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Guerra ed eredità del colonialismo dividono Europa e America Latina

Il vertice Ue-Celac si tiene a Bruxelles, otto anni dopo l'ultimo summit
Il vertice Ue-Celac si tiene a Bruxelles, otto anni dopo l'ultimo summit Diritti d'autore Frederic Sierakowski/ European Union
Diritti d'autore Frederic Sierakowski/ European Union
Di Aida Sanchez Alonso
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Nel vertice Ue-Celac, dedicato principalmente alle relazioni commerciali, si fatica a trovare la quadra per la dichiarazione finale

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Dopo otto anni senza un incontro collettivo, è cominciato a Bruxelles il vertice Ue-Celac, fra Unione europea e Paesi latinoamericani e caraibici.

Commercio e influenza

Al centro del summit soprattutto accordi e relazioni commerciali, con l'Europa determinata a riconquistare protagonismo in una parte di mondo sempre più soggetta all'influenza cinese, e per troppo tempo trascurata. 

Ma ora la guerra in Ucraina ha cambiato le carte in tavola nel panorama geopolitico internazionale, influenzando anche i rapporti tra queste due sponde dell'Oceano atlantico, come spiega Josep Borrell, Alto Rappresentante dell'Ue per gli Affari Esteri:

“Essendo partner naturali, gli europei non hanno prestato sufficiente attenzione ai latinoamericani. Ora dobbiamo reagire al nuovo scenario geopolitico, con l'emergere della Cina e il nuovo ruolo della Russia".

"Sono molto fiducioso sul fatto che nella dichiarazione finale ci sarà un paragrafo dedicato alle eredità storiche del genocidio dei nativi americani e della schiavitù degli africani"
Ralph Gonsalves
Primo ministro di Saint Vincent e Grenadine

Controversie sulla dichiarazione finale

Al di là delle questioni commerciali, alcune controversie sulla dichiarazione finale del summit tengono molto impegnate le delegazioni diplomatiche.

I Paesi latinoamericani vorrebbero includere un riferimento al passato coloniale e una forma di compensazione per la tratta degli schiavi perpetrata per tre secoli dagli europei.

"Sono molto fiducioso sul fatto che ci sarà un paragrafo dedicato alle eredità storiche del genocidio dei nativi e della schiavitù degli africani... e qualcosa che vada nella direzione di una giustizia riparativa", dice al suo arrivo Ralph Gonsalves, primo ministro di Saint Vincent e Grenadine e presidente di turno del Celac.

Ma le divergenze principali riguardano la guerra in Ucraina, un argomento complicato da affrontare, per le diverse sensibilità tra europei e latinoamericani, ma anche fra gli stessi Paesi di Sud e Centro america.

"Entrambe le parti vogliono un testo ambizioso e per questo sono ancora in corso discussioni sulla dichiarazione finale", afferma Charles Michel, presidente del Consiglio europeo.

"Sull'Ucraina una cosa è chiara: la stragrande maggioranza dei paesi latino americani condanna la Russia, come si evince da vari voti all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite".

Eppure nei voti all'Onu, molti Paesi latino americani hanno condannato l'invasione, ma c'è pure chi si è astenuto, come Bolivia o Cuba o si è schierato con la Russia, come Nicaragua e Venezuela. Trovare una formulazione accettata da tutti non sarà semplice.

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