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Iran, ayatollah Khamenei afferma che l'Iran ha inflitto un "colpo decisivo" al nemico malvagio

ARCHIVIO - Un religioso parla al cellulare accanto a un ritratto della Guida suprema iraniana, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, a Teheran, 18 maggio 2026.
ARCHIVIO: Un religioso parla al cellulare accanto a un ritratto della Guida Suprema iraniana, ayatollah Mojtaba Khamenei, a Teheran, 18 maggio 2026 Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Peter Barabas & Aleksandar Brezar & Chiara Zampiva
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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In una dichiarazione a sorpresa giovedì, l’ayatollah Mojtaba Khamenei ha affermato che il "nemico malvagio" è stato sconfitto con "un colpo decisivo", in quella che appare come una possibile preparazione del Paese a un imminente accordo di pace

L’ayatollah iraniano Mojtaba Khamenei ha proclamato in modo inaspettato una vittoria dell’Iran nella guerra con gli Stati Uniti in Israele, affermando che "il nemico malvagio ha subito un colpo decisivo nello scontro con le forze armate iraniane".

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"Dico alla cara nazione iraniana che il nemico malvagio, sconfitto nel confronto con i vostri valorosi figli nelle forze armate, sta ora vivendo una profonda e significativa umiliazione, sia sul campo di battaglia sia nell’arena pubblica, e ormai punta tutto sull’inganno", ha scritto Khamenei in una dichiarazione diffusa giovedì dall’agenzia Fars.

L’intervento inatteso di Khamenei potrebbe segnalare l’avvicinarsi di un accordo di pace, per il quale sembra stia preparando la popolazione iraniana, mentre al tempo stesso ne invoca l’unità.

"Il sistema di dominio che quasi 80 anni fa ha creato una guarnigione chiamata Israele non accetta l’esistenza di un Iran forte e indipendente, dotato di vari punti di forza, al confine orientale della falsa e fittizia geografia della 'Grande Israele', a est dell’Eufrate", si legge ancora nella dichiarazione dell’ayatollah.

Khamenei era scomparso dalla scena pubblica

Nella dichiarazione scritta diffusa giovedì e letta pubblicamente da Mohammad Javad Haj Ali Akbari, Rappresentante della Guida suprema dell'Iran, Khamenei ha affermato che "il nemico ha concentrato i suoi sforzi in una guerra ibrida su due fronti: la resilienza del popolo e l’indurre errori nei calcoli dei responsabili del Paese".

"Dopo che l’Iran è riuscito a respingere il nemico, sconfitto sul campo di battaglia, quest’ultimo ora cerca di minare la resilienza del popolo iraniano e di seminare discordia", ha avvertito Khamenei.

"Ognuno deve neutralizzare i sinistri piani del nemico con fermezza, vigilanza, preservando unità e coesione, mantenendo la fiducia reciproca ed evitando di fare eco alla narrativa del nemico", ha aggiunto.

Khamenei ha inoltre esortato i funzionari iraniani a "sostenere questi principi", avvertendoli che "qualsiasi azione che generi pessimismo o scoraggiamento tra la popolazione deve essere considerata una forma di aiuto al nemico, un aiuto contro questo Paese e il suo popolo".

Khamenei non è più apparso in pubblico dall'inizio della guerra. I media statunitensi, citando diversi funzionari iraniani, hanno riferito che è rimasto gravemente ferito negli attacchi, è stato sottoposto a diversi interventi chirurgici e ha difficoltà a parlare a causa di gravi ustioni.

Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth ha affermato che è "probabilmente sfigurato". L’Iran non ha confermato queste informazioni. Da quando ha assunto la carica, comunica solo tramite dichiarazioni scritte.

Trump "vorrebbe incontrare" Khamenei

In una serie di rivelazioni sorprendenti, Trump ha dichiarato in un’intervista martedì che il nuovo ayatollah è coinvolto nei negoziati con gli Stati Uniti e che i due "vanno piuttosto d’accordo". Trump ha aggiunto di essere desideroso di incontrare Khamenei, in attesa dell’esito dei colloqui in corso.

"Non ho ancora avuto il privilegio di incontrarlo", ha detto il presidente americano al New York Post. "Se si crede ai racconti, gli mancano molte parti del corpo".

"Sì, mi piacerebbe incontrarlo. Mi piacerebbe incontrare tutti. Vorrei incontrarlo e probabilmente ci incontreremo a un certo punto, a seconda di come andranno le cose", ha ribadito Trump.

In passato, Trump aveva liquidato Mojtaba Khamenei come un "peso piuma" e una scelta "inaccettabile" per guidare la Repubblica islamica.

Khamenei è stato scelto come terzo guida suprema della Repubblica islamica dall’Assemblea degli Esperti, l’organo di religiosi sciiti incaricato dalla legge iraniana di effettuare la nomina, circa dieci giorni dopo la morte del padre.

Dopo l’annuncio, Trump aveva dichiarato di non essere "contento" e di essere "deluso", aggiungendo: "Non sto passando attraverso tutto questoper ritrovarmi con un altro Khamenei".

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