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Corruzione al Parlamento europeo, la moglie di Panzeri sarà estradata in Belgio

Eva Kaili è stata destituita dalla vice-presidenza del Parlamento dopo l'inizio dell'indagine
Eva Kaili è stata destituita dalla vice-presidenza del Parlamento dopo l'inizio dell'indagine Diritti d'autore HONS / European Union 2022
Diritti d'autore HONS / European Union 2022
Di Gregoire LoryVincenzo Genovese
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Per la Corte d'Appello di Brescia "sussistono gravi indizi di colpevolezza" sul conto di Maria Dolores Colleoni. L'udienza della figlia Silvia, invece, è rinviata al 3 gennaio

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Mentre la procura belga continua a indagare sullo scandalo di corruzione che ha colpito il Parlamento europeo, la giustizia italiana decide per l'estradizione di Maria Dolores Colleoni, la moglie dell'ex eurodeputato Pier Antonio Panzeri, figura chiave secondo l'accusa del sistema criminoso. Per la figlia dei due, Silvia Panzeri, l'udienza è stata rinviata al 3 gennaio.

La famiglia di Panzeri coinvolta nell'indagine

Maria Dolores Colleoni e Silvia Panzeri sono indagate per concorso in associazione a delinquere, corruzione e riciclaggio. La prima si è dichiarata innocente, secondo le parole riportate dal suo avvocato, Angelo de Riso, che ha anche annunciato ricorso in cassazione: "Ha negato praticamente tutto. Quando una persona si trova in questa situazione, chiaramente è preoccupata". 

"Sussistono gravi indizi di colpevolezza", scrivono invece i giudici della Corte d'Appello di Brescia, presieduti da Anna Dalla Libera, nel provvedimento con cui dispongono la consegna al Belgio.

Il collegio ha rigettato la richiesta della difesa di verificare il trattamento carcerario belga, ritenendo che "non sono stati addotti gravi e persistenti problemi di malfunzionamento del sistema penitenziario". La stessa richiesta è invece stata accolta per Silvia Panzeri, la cui udienza per decidere l'estradizione è rinviata al tre gennaio. 

Sospetti e dichiarazioni

La stampa di tutta Europa intanto riporta nuovi dettagli che emergerebbero dagli atti d'indagine e dalle dichiarazioni rilasciate dai protagonisti della vicenda tramite i propri avvocati. 

Secondo il quotidiano belga Le Soir, l'ex presidente dell'Eurocamera Eva Kaili avrebbe confessato di "aver chiesto al padre, poi fermato con una valigia piena di denaro, di nascondere le numerose mazzette di banconote in suo possesso". Mentre l'avvocato della donna sostiene che gli avrebbe ordinato, invece, di consegnarlo a Pier Antonio Panzeri, che a suo dire ne era il proprietario.

Proprio l'ex europarlamentare italiano avrebbe ammesso il suo coinvolgimento durante un'audizione, accusando però anche un eurodeputato socialista attualmente in carica, Marc Tarabella

Al centro delle indagini rimane l'Ong fondata da Panzeri nel 2019, Fight Impunity, che annoverava tra i membri del suo consiglio d'amministrazione due ex commissari europei, Emma Bonino e Dimitris Avramopoulos, l'ex primo ministro francese Bernard Cazeneuve e l'Alta rappresentante dell'Unione europea per gli Affari esteri Federica Mogherini

Tutte figure al momento estranee alle indagini, anche se alcuni organi di stampa sottolineano il lauto compenso di Avramopoulos da parte dell'Ong (cinquemila euro al mese per pochi interventi) o adombrano il coinvolgimento di funzionari della Commissione europea, che emergerebbe da una relazione dei servizi segreti belgi. In attesa di notizie certe dalla procura, è il momento dei sospetti.

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