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Unione europea, nel 2024 richieste di asilo diminuite dell'11%

Migranti arrivati in Albania
Migranti arrivati in Albania Diritti d'autore  Vlasov Sulaj/Copyright 2025 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Vlasov Sulaj/Copyright 2025 The AP. All rights reserved.
Di Jorge Liboreiro
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Quasi la metà delle domande presentate in tutta l'Ue nel 2024 proviene da cittadinanze con basse probabilità che la richiesta sia accolta

Il numero di domande di asilo registrate nell'Unione europea, in Norvegia e in Svizzera, è diminuito dell'11 per cento nel 2024, pur rimanendo al di sopra del milione per il secondo anno consecutivo. A spiegarlo è il rapporto annuale pubblicato dall'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, pubblicato lunedì 3 marzo.

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Complessivamente, lo scorso anno sono state presentate 1.014.420 richieste di protezione internazionale, rispetto alle 1.143.437 del 2023. Il rapporto mostra che quasi la metà (il 48 per cento) del milione di domande è stata presentata da cittadini provenienti da Paesi con possibilità storicamente basse di ottenere una risposta positiva, il che lascia ipotizzare che tali richieste possano essere respinte dalle autorità nazionali.

La tendenza è destinata ad alimentare le preoccupazioni avanzate da alcuni Stati membri che hanno chiesto a Bruxelles di riformare l'attuale legislazione per accelerare l'espulsione dei richiedenti asilo respinti. La Commissione europea ha approvato in questo senso la decisione controversa di costruire hub di rimpatrio al di fuori del territorio dell'Ue per trasferirvi chi ha visto la propria domanda respinta. Una nuova direttiva sui rimpatri dovrebbe essere presentata alla fine del mese.

Le richieste di asilo nel 2024

In linea con gli ultimi anni, siriani, afghani, venezuelani, turchi e colombiani rappresentano i gruppi più numerosi di richiedenti nel 2024. Le richieste siriane (151mila) sono diminuite del 17 per cento in totale e del 24 per cento in Germania, il principale Paese ospitante. Il cambiamento non è direttamente collegato alla caduta del regime di Bashar al-Assad lo scorso dicembre e i cui effetti non si sono ancora pienamente concretizzati.

A diminuire anche le richieste di afghani (87.382), turchi (55.705) e colombiani (51.529).

Al contrario, le domande dei venezuelani sono aumentate per un totale di 73.187, una cifra record almeno dal 2014. La maggior parte di queste (90 per cento) sono state presentate in Spagna.

A causa del conflitto in corso nella regione del Sahel centrale, la Spagna ha registrato una pressione migratoria nelle Isole Canarie. Le domande di cittadini del Mali (17mila) e del Senegal (14mila) sono raddoppiate rispetto all'anno precedente.

Gli ucraini in fuga a causa della guerra hanno presentato 27mila richieste di asilo nel 2024, con un aumento del 90 per cento rispetto al 2023. I numeri sono legati alla direttiva sulla protezione temporanea, un regime speciale che si applica ai cittadini ucraini e che scadrà nel marzo 2026. La richiesta di asilo può rappresentare un'alternativa a lungo termine alla direttiva.

I Paesi di destinazione

Per quanto riguarda i Paesi di destinazione, la Germania rimane nettamente in testa con oltre 237mila domande nel 2024. Il dato rappresenta un calo del 29 per cento rispetto al 2023.

L'immigrazione irregolare è stata una delle questioni che hanno dominato il dibattito delle elezioni di febbraio. Friedrich Merz, il vincitore pronto a diventare il prossimo cancelliere, ha promesso un drastico inasprimento delle leggi tedesche in materia di migrazione e asilo.

La Germania è seguita da Spagna (165.767 richieste), Italia (158.867), Francia (158.730), Grecia (73.688), Belgio (39.206) e Paesi Bassi (33.437) come principali destinazioni.

Cipro ha visto il maggior numero di richieste di asilo pro capite: una ogni 138 residenti.

L'Ungheria ha ricevuto solo 29 domande nel 2024 a causa delle sue restrizioni al diritto d'asilo che la Corte di giustizia europea ha giudicato una "violazione senza precedenti ed eccezionalmente grave del diritto dell'Ue". Il Paese è attualmente oggetto di una multa salata da parte della Corte di giustizia europea che viene gradualmente detratta dalla quota di bilancio dell'Ue assegnata al Paese.

Lo scorso anno il tasso di riconoscimento - le probabilità di successo della domanda - si è attestato al 42 per cento, praticamente invariato. I tassi più alti sono stati registrati da siriani (90 per cento), maliani (84 per cento), eritrei (81 per cento), ucraini (80 per cento), afghani (63 per cento) e somali (60 per cento).

Il numero è tutt'altro che uniforme e varia a seconda del Paese che esamina la richiesta. Ad esempio, gli afghani che hanno presentato domanda in Grecia hanno avuto un tasso di riconoscimento del 98 per cento, contro il 39 per cento per quelli in Belgio.

Tra i Paesi con un basso tasso di riconoscimento - inferiore al 20 per cento - figurano Turchia, Nigeria, Pakistan, Colombia, Tunisia, Marocco, Bangladesh, Georgia, Perù, Egitto e Venezuela.

Il numero totale di casi pendenti si attesta a 981 mila alla fine del 2024, una cifra particolarmente elevata che corrisponde al picco registrato durante la crisi migratoria del 2016.

Per anni l'Ue ha cercato di limitare il numero di richiedenti con un basso tasso di riconoscimento per evitare di sovraccaricare le autorità con casi che difficilmente andranno a buon fine. Bruxelles ha firmato accordi finanziati dall'Ue con Tunisia, Egitto e Libano per rafforzare i controlli alle frontiere e impedire la partenza di migranti irregolari.

Ma uno sguardo più attento alle statistiche del 2024 mostra i limiti di questo approccio. Secondo Frontex, l'agenzia dell'Ue per le guardie di frontiera, l'anno scorso sono stati registrati 239 mila attraversamenti irregolari delle frontiere, con un calo del 38 per cento. Ciò significa che la maggior parte delle 1.014.420 domande di asilo presentate nel 2024 provengono da persone arrivate nel blocco attraverso rotte legali.

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