Gli arresti derivano da presunti reati contro l'integrità fisica e stupri commessi nel 2024 e 2025 in due stazioni di polizia di Lisbona
Altri 15 agenti della Polizia di Pubblica Sicurezza (PSP) sono stati arrestati dalla tarda mattinata di martedì a Lisbona nell’ambito dell’inchiesta sui presunti casi di tortura nei commissariati di Rato e Bairro Alto. Tra gli arrestati figura anche un civile.
Le accuse includono reati contro l’integrità fisica e stupro, che sarebbero stati commessi all’interno delle stazioni di polizia tra il 2024 e il 2025. Nello stesso procedimento risultano già in detenzione preventiva altri nove agenti.
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Lusa, l’operazione ha incluso 14 perquisizioni domiciliari e 16 non domiciliari, queste ultime effettuate proprio nei commissariati della PSP.
Motivi razzisti e xenofobi alla base dei reati
Si tratta della terza operazione legata alle accuse rivolte ad agenti in servizio presso la stazione di Rato. I reati contestati riguarderebbero in particolare persone vulnerabili, tra cui tossicodipendenti, senzatetto e cittadini stranieri.
Tra i primi arrestati figurano due giovani agenti di 22 e 26 anni. Il primo è considerato il principale imputato ed è accusato di 29 reati, tra cui cinque capi d’accusa di stupro - uno dei quali già consumato - e sette di abuso di potere. Il secondo deve rispondere di sette reati, tra cui tre abusi di potere e due episodi di tortura.
Secondo gli atti dell’accusa, i due avrebbero aggredito persone fermate con pugni, schiaffi e colpi alla testa, documentando in alcuni casi le violenze con foto e video delle vittime.
Tra gli episodi più gravi figura quello di un cittadino marocchino che sarebbe stato sodomizzato con un manganello, picchiato e successivamente abbandonato in strada dopo essere stato caricato su un’auto di pattuglia. Gli investigatori ritengono che alla base di alcuni crimini possano esserci motivazioni razziste e xenofobe.
Nel marzo 2026 erano già stati arrestati altri sette agenti, anch’essi posti in detenzione preventiva.
La tolleranza zero
Il direttore nazionale della PSP, Luís Carrilho, ha dichiarato che l’istituzione mantiene una linea di “tolleranza zero” nei confronti di comportamenti di questo tipo, sottolineando che i cittadini possono continuare ad avere fiducia nelle forze dell’ordine.
“La PSP è composta da circa 20.000 uomini e donne che ogni giorno lavorano per rendere il Portogallo uno dei Paesi più sicuri al mondo. Continueremo a farlo. Per quanto riguarda accuse di cattiva condotta, abbiamo tolleranza zero”, ha affermato, aggiungendo che i fatti devono essere indagati a fondo, pur riconoscendo la gravità di quanto accaduto.