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Serbia, il Paese balcanico tra derive autoritarie e adesione all'Unione europea

Il presidente serbo Aleksandar Vučić accoglie a Belgrado il commissario per l'allargamento dell'UE Oliver Varhelyi
Il presidente serbo Aleksandar Vučić accoglie a Belgrado il commissario per l'allargamento dell'UE Oliver Varhelyi Diritti d'autore Screenshot from AP video 4494061
Diritti d'autore Screenshot from AP video 4494061
Di Euronews Agenzie:  AP, EBU
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

La Serbia ha presentato domanda di adesione all'Ue nel 2009 ed è stata accettata come Paese candidato nel 2012. Da allora però sono stati compiuti pochi progressi. Il governo di Aleksandar Vučić è accusato di aver fatto compiere passi indietro alla democrazia nel Paese

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Il presidente della Serbia Aleksandar Vučić ha accolto il Commissario per l'allargamento dell'Ue a Belgrado per un colloquio sulla futura adesione del Paese.

Oliver Varhelyi ha detto di sperare che il prossimo mandato della Commissione europea veda l'adesione della Serbia al blocco.Ma ha anche sottolineato che la Serbia deve proseguire con le riforme democratiche e allineare maggiormente la sua politica estera a quella dell'Ue.

EU Enlargement Commissioner Oliver Varhelyi on talks in Belgrade

"È chiaro che abbiamo bisogno che le riforme democratiche vadano avanti", ha detto Varhelyi, "Non si può dimenticare la necessità di allinearsi ulteriormente alla politica estera dell'UE, anche questo è un aspetto che abbiamo discusso e per il quale abbiamo bisogno che la Serbia vada avanti e che adegui sempre di più la sua politica estera alla politica estera dell'Ue".

Vučić si è detto ottimista sul fatto che il mancato allineamento della Serbia alla politica estera dell'Ue non ostacolerà gli sforzi del suo Paese per entrare a far parte del blocco, senza dire se intende avviare cambiamenti significativi.

"Non sono sicuro che sia possibile fare previsioni per molti anni, ma ci prepareremo ad essere più vicini (ai negoziati) e spero che se ciò che Oliver Varhelyi ci ha giustamente rimproverato, cioè le divergenze in politica estera, non sarà un ostacolo", ha detto.

La Serbia ha presentato domanda di adesione all'Unione Europea nel 2009 ed è stata accettata come Paese candidato ufficiale nel 2012, ma da allora sono stati fatti pochi progressi verso l'ingresso nel blocco. Sotto la guida di Vučić, al potere dal 2017, in molti denunciano la deriva autoritaria in corso nel Paese.

Sebia: passi indietro in campo democratico

L'anno scorso il Paese è stato scosso da proteste settimanali in seguito a due sparatorie di massa che a maggio hanno causato la morte di 18 persone, tra cui nove scolari. Inizialmente per chiedere leggi più severe sul controllo delle armi, le manifestazioni si sono presto trasformate in proteste antigovernative.

I manifestanti denunciavano l'involuzione democratica del governo Vučić, accusandolo di crescente autoritarismo, corruzione e legami con la criminalità organizzata.

L'ultimo rapporto di Freedom House ha dato un ponteggio ai diritti politici della Serbia di 18 su 40, collocandola nella categoria dei regimi ibridi parzialmente liberi, con una tendenza verso l'autoritarismo.

Gli attivisti democratici del Paese hanno inoltre affermato di sentirsi traditi dal governo e dall'Ue per non essere riusciti a portare avanti il processo di adesione all'Unione e hanno accusato Vučić di aver alimentato l'odio, l'intolleranza e la violenza nel Paese, affermazioni da lui negate.

There are concerns in Brussels about Vučić's close relations with authoritarian leaders like Chinese President Xi Jinping
There are concerns in Brussels about Vučić's close relations with authoritarian leaders like Chinese President Xi JinpingDarko Vojinovic/Copyright 2024 The AP. All rights reserved

Alcune decisioni politiche di Vučić hanno sollevato dubbi a Bruxelles. La Serbia si è rifiutata di aderire alle sanzioni dell'Ue contro la Russia dopo l'invasione dell'Ucraina.

Per anni Vučić ha affermato di seguire una politica "neutrale", bilanciando i legami con Mosca, Pechino, Bruxelles e Washington. Ma in un'intervista all'agenzia di stampa russa Tass, Vučić ha riassunto le relazioni tra Belgrado e Mosca come "Un vero amico si riconosce nei momenti di difficoltà", aggiungendo che continuerà a resistere a imporre sanzioni alla Russia "il più a lungo possibile".

La Serbia ha anche acquistato gas russo a condizioni favorevoli e ha aggiunto hardware russo al suo arsenale militare.

Cosa rallenta l'adesione della Serbia all'Ue

All'inizio di quest'anno, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che chiedeva la sospensione dei finanziamenti alla Serbia se le autorità nazionali non avessero attuato le raccomandazioni elettorali e se fossero emerse emerse prove di frodi elettorali. La decisione è stata presa dopo le accuse di gravi irregolarità nelle elezioni a Belgrado.

EU Commission president Ursula von der Leyen on the Serbia-Kosovo relationship

Un'altra questione è il Kosovo. Il percorso della Serbia verso l'adesione all'Ue dipende ora dal suo silenzio-assenso per l'adesione del Kosovo alle organizzazioni internazionali, come l'Onu, la Nato e il Consiglio d'Europa.

I ministri degli Affari esteri dell'Ue si sono riuniti a Lussemburgo ad aprile e hanno deciso di modificare una parte fondamentale del documento relativo ai negoziati di adesione della Serbia. La modifica significa che Bruxelles congelerà il processo di adesione se Belgrado non troverà un accordo sulla normalizzazione delle relazioni con il Kosovo.

Ma la Serbia rifiuta l'indipendenza del Kosovo sin dalla dichiarazione nel 2008. Belgrado teme che accettare l'adesione del Kosovo alle istituzioni internazionali possa essere interpretato come un riconoscimento implicito della statualità di Pristina.

Nonostante le frizioni problemi, il commissario europeo per l'allargamento Oliver Varhelyi è ottimista. "Per me è chiaro che la prossima Commissione dovrà essere una Commissione per l'allargamento. La prossima Commissione dovrà impegnarsi al massimo per far entrare i nuovi membri nell'Unione europea", ha dichiarato.

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