TikTok spaventa l'Europa

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Di Jorge Liboreiro
Più di un miliardo di persone hanno un account su TikTok nel mondo
Più di un miliardo di persone hanno un account su TikTok nel mondo   -   Diritti d'autore  Martin Meissner/Copyright 2022 The AP. All rights reserved

TikTok, l'app per la condivisione di video, diffusa in tutto il mondo preoccupa l'Unione Europea e le leggi dell'Ue preoccupa TikTok. L'amministratore delegato del popolare social network, Shou Zi Chewsi è recato a Bruxelles per incontri di alto livello con diversi commissari europei: Margrethe Vestager, la vicepresidente esecutiva incaricata della Concorrenza, che sovrintende all'agenda digitale dell'Unione, Didier Reynders, responsabile della Giustizia e Vera Jourová, titolare dei Valori europei.

Diffidenza reciproca

Gli incontri, ha detto a Euronews un portavoce della Commissione europea, si sono svolti "su richiesta dell'azienda" e si sono concentrati sugli obblighi che deriveranno dai nuovi dell'Unione europea, il Digital Services Act (Dsa) e il Digital Market Act (DMA).

Il sospetto è che tramite TikTok, la società madre ByteDance, che ha sede a Pechino, possa trasmettere dati sensibili di privati ​​cittadini europei al governo cinese e sfruttare il suo algoritmo di raccomandazione sui contenuti per diffondere la propaganda di Pechino.

Sebbene la società confuti queste affermazioni, una serie inarrestabile di rivelazioni da parte della stampa alimenta le critiche.

Durante il loro incontro di martedì 10 gennaio, Vestager e Chew hanno discusso della privacy e dei trasferimenti di dati "con riferimento ai recenti resoconti della stampa sulla raccolta e la sorveglianza aggressiva dei dati" negli Stati Uniti. "Siamo consapevoli delle preoccupazioni relative all'uso di TikTok", spiegano a Euronews dalla Commissione.

Nessuna richiesta dalla Cina

TikTok intanto è al lavoro per ottenere un accordo con le autorità di regolamentazione statunitensi: l'azienda dovrà dimostrare l'assenza di interferenze del governo cinese nei suoi servizi, o potrebbe incorrere perfino in un divieto di utilizzo sul territorio nazionale. 

Il Congresso degli Stati Uniti ha infatti approvato il mese scorso una misura per escludere TikTokdai dispositivi elettronici utilizzati dal governo federale, mentre il senatore repubblicano Marco Rubio ha proposto un progetto di legge bipartisan per introdurre un divieto esteso a tutti i residenti negli Stati Uniti: una misura radicale già adottata due anni fa dall'India, a causa della raccolta di dati da parte di "enti ostili alla sicurezza nazionale".

Né TikTok né ByteDance hanno risposto alle richieste di commento da parte di Euronews. In precedenti dichiarazioni, la dirigenza dell'azienda aveva difeso la propria indipendenza dal governo cinese e sottolineato come fatto che le sue modalità di raccolta dei dati fossero in linea con gli standard del settore.

"Dall'inizio del reporting sulla trasparenza nel 2019, non abbiamo ricevuto alcuna richiesta di dati dal governo cinese", ha detto al quotidiano britannico The Guardian un portavoce di TikTok.

Ma le preoccupazioni sulla privacy e lo spionaggio persistono su entrambe le sponde dell'Atlantico.

In un aggiornamento sulla sua politica in tema diprivacy rilasciato all'inizio di novembre, TikTok ha promesso nuovi sforzi per ridurre al minimo i flussi di dati al di fuori dell'Europa e archiviarli a livello locale (al momento si trovano  negli Stati Uniti e a Singapore).

Contestualmente, TikTok ha affermato che, a causa della necessità di gestire una "piattaforma globale progettata per condividere contenuti gioiosi", ad alcuni dipendenti dell'azienda operanti in dieci Paesi al di fuori del continente sarebbe stato concesso "l'accesso remoto" ai dati degli utenti europei. L'elenco dei Paesi include la Cina.

I lavoratori gestiranno questi dati, ha spiegato l'azienda, "sulla base di una comprovata necessità di svolgere il proprio lavoro, soggetti a una serie di solidi controlli di sicurezza e protocolli di approvazione", nonché attraverso metodi allineati con il regolamento generale sulla protezione dei dati dell'Ue (Gdpr).

Crescono i timori

"Sul trattamento dei dati di TikTok, ovviamente ci aspettiamo che tutte le aziende attive nell'Ue rispettino pienamente le norme sulla protezione dei dati", ha detto a Euronews un portavoce della Commissione europea.

TikTok raccoglie tutti i tipi di dati dai suoi oltre un miliardo di utenti, che possono riguardare il consumo di contenuti, le categorie preferite, la posizione approssimativa e l'indirizzo IP. Queste informazioni sono essenziali per alimentare l'algoritmo che regola l'app e offre consigli sui video da visualizzare.

Il rischio è che questi preziosi e sensibili dati finiscano nelle mani del Partito Comunista Cinese: una preoccupazione sempre più assillante per europei e americani.

Le prime preoccupazioni risalgono al 2017, quando il governo del presidente cinese Xi Jinping emise una nuova legge per cui "tutte le organizzazioni e i cittadini devono sostenere, assistere e cooperare con gli sforzi dell'intelligence nazionale". La legge può obbligare le società cinesi e le loro filiali che operano "a livello nazionale e all'estero" a consegnare i dati al governo cinese, se richiesto .

Nel settembre 2021 la Commissione irlandese per la protezione dei dati ha avviato un'indagine sui trasferimenti di dati personali effettuati da TikTok dall'Europa alla Cina e sulla conformità al Gdpr.

Come molte altre società tecnologiche, TikTok ha stabilito la sua sede europea a Dublino, affidando all'ente irlandese il compito di far rispettare le disposizioni del Regolamento europeo sulla protezione dei dati. La conclusione è attesa nella seconda metà di quest'anno, ha detto a Euronews un portavoce dell'organismo.

Sotto gli occhi del Dragone

Mentre TikTok attende i risultati delle autorità di regolamentazione europee e americane, sui media trapelano informazioni preoccupanti.

Nel giugno 2022, un'inchiesta di BuzzFeed ha rivelato il conenuto di riunioni interne in cui i dipendenti di ByteDance avevano "ripetutamente" avuto accesso a dati non pubblici di utenti americani, contraddicendo una testimonianza giurata di un dirigente di TikTok davanti al Senato degli Stati Uniti. "In Cina vedono tutto", ha detto un membro del dipartimento Trust and Safety di TikTok.

Un gruppo di cinque membri del Parlamento europeo ha allora inviato una lettera alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen esprimendo i propri timori sul fatto che una quantità "gigantesca" di dati dei cittadini dell'Unione possa essere incamerata dalle autorità cinesi.

"Sarebbe un grave errore lasciare che accada, in un momento di riposizionamento geopolitico per l'Unione europea e i suoi alleati dell'Occidente", hanno scritto i cinque legislatori, appartenenti a partiti di estrema destra.

Nella sua risposta scritta, von der Leyen ha affermato che, ai sensi del Gdpr, qualsiasi azienda con sede nell'Ue "deve garantire che il livello di protezione dei dati non sia compromesso" dal loro trasferimento verso paesi al di fuori del Blocco dei 27. Tale disposizione, ha osservato la presidente Commissione, si applica anche all'accesso ai dati “da parte delle pubbliche autorità del Paese di destinazione”.

Qualche settimana dopo, Forbes ha riferito che TiKTok avrebbe spiato diversi giornalisti che stavano indagando su ByteDance, confrontando le informazioni sulla loro geolocalizzazione con quelle dei dipendenti sospettati di passare loro informazioni riservate. Il tentativo di hacking, che ha preso di mira l'autore dell'articolo di BuzzFeed, non ha prodotto risultati concreti.

La società ha condannato l'accaduto e ha ammesso che i dati personali e gli indirizzi IP sono stati consultati da quattro dipendenti ByteDance, due con sede negli Stati Uniti e due con sede in Cina, successivamente licenziati dopo un'indagine interna.

"La fiducia pubblica che abbiamo costruito a prezzo di enormi sforzi sarà significativamente minata dalla cattiva condotta di alcune persone", ha scritto l'amministratore delegato di ByteDance Rubo Liang in una e-mail ai suoi dipendenti."Credo che questa situazione servirà da lezione a tutti noi".