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Eu-Inc: cos'è e come funzionerà il "28esimo regime fiscale" per agevolare le startup europee

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a Davos
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a Davos Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved
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Di Leticia Batista Cabanas
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Von der Leyen ha presentato il piano per semplificare l'operatività delle startup nell'Ue introducendo un "28esimo Stato" in cui sarà possibile costituire un'azienda in 48 ore. Stesse regole per tutti e burocrazia al minimo per rafforzare la competitività rispetto a Usa e Cina

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha presentato l'Eu-Inc al World Economic Forum di Davos. Si tratta del piano dell'Europa per semplificare radicalmente l'operatività delle startup in tutto il blocco e rafforzare la competitività tecnologica dell'Ue rispetto a Stati Uniti e Cina.

Von der Leyen ha sostenuto l'iniziativa, definita giuridicamente come il "28esimo regime", perché funzionerebbe come un vero e proprio 28esimo Stato in cui i fondatori possono registrare le loro aziende.

"I nostri imprenditori, le aziende innovative, potranno registrare una società in qualsiasi Stato membro entro 48 ore e interamente online", ha dichiarato a una platea che comprendeva imprenditori del settore tecnologico, dirigenti e venture capitalist.

Secondo von der Leyen, le startup europee "godranno dello stesso regime fiscale in tutta l'Ue. Abbiamo bisogno di un sistema in cui le imprese possano operare e raccogliere finanziamenti senza soluzione di continuità in tutta Europa, con la stessa facilità dei mercati uniformi come Stati Uniti o Cina".

Come intende l'Ue unire 27 mercati regolatori in un unico sistema paneuropeo? Per i promotori dell'Ee-Inc, il primo passo verso una Silicon Valley europea è ridurre la frammentazione e aumentare la digitalizzazione.

"L'idea è avere una forma giuridica standard europea con un registro centrale, digitale per prima cosa, così che le imprese (non solo le startup) possano registrarsi in modo rapido e a costi contenuti", ha spiegato a Euronews Robin Wauters, direttore operativo della European Startup Network e co-promotore di Eu-Inc.

Come funzionerà Eu-Inc per le startup europee

L'Europa ha 27 diversi sistemi di diritto societario, il che rende più difficile la crescita delle startup. Le aziende nelle fasi iniziali si scontrano con servizi digitali poco chiari, obblighi di conformità rigidi, ritardi fiscali e norme divergenti sulle stock option: ostacoli che pesano sulla crescita, sull'accesso ai capitali e sulla capacità di trattenere i talenti.

L'allarme è stato lanciato per la prima volta nel 2024, quando Mario Draghi, ex presidente della Banca centrale europea ed ex presidente del Consiglio, ha avvertito che l'eccesso di regolazione e la frammentazione del mercato delle startup in Europa mettono a rischio la competitività del blocco. La sovraregolamentazione è uno dei principali fattori che impediscono di colmare il divario di crescita rispetto a Stati Uniti e Cina.

L'appoggio di von der Leyen all'Eu-Inc a Davos punta a ridurre questi attriti birocratici creando una struttura societaria europea uniforme e scalabile, come opzione aggiuntiva in parallelo ai sistemi nazionali esistenti.

Il riferimento è diretto al modello societario statunitense. Il progetto ricalca infatti il Delaware General Corporation Law, in un'ulteriore conferma del detto secondo cui "gli Stati Uniti innovano, la Cina copia e l'Ue regola".

In sostanza, Eu-Inc offre una nuova alternativa agli startupper. Potranno costituire la propria società in uno dei 27 Stati membri oppure registrarla nella forma Eu-Inc, la ventottesima opzione. L'obiettivo è creare una nuova struttura europea per la crescita delle startup, dalla nascita al finanziamento, capace di cambiare radicalmente lo scenario per startup, fondatori e investitori di venture capital in tutto il blocco.

La nuova procedura punta a essere radicalmente più semplice. I fondatori potranno costituire una società in 48 ore tramite un unico portale a livello Ue, interamente online. Il tutto attraverso un processo unico e unificato che concede automaticamente il diritto di operare in tutti gli Stati membri. L'azienda potrà essere amministrata seguendo un solo corpus di regole standardizzate invece di 27 diversi.

Per i fondatori, l'attuale contesto iper-frammentato verrebbe sostituito da un sistema con un registro unico condiviso, un insieme di norme di governance e un meccanismo per emettere e gestire le quote, comprese le stock option che funzionano allo stesso modo per tutti i dipendenti, ovunque si trovino. L'espansione in nuovi mercati non richiederà più filiali aggiuntive, duplicazione di documenti o la ricostruzione delle infrastrutture legali in ogni Paese.

Sul fronte dei finanziamenti, l'ostacolo principale per le startup europee verrebbe meno perché gli investitori potranno valutare un'entità societaria unica e coerente, senza doversi districare tra decine di peculiarità legate alle diverse giurisdizioni. In questo modo, le opportunità di investimento saranno unificate in tutta l'Ue.

Questo dovrebbe rendere più semplice anche l'assunzione di talenti in tutta Europa, perché le aziende potranno utilizzare ovunque gli stessi schemi azionari e gli stessi flussi amministrativi, senza cambiare identità societaria per la gestione del personale, delle buste paga e dei piani di partecipazione dei dipendenti.

Fondatori e cittadini europei dovrebbero beneficiarne: con l'Eu-Inc potranno contare su più servizi, prodotti e offerte, perché le aziende potranno lanciare attività a livello Ue senza i consueti ritardi burocratici. I consumatori trarrebbero vantaggio anche da una concorrenza transfrontaliera più forte in casi come quello della banca Wise. Invece di impiegare 14 anni per creare entità e licenze separate in vari Paesi, come ha dovuto fare Wise, una futura fintech potrebbe offrire da subito trasferimenti internazionali a basso costo.

Questo si tradurrebbe in servizi più economici, rapidi e innovativi per i consumatori europei, ma comporta il rischio di togliere alle autorità nazionali una parte del controllo di vigilanza.

Un piano atteso da tempo per il mercato unico delle startup

Eu-Inc non è il primo tentativo dell'Ue di creare un mercato unico per le startup. Progetti precedenti come la Societas Europaea (2004), la European Private Company (2010) e la Single-Member Company (2014) sono falliti a causa di oneri amministrativi e della mancanza di unanimità tra gli Stati membri.

Il tentativo Eu-Inc avrà successo? La decisione di von der Leyen di sostenere il piano mostra la volontà della Commissione di ascoltare l'ecosistema delle startup tecnologiche e degli investitori. "[La Commissione europea] ha ora la possibilità di dimostrare – non solo dire, ma dimostrare – che ascolta la comunità e che vuole essere audace e ambiziosa", ha affermato Wauters.

Con l'introduzione di una procedura di registrazione completamente online, la Commissione punta ad affrontare il problema storico della burocrazia e ad accelerare la nascita delle startup. Questo approccio risponde direttamente alle critiche precedenti sulla complessità. Il passaggio dal requisito dell'unanimità alla maggioranza qualificata (15 su 27 Stati membri) per il 28esimo regime fiscale è pensato per ridurre i blocchi decisionali che avevano frenato le iniziative precedenti.

Prima di tutto, però, la Commissione deve presentare una proposta legislativa. È atteso per marzo il piano dell'esecutivo comunitario per la creazione del cosiddetto 28esimo Stato, con un avvio previsto per il 2027.

Il Parlamento europeo ha già dato un forte segnale politico, approvando una relazione sull'iniziativa con un'ampia maggioranza trasversale: 492 voti a favore e 144 contrari. Parte di questo ampio sostegno è legata all'inserimento di garanzie sugli standard lavorativi e sulla partecipazione dei dipendenti alle decisioni di gestione.

L'Eurocamera chiede che il quadro giuridico assuma la forma di una direttiva e non di un regolamento, nonostante gli avvertimenti delle startup sul rischio di mantenere la frammentazione, e contesta anche il nome, preferendo Societas Europaea Unificata (S.Ee) a "Eu-Inc", che secondo l'eurodeputato René Repasi trasmette il messaggio sbagliato per un modello societario europeo.

La proposta è ancora agli inizi e nessun governo nazionale ha espresso una posizione su un progetto che potrebbe comportare una perdita di controllo sulle leggi societarie, incidere sugli standard nazionali e ridurre il ruolo del settore amministrativo come fonte di entrate.

Ee-Inc resta comunque un sistema volontario che i Paesi non saranno obbligati ad adottare. Coesisterà con i diritti societari nazionali senza sostituirli, lasciando ai fondatori la scelta tra la forma europea e quella domestica. In caso di conflitto tra il corpus di regole di Eu-Inc e le norme societarie di uno Stato, per le aziende che vi aderiscono prevarrà il quadro a livello europeo.

Un primo passo verso una Silicon Valley europea

Resta da vedere quale strada sceglieranno le startup, ma l'iniziativa ha già raccolto riscontri positivi in tutta Europa.

La petizione Eu-Inc del 2024 è passata da 15mila a oltre 23mila firme nell'ecosistema delle startup tecnologiche, inclusi leader del settore come Arthur Mensch, amministratore delegato della francese Mistral, Anton Osika, cofondatore della società svedese di Ai Lovable, e Patrick Collison, Ceo della fintech irlandese-statunitense Stripe, oltre a realtà come Wise, Klarna e Cabify.

Il progetto ha ottenuto anche il sostegno di organizzazioni nazionali come France Digitale, Dutch Startup Association, Danish Entrepreneurs, Startup Hungary, German Startup Association e Austrian Startups, segnale di un interesse diffuso in tutta Europa in questa fase.

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