iniziative diplomatiche
La Grecia attende una risposta ufficiale da parte dell'Ucraina dopo aver presentato una protesta diplomatica per l'unità di superficie senza equipaggio armata individuata nelle acque territoriali di Lefkada.
A confermarlo è stata la portavoce del ministero degli Esteri, Lana Zochiou, durante un briefing con i corrispondenti diplomatici, nel quale ha illustrato anche le principali iniziative della diplomazia greca nei Balcani occidentali, in Libia e nei rapporti con la Turchia.
Atene protesta con Kiev per il drone navale armato
Secondo quanto riferito da Zochiou, dopo la consegna al ministero degli Esteri della relazione ufficiale sull'incidente, il ministro Giorgos Gerapetritis ha avviato una serie di contatti diplomatici ad alto livello.
La questione è stata portata all'attenzione dell'Alto rappresentante dell'Unione europea per gli Affari esteri, Kaja Kallas, del segretario generale della Nato e del ministro degli Esteri ucraino durante un incontro svoltosi a margine della riunione informale dei ministri degli Esteri dell'UE, il cosiddetto Gymnich, tenutosi a Limassol.
Tra il 28 e il 29 maggio, Atene ha inoltre presentato una protesta ufficiale sia nella capitale greca sia a Kiev, attraverso comunicazioni verbali e scritte.
Nel documento, la Grecia sostiene che l'unità navale senza equipaggio individuata nelle proprie acque territoriali «ha messo in serio pericolo il traffico marittimo e avrebbe potuto causare perdite tra civili innocenti», oltre a poter provocare «danni ambientali incalcolabili».
Secondo il governo greco, l'estensione delle operazioni militari nel Mediterraneo, lontano dal teatro principale del conflitto russo-ucraino, comporta rischi significativi per la sicurezza nazionale e potenziali conseguenze economiche.
«Il diritto dell'Ucraina all'autodifesa non può giustificare azioni di questo tipo», si legge inoltre nella posizione espressa da Atene, che ha invitato Kiev a evitare in futuro iniziative simili.
Pur mantenendo una posizione critica sull'episodio, la Grecia ha ribadito il proprio sostegno agli sforzi internazionali per una pace giusta e duratura in Ucraina, fondata sul rispetto del diritto internazionale, della sovranità degli Stati e della tutela della vita umana.
Richiamando una posizione già espressa dal ministro Gerapetritis, Zochiou ha ricordato che «una guerra non si conclude diffondendola».
I rapporti con la Russia
Nel corso del briefing, la portavoce ha affrontato anche il tema delle relazioni tra Grecia e Russia. Pur riconoscendo i profondi legami storici, culturali e religiosi che uniscono i due Paesi, ha spiegato che il deterioramento dei rapporti bilaterali è una conseguenza diretta della guerra in Ucraina.
Atene, ha aggiunto, auspica di poter tornare in futuro a mantenere relazioni produttive con Mosca, una volta create le condizioni politiche necessarie.
Preoccupazione per gli incidenti in Albania
Ampio spazio è stato dedicato anche alla situazione nei Balcani occidentali, area che la Grecia considera strategica per il futuro dell'Unione europea.
Zochiou ha ribadito il sostegno greco al percorso europeo dei Paesi della regione, sottolineando che l'adesione all'UE deve basarsi sul rispetto dello Stato di diritto, del diritto internazionale e dei rapporti di buon vicinato.
Particolare attenzione è stata rivolta agli incidenti avvenuti il 30 maggio a Svernitsa, in Albania, durante alcune proteste legate a controversie sulla proprietà dei terreni, nelle quali è rimasto ferito anche un cittadino greco.
L'ambasciata ellenica a Tirana, ha spiegato la portavoce, è intervenuta immediatamente per fornire assistenza consolare e sanitaria e ha chiesto alle autorità albanesi un'indagine completa sull'accaduto.
«Il percorso di adesione dell'Albania passa attraverso il rispetto e la tutela dei diritti della minoranza nazionale greca», ha affermato Zochiou, ricordando che il rispetto dell'acquis comunitario rappresenta una condizione fondamentale per l'avanzamento del processo di adesione.
Nelle prossime settimane il ministro Gerapetritis visiterà Serbia, Bosnia-Erzegovina e Montenegro nell'ambito dell'iniziativa greca a sostegno dell'integrazione europea dei Balcani occidentali. Il 10 giugno sarà inoltre a Sofia per partecipare al vertice del Processo di cooperazione dell'Europa sudorientale (SEECP).
Nuovi colloqui con la Libia sulla ZEE
Sul fronte mediterraneo, la Grecia proseguirà il dialogo con la Libia sulla delimitazione delle zone marittime.
La portavoce ha annunciato che il 10 giugno una delegazione greca guidata dalla vice ministra degli Esteri Alexandra Papadopoulou si recherà a Tripoli per il secondo round di colloqui tecnici dedicati alla delimitazione delle rispettive aree marittime e della Zona economica esclusiva (ZEE).
Atene considera la definizione delle frontiere marittime con la Libia una priorità strategica e continua a sostenere che il negoziato debba svilupparsi nel pieno rispetto del diritto internazionale del mare.
Cautela sulla "Patria Blu" turca
Infine, Zochiou ha commentato le indiscrezioni provenienti dalla Turchia riguardo a un possibile disegno di legge collegato alla dottrina della "Patria Blu" (Mavi Vatan), che attribuisce ad Ankara ampie rivendicazioni marittime nel Mediterraneo orientale.
La portavoce ha precisato che, al momento, si tratta esclusivamente di informazioni diffuse dalla stampa e che non esiste ancora una posizione ufficiale del governo turco.
«Non esiste ancora una presa di posizione ufficiale da parte turca sul suo contenuto», ha dichiarato, aggiungendo che la Grecia valuterà le proprie mosse una volta disponibile un testo ufficiale.
Pur in assenza di contatti specifici sul tema tra i ministri degli Esteri dei due Paesi, Atene ha sottolineato che i canali di comunicazione con Ankara restano aperti e operativi, con l'obiettivo di preservare la stabilità regionale e favorire relazioni di buon vicinato nel Mediterraneo orientale.