Tre presunti organizzatori del rave che si è svolto in una cava in Toscana sono stati rinviati a giudizio. L'evento ha coinvolto circa 400 partecipanti. Il caso si inserisce in un più ampio dibattito europeo dopo un maxi-rave organizzato in Francia
Tre presunti organizzatori del rave party andato in scena nel marzo 2025 in una cava dismessa in Toscana sono stati rinviati a giudizio. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Firenze ha fissato l’inizio del processo per il prossimo 20 novembre.
Rischiano fino a sei anni di reclusione
I tre imputati, tra i 29 e i 36 anni e residenti in Emilia-Romagna, sono accusati di accesso non autorizzato a terreni con pericolo per la salute o l’incolumità pubblica. In base alla normativa introdotta dal governo nel 2022 e poi convertita in legge nel gennaio successivo, rischiano fino a sei anni di reclusione e una multa tra mille e 10mila euro.
Il rave, denominato “Karnival 2025”, si è svolto nella cava Le Colline di Valcarpine, nel comune di Palazzuolo sul Senio, richiamando oltre 400 persone grazie al passaparola online. Dalla mattina del 7 marzo, i partecipanti hanno allestito impianti audio, luci, generatori e altre attrezzature, mentre la musica ad alto volume si diffondeva nella valle, spingendo i residenti a segnalare l’evento alle forze dell’ordine.
Al termine del rave sono state identificate 440 persone e denunciati i tre presunti organizzatori. Il caso si inserisce in un contesto europeo sempre più acceso sul fenomeno dei rave illegali. Ai primi giorni di maggio, nella zona di Cornusse, nel centro della Francia, si è svolto uno dei più grandi raduni degli ultimi anni: tra 17mila e 40mila persone hanno occupato circa 10mila ettari di terreno militare nei pressi di Bourges.
Pochi giorni fa in Francia il maxi-rave in un poligono militare attivo
L’evento, promosso dal collettivo Tekno Anti Rep anche come forma di protesta contro l’inasprimento delle leggi su questo tipo di raduni, ha sollevato forti preoccupazioni per la sicurezza. Le autorità hanno effettuato quasi 20mila controlli, comminato oltre 3.500 multe, sequestrato decine di armi e arrestato nove persone. I servizi di emergenza hanno assistito 87 partecipanti, alcuni in condizioni critiche, anche a causa dell’uso di droghe.
Particolarmente delicata la scelta del luogo: un poligono militare attivo, con il rischio di ordigni inesplosi. Gli artificieri sono intervenuti dopo il ritrovamento di granate, mentre il dispositivo di sicurezza ha coinvolto centinaia di gendarmi e vigili del fuoco.
L’episodio francese ha alimentato un acceso dibattito politico e accompagnato l’iter di nuove norme più severe contro i rave illegali, con pene fino a due anni di carcere e multe fino a 30mila euro per gli organizzatori.