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Kallas spinge per nuove sanzioni Ue all'Iran in risposta alla violenta repressione delle proteste

Il capo della politica estera dell'Unione Europea Kaja Kallas parla con i media a Bruxelles.
Il capo della politica estera dell'Unione Europea Kaja Kallas parla con i media a Bruxelles. Diritti d'autore  AP Photo AP
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Di Maïa de la Baume
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Le misure volute dall'Alta rappresentante alla politica estera dell'Ue si baserebbero su un ampio quadro di sanzioni contro il regime iraniano per le violazioni dei diritti umani, le attività nucleari e il sostegno alla guerra della Russia in Ucraina

L'Unione europea valuta una nuova serie di sanzioni contro l'Iran in risposta alla violenta repressione delle proteste scoppiate nel Paese negli ultimi giorni.

A farsi promotrice dell'iniziativa è l'Alta rappresentante per la politica estera dell'Ue, Kaja Kallas, che ha annunciato la propria disponibilità a rafforzare ulteriormente le misure restrittive già in vigore.

"Sono pronta a proporre ulteriori sanzioni in risposta alla brutale repressione del regime nei confronti dei manifestanti", ha dichiarato Kallas in un'intervista al quotidiano tedesco Die Welt e a Politico, sottolineando che eventuali nuove misure andrebbero ad aggiungersi all'ampio pacchetto sanzionatorio già adottato dall'Ue contro Teheran.

Le dichiarazioni arrivano mentre il bilancio delle vittime continua a crescere dopo le manifestazioni iniziate il 28 dicembre, scatenate dal crollo del rial e dal peggioramento delle condizioni economiche.

Secondo un rapporto dell'organizzazione Human Rights Activists, con sede negli Stati Uniti, oltre 10.600 persone sono state arrestate dall'inizio delle proteste. Il gruppo riferisce inoltre di 544 morti, tra cui 496 manifestanti e 48 membri delle forze di sicurezza.

Anche le principali istituzioni europee seguono con attenzione l'evolversi della crisi. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che Bruxelles sta "monitorando attentamente" la situazione, mentre la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha scritto su X che "l'Europa deve comprendere il proprio dovere e la necessità di agire".

L'Ue preferisce diplomazia e sanzioni al pugno duro di Trump

Negli ultimi anni l'Ue ha adottato sanzioni estese contro l'Iran, che includono divieti di viaggio e congelamento dei beni, in risposta alle gravi violazioni dei diritti umani, alle attività legate alla proliferazione nucleare e al sostegno militare di Teheran alla guerra di aggressione russa contro l'Ucraina.

Finora sono stati sanzionati oltre 230 cittadini iraniani, tra cui il ministro dell'Interno Ahmad Vahidi, membri del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e più di 40 entità.

L'approccio europeo, tuttavia, resta prevalentemente diplomatico e sanzionatorio, in netto contrasto con la linea più dura assunta dagli Stati Uniti. Il presidente americano Donald Trump ha infatti avvertito che Washington "colpirà molto duramente" l'Iran se le autorità continueranno a uccidere i manifestanti. Secondo i media statunitensi, pur in assenza di decisioni formali, Trump sarebbe già stato informato su nuove opzioni di attacco militare contro il Paese.

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