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L'accordo tra Svezia, Finlandia e Turchia preoccupa i Curdi. Helsinki prova a rassicurare

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Di Efi Koutsokosta
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La bandiera del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK)
La bandiera del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK)   -   Diritti d'autore  Andrew Medichini/The Associated Press

Quello che viene festeggiato da tanti, preoccupa la comunità curda.

Svezia e Finlandia entreranno a far parte dell'Alleanza atlantica, la NATO. Ma l'accordo raggiunto con la Turchia, facendo sì che Ankara togliesse il suo veto al processo di adesione dei due Stati nordici, preoccupa i curdi. Questi, infatti, ritengono che nel memorandum d'intesa firmato, i due Paesi scandinavi abbiano concesso troppo ad Ankara.

Parlando con Euronews, il ministro degli Esteri finlandese è stato rassicurante.

"In Finlandia non stiamo cambiando la nostra legislazione. La Svezia non sta cambiando la sua legislazione", ha detto il ministro degli Affari esteri della FinlandiaPekka Haavisto. "Siamo d'accordo su una certa cooperazione tra le nostre autorità, ma stiamo seguendo le nostre leggi in materia di diritti umani, di esportazione di armi e così via. E non credo che questo tipo di cooperazione rafforzata tra le autorità sia una cosa negativa", ha evidenziato. 

Il memorandum impegna i due Paesi ad occuparsi delle richieste turche di estradizione di sospetti terroristi che si riferiscono agli attivisti curdi.

La Finlandia afferma che non ci sono casi pendenti e gli alleati della NATO sono fiduciosi

"Svezia e Finlandia sono partner democratici affidabili che sono stati dei fari per quanto riguarda i diritti umani e lo stato di diritto". ha dichiarato il ministro degli Affari esteri della Lituania, Gabrielius Landsbergis. "Ho quindi piena fiducia che non sacrificheranno i principi fondamentali che hanno difeso con tanta determinazione negli anni passati. Penso che abbiano trovato formulazioni e decisioni che mantengano la loro posizione di principio, ma che ci permettano di andare incontro a ciò che la Turchia chiedeva", ha specificato.

Attraverso il memorandum, Stoccolma e Helsinki hanno confermato che il PKK curdo è un'organizzazione illegale e che "non forniranno sostegno" ai gruppi attivi in Siria.

Hanno inoltre dichiarato che non esiste alcun embargo nazionale sulle vendite di armi alla Turchia.