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Yulia Paievska: l'orrore della guerra, raccontata da chi l'ha vissuta

Yulia Paievska ha raccontato la battaglia di Mariupol tramite i video girati prima di essere catturata
Yulia Paievska ha raccontato la battaglia di Mariupol tramite i video girati prima di essere catturata Diritti d'autore Sandor Zsiros, Euronews
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Di Sandor Zsiros
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Medico volontario al fronte, reporter improvvisata, prigioniera dei filo-russi: "Taira", una delle figure femminili più note della resistenza ucraina, parla a Euronews

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Yulia Paievska, soprannominata "Taira", è stata medico volontario in Ucraina, dove ha vissuto sulla sua pelle la battaglia di Mariupol.

Una volta iniziata l'invasione russa, si è precipitata in prima linea per aiutare soldati e civili feriti, nonostante i rischi che poteva correre. In questa intervista concessa a Euronews ricorda gli orrori della guerra.

Il racconto dell'orrore

"Ho visto i russi distruggere mezza città, passo dopo pass,o con i loro attacchi aerei. Era difficile da realizzare: era davvero un continuo bombardamento di infrastrutture, quartieri residenziali, case. E ho visto un'enorme quantità di feriti, civili tra cui bambini. A molti di loro sono stati amputati gli arti. È stato molto difficile, estremamente pesante. E ho visto persone morire".

Taira alla fine è riuscita anche a girare delle riprese dei combattimenti nella città assediata, poco prima di essere catturata dalle forze filo-russe. Tre mesi di prigionia in Russia l'hanno traumatizzata: è stato il periodo più difficile della sua vita.

"È stato davvero disumano. La prigionia prevedeva torture e le celle erano attrezzate con degli strumenti per torturare le persone. Vorrei farvi capire il rischio che il mondo può affrontare se non fermiamo insieme i russi. Loro non hanno pietà. Sono spietati. E vogliono imporre la volontà della Russia all'intera Europa. Questo mi dicevano mentre ero loro prigioniera".

La volontaria ucraina si è recata a Bruxelles per testimoniare la resistenza delle donne ucraine nei territori occupati militarmente dai russi.

"Molte donne sono sotto pressione da parte degli invasori: le minacciano, anche di rapire i loro figli, e di mandarli in Russia da nuovi genitori adottivi, nonostante i loro veri genitori siano vivi. Quindi a volte le donne sono costrette a collaborare con chi controlla il territorio".

Yulia Paievska ha anche chiesto all'Unione Europea di mantenere il suo sostegno a Kiev, che potrebbe essere fondamentale per superare questo difficile inverno.

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