Unione europea: l'80% delle nostre leggi sono determinate da Bruxelles?

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Di Sophia Khatsenkova
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Una frase dell'ex presidente della Commissione Ue Jacques Delors è spesso ripresa per spiegare quanto Bruxelles influenzi le leggi degli Stati membri. Il dato però non è corretto, ecco perché

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Quale percentuale della nostra legislazione proviene dall'Unione europea? È un dibattito che va avanti da molti anni, con vari politici euroscettici e persino eurofili che sostengono che l'Ue impone l'80 per cento delle sue leggi agli Stati membri.

Il problema è trovare dati precisi e recenti. Studi pubblicati dieci anni fa hanno concluso che l'influenza dell'Ue è significativamente inferiore: più o meno il 20-25 per cento.

Annette Elisabeth Töller, docente presso la FernUniversität nella città tedesca di Hagen, che ha condotto uno studio sull'argomento nel 2012, afferma che, sebbene alcuni settori siano fortemente regolamentati dall'Ue, la risposta non è così semplice e dipende dai settori in questione.

"Abbiamo domini o aree politiche con un'alta percentuale di legislazione europea. Questo è ciò che possiamo misurare, e percentuali elevate significano circa il 50 per cento nel settore dell'agricoltura, della politica ambientale e dell'economia", dice Töller.

"Abbiamo anche aree con percentuali chiaramente inferiori di leggi europee, ben al di sotto del 50 per cento, ad esempio nell'area del lavoro e dell'occupazione, della sicurezza sociale, della sicurezza interna e anche della salute", aggiunge.

"Concentrarsi sulla qualità delle leggi europee"

In alcune aree, Bruxelles ha una forte influenza su alcune politiche, mentre altre sono lasciate agli Stati membri. Tuttavia, secondo Ton Van Den Brink, professore di studi legislativi dell'Ue, molte delle leggi che storicamente provengono da Bruxelles sono per lo più tecniche, come ad esempio i regolamenti doganali. L'esperto sostiene che è meglio concentrarsi sulla qualità piuttosto che sulla quantità della legislazione proveniente dall'Ue.

"Si pensi al regolamento Recovery del coronavirus, che è un esempio enorme e politicamente importante di legislazione che ha davvero cambiato il panorama dell'Unione economica e monetaria negli ultimi due anni", sostiene Van Den Brink.

"Anche il Nuovo Patto per la Migrazione è molto delicato dal punto di vista politico. Penso quindi che questa sia una tendenza rilevante e che sia più importante concentrarsi su questi aspetti più comuni e qualitativi della legislazione dell'Ue", commenta ancora il professore e poi aggiunge: "Che tipo di legislazione stiamo vedendo emergere a livello europeo? E qual è l'impatto di questa legislazione sulla società? Credo che questo sia un grande dibattito. E anche per prepararsi alle elezioni del Parlamento europeo, perché significa che la legislazione dell'Ue è davvero importante oggi. Non si tratta più solo di normative tecniche, ma di fare scelte politiche difficili e per questo è molto importante chi viene eletto al Parlamento europeo", afferma.

Perché si parla dell'80 percento

Da dove viene questa percentuale dell'80 per cento? È da attribuire a Jacques Delors, ex presidente della Commissione europea tra il 1985 e il 1995.

Delors ha svolto un ruolo fondamentale nella creazione del mercato unico, dell'euro e dell'Unione europea di oggi. Un giorno, in un discorso, disse che entro il 2000 "l'80% della legislazione economica sarà di origine comunitaria". La frase lasciò il segno e da allora è stata regolarmente ripetuta e male interpretata.

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