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Bruxelles lancia l'allarme: l'Ue sta invecchiando

Secondo le proiezioni, la popolazione dell'Unione europea raggiungerà il picco massimo intorno al 2026, per poi diminuire gradualmente.
Secondo le proiezioni, la popolazione dell'Unione europea raggiungerà il picco massimo intorno al 2026, per poi diminuire gradualmente. Diritti d'autore Matt York/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Matt York/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Jorge LiboreiroVincenzo Genovese
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Secondo un rapporto presentato dalla Commissione europea, il rapido invecchiamento della popolazione dell'Unione Europea rischia di esacerbare la carenza di manodopera, pesare sui pubblici e acuire le disuguaglianze. L'immigrazione potrebbe alleviare il problema

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Il rapporto dipinge un quadro allarmante della profonda trasformazione sociale ed economica innescata dalla contrazione della forza lavoro nell'Unione.

Meno lavoratori, più anziani

La popolazione dell'Ue, che all'inizio di quest'anno superava di poco i 448 milioni di persone, dovrebbe raggiungere il suo picco intorno al 2026 e poi diminuire gradualmente, perdendo 57,4 milioni di persone in età lavorativa entro il 2100.

 Ancora più preoccupante è il rapporto tra il numero di anziani e persone in età lavorativa, che passerà dall'attuale 33% al 60% entro la fine del secolo.

Il drastico cambiamento della piramide demografica sconvolgerà il mercato del lavoro, con carenze diffuse che potrebbero inibire la crescita, la produttività e i tassi di innovazione, accelerando così la perdita di competitività rispetto alle altre grandi economie.

Una forza lavoro in calo ridurrà inevitabilmente le entrate per le casse statali, aumentando la pressione sui bilanci pubblici per la sanità e le pensioni: una combinazione esplosiva che potrebbe distogliere l'attenzione dagli investimenti nelle energie rinnovabili e nelle tecnologie all'avanguardia.

"Ogni Stato ha le proprie sfide da affrontare", ha dichiarato Dubravka Šuica, vicepresidente della Commissione responsabile per la Democrazia e la Demografia.

"Nei Paesi Bassi, la sfida principale è rappresentata dalla densità abitativa e dalla popolazione, mentre in alcune regioni della Spagna è il declino demografico. In Italia, il problema principale è il calo delle nascite, insieme all'invecchiamento della popolazione. La Grecia è lo Stato membro con il più rapido invecchiamento, la Croazia è alle prese con l'emigrazione dei più giovani".

"L'immigrazione è uno degli strumenti che abbiamo a disposizione. Certamente non l'unico"
Dubravka Šuica
Vicepresidente della Commissione europea, responsabile per la Democrazia e la Demografia

Le "soluzioni" della Commissione

Prima che il danno diventi irreversibile, la Commissione raccomanda agli Stati membri di intraprendere azioni decisive, come la riduzione del divario retributivo tra uomini e donne, il miglioramento dell'equilibrio tra lavoro e vita privata, l'offerta di agevolazioni fiscali, la riduzione dei costi per l'assistenza all'infanzia e la possibilità per i giovani di accedere più facilmente al mercato del lavoro e ad alloggi a buon mercato.

Per la Commissione, è "fondamentale mettere i lavoratori anziani in condizione di rimanere attivi più a lungo" attraverso programmi di riqualificazione e orari di lavoro flessibili.

"L'allungamento della vita crea nuove opportunità e inaugura il passaggio da una società dell'invecchiamento a una società della longevità", ha affermato Šuica, invitando i Paesi a sfruttare le nuove opportunità economiche create dalla cosiddetta "economia d'argento".

In un'altra raccomandazione, il rapporto invita a "gestire la migrazione legale" per riempire i posti di lavoro vacanti. L'Unione, che sta faticosamente cercando di modificare la sua politica migratoria,ha ricevuto l'anno scorso tre milioni di lavoratori migranti attraverso percorsi legali, rispetto ai circa 330mila ingressi irregolari.

Durante la presentazione, Šuica ha sottolineato più volte che la migrazione legale è un'opzione valida per affrontare la sfida demografica, ma non l'unica: una precisazione forse necessaria a non indispettire quei governi di destra che hanno sposato politiche a favore della natalità per aumentare il tasso di crescita della popolazione locale senza fare affidamento sui flussi migratori.

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