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Quali sono le armi dell'Ue per rispondere ai dazi dell'Ue per la Groenlandia

Il presidente Donald Trump parla ai media mentre incontra la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen al campo da golf Trump Turnberry a Turnberry, in Scozia, nel luglio 2026.
Il presidente Donald Trump parla ai media mentre incontra la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen al campo da golf Trump Turnberry a Turnberry, in Scozia, nel luglio 2026. Diritti d'autore  Jacquelyn Martin/Copyright 2025 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Jacquelyn Martin/Copyright 2025 The AP. All rights reserved
Di Mared Gwyn Jones & Maria Tadeo
Pubblicato il
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L'Ue ha scelto per ora la diplomazia con gli Stati Uniti, ma discute le ritorsioni ai dazi annunciati da Trump contro chi difende la Groenlandia. Meloni e Starmer hanno invitato alla calma, ma funzionari e diplomatici a Bruxelles avvertono che l'Ue è pronta se l'appeasement dovesse fallire

I leader dell'Unione Europea si stanno preparando a una settimana di lavoro per disinnescare l'escalation verbale e commerciale con gli Stati Uniti sulla Groenlandia.

Il confronto sarà al World Economic Forum (Wef) di Davos, che si è aperto questo lunedì fino a giovedì in Svizzera, ma l'Ue prepara contromisure nel caso Donald Trump confermasse l'intenzione di imporre dal 1° febbraio un dazio del 10 per cento su 8 Paesi, di cui sei membri dell'Unione rei di avere inviato soldati in Groenlandia.

In una riunione tenutasi domenica a Bruxelles, gli ambasciatori dell'Ue hanno invitato i loro colleghi a dare una possibilità al dialogo e alla diplomazia con l'amministrazione statunitense prima di ricorrere a ritorsioni.

L'esecutivo dell'Ue ha inoltre illustrato la gamma di strumenti di ritorsione a disposizione del blocco. Un diplomatico ha affermato che le mosse europee sull'isola artica potrebbero convincere Trump a fare marcia indietro adducendo un "errore di comunicazione", una prospettiva ventilata anche dai leader di Italia e Regno Unito.

Nel fine settimana, la premier Giorgia Meloni ha infatti dichiarato che "potrebbe esserci stato un problema di comprensione e di comunicazione" che ha indotto Trump a colpire i Paesi europei (Danimarca, Francia, Germania, Finlandia, Paesi Bassi e Svezia oltre a Norvegia e Regno Unito) con dazi aggiuntivi.

"Una guerra commerciale non è nell'interesse di nessuno" e "minacciare gli alleati con dazi è una cosa sbagliata", ha detto invece lunedì il premier britannico Keir Starmer, ribadendo che la "Danimarca è uno stretto alleato del Regno Unito e un membro importante della Nato", un'alleanza che è "fondata sul rispetto e sulla collaborazione, non sulla pressione".

A giocare un ruolo di pontiere potrebbe essere il segretario generale della Nato, Mark Rutte, che incontrerà il presidente Usa a margine del Wef e tenterà di convincere Trump della natura non ostile dell'esercitazione militare, denominata Arctic Endurance.

93 miliardi di euro di contro-dazi in arrivo

Se la diplomazia dovesse fallire, l'Ue potrebbe rilanciare un pacchetto di ritorsioni commerciali da 93 miliardi di euro, mirate a prodotti industriali e agricoli statunitensi, dagli yacht alla soia.

Il pacchetto era stato preparato la scorsa primavera, dopo che Trump aveva presentato le sue tariffe commerciali contro quasi tutto il mondo, ma era stato sospeso a luglio quando Ue e Usa hanno raggiunto un accordo commerciale con un incontro tra il presidente Usa e Ursula von der Leyen in Scozia.

Lunedì un portavoce della Commissione europea ha confermato che la sospensione del pacchetto scade automaticamente il 6 febbraio, il che significa che le contro-tariffe scatteranno automaticamente il giorno successivo, a meno che l'Ue non rinnovi la sospensione.

Un diplomatico ha descritto questa come "l'opzione più semplice", in quanto l'Ue deve semplicemente sedersi e lasciare che la sospensione scada. Un'altra opzione sollevata durante l'incontro degli ambasciatori domenica è il cosiddetto "bazooka commerciale" vale a dire, lo Strumento Anti-Coercizione (Aci), che consente di colpire Paesi ostili limitando le licenze commerciali e chiudendo l'accesso al mercato unico.

Il vicepresidente della Commissione europea, Stéphane Séjourné, ha dichiarato lunedì che le ultime minacce di Trump sono un "caso da manuale di coercizione", mentre il vicecancelliere tedesco Lars Klingbeil ha affermato che l'Ue deve prendere in considerazione "misure sensibili", indicando apparentemente l'Aci

Fonti ufficiali e diplomatiche a Bruxelles ammettono tuttavia che il consenso per il ricorso al "bazooka" è limitato, poiché tra gli altri motivi tale strumento non è mai stato utilizzato dopo la sua creazione nel 2023.

Un'altra fonte diplomatica ha detto invece a Euronews che "probabilmente" ci sarebbe la maggioranza qualificata necessaria tra gli Stati membri dell'Ue per attivare l'Aci contro gil Usa nelle circostanze attuali, un chiaro segnale della gravità dell'attuale escalation.

Lunedì la Commissione europea non è stata in grado di confermare se la presidente Ursula von der Leyen incontrerà Trump a Davos. Nel frattempo, funzionari di Bruxelles esortano a tenere d'occhio l'imminente sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti sulla legalità dell'uso da parte di Trump di una legge del 1977 che consente alla Casa Bianca di invocare emergenze nazionali per imporre dazi commerciali.

Durante un'udienza all'inizio di novembre, i giudici sono sembrati mettere in dubbio la legalità delle tariffe, rafforzando le speranze in Europa che le misure possano essere frenate dal sistema giudiziario americano.

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