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Ue e America Latina divise sulla guerra in Ucraina

Il vertice Ue-Celac si terrà a Bruxelles il 16 e 17 luglio
Il vertice Ue-Celac si terrà a Bruxelles il 16 e 17 luglio Diritti d'autore AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Aida Sanchez Alonso
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Il terzo summit Ue-Celac si terrà a Bruxelles il 17 e 18 luglio e punta soprattutto alla cooperazione commerciale. Ma le divergenze sul conflitto complicano l'adozione di una dichiarazione finale

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La guerra in Ucraina è il pomo della discordia del vertice Unione europea-America Latina, che si tiene lunedì 17 e martedì 18 luglio a Bruxelles.

L'obiettivo dell'incontro fra gli oltre 60 capi di Stato e di governo dei due continenti è rilanciare i rapporti politici e sviluppare una più profonda cooperazione economica.

Ma le posizioni sul conflitto in corso non sono le stesse sulle due sponde dell'Oceano Atlantico e stanno complicando seriamente la stesura della dichiarazione congiunta, come spiega Gustavo Müller del Leuven Center for Global Governance Studies.

"I Paesi latinoamericani sono stati piuttosto titubanti nel condannare la Russia per una serie di ragioni. Uno di questi è il loro approccio pragmatico: hanno i propri legami economici con la Russia e non possono semplicemente interromperli a causa di una guerra in corso in Europa", dice lo studioso. 

"Un'altra ragione deriva dalla tradizione di un approccio neutrale che caratterizza i Paesi del Sud del mondo".

Al vertice, comunque, non parteciperà il presidente ucraino Volodymir Zelensky, la cui presenza era stata ipotizzata nei giorni scorsi.

"I Paesi latinoamericani hanno i propri legami economici con la Russia e non possono semplicemente interromperli a causa di una guerra in corso in Europa"
Gustavo Müller
Ricercatore al Leuven Centre for Global Governance Studies

Orizzonte commerciale

L'incontro dovrebbe servire soprattutto a discutere gli accordi commerciali dell'Unione europea: quelli con Cile e Messico, da aggiornare, ma anche e soprattutto quello con i Paesi del Mercosur, Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay, che gli Stati europei devono ancora ratificare. 

Per farlo, chiedono alle controparti sudamericane maggiori impegni dal punto di vista ambientale. La Spagna, che detiene la presidenza di turno del Consiglio Ue, spinge per l'intesa.

"Il modo migliore per garantire che gli standard ambientali siano rispettati in America latina è promuovere, firmare e ratificare gli accordi commerciali che discutiamo da diversi anni con vari Paesi", dice a Euronews José Manuel Albares, ministro degli Esteri spagnolo.

"Se vogliamo che l'America Latina volti le spalle all'Europa e guardi ad altri partner che non condividono la stessa preoccupazione per l'ambiente, allora dobbiamo soltanto accantonarli".

L'Unione vuole anche promuovere gli investimenti oltreoceano. La Commissione annuncia lo stanziamento di dieci miliardi di euro e la Spagna 9,4 miliardi di investimenti che spera saranno integrati da altri Paesi. 

L'obiettivo complessivo è chiaro: conquistare, questa volta commercialmente, una delle regioni più ricche di materie prime critiche al mondo.

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