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Il summit fra UE e Cina nasce sotto pessimi auspici

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Di Pedro Sacadura
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L'Invasione russa dell'Ucraina è il convitato di pietra al summit Cina-UE di questo venerdì

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L'invasione dell'Ucraina sarà un argomento decisivo al vertice virtuale UE-Cina di venerdì. I leader di Cina e Unione europea si incontreranno per la prima volta dal 2020.

Ma la determinazione di Pechino a lavorare con la Russia è destinata ad attenuare i piani dell'UE per promuovere la neutralità cinese. Gli esperti dicono che le relazioni bilaterali, già irregolari potrebbero diventare ancora più irregolari.

Ricardo Borges de Castro dello European Policy Center: "Non vedo - senza superare questo punto - come ci si possa muovere o progredire su altre questioni. (…) Questo conflitto, e il fatto che siamo su sponde diverse, potrebbe contaminare altri problemi in dossier che l'UE e la Cina hanno trattato negli ultimi due, tre anni. La mia valutazione è che siamo già in una tendenza negativa al ribasso nelle relazioni tra l'UE e la Cina".

Sulla scia dell'invasione dell'Ucraina, la Cina ha annunciato l'intenzione di rafforzare i legami con la Russia i ministri degli Esteri dei due paesi si sono incontrati mercoledì.

Questo venerdì, però, Bruxelles avviserà Pechino di gravi conseguenze se aiuta Mosca ad aggirare le sanzioni. È probabile che gli incontri al vertice si fermino prima di una dichiarazione congiunta.

Continua Ricardo Borges de Castro dello European Policy Center:  “Da quanto ho capito non ci sarà una dichiarazione congiunta, perché probabilmente non saranno in grado di trovare le stesse parole, per fare una dichiarazione di questo tipo sull'Ucraina. Non riesco a immaginare una dichiarazione congiunta che esca da un vertice europeo ora che non inizi con l'aggressione della Russia all'Ucraina. (...) I leader europei diranno di aver fondamentalmente trasmesso un messaggio alla Cina sull'importanza di questo momento e potenzialmente sulle conseguenze che ciò potrebbe avere per le relazioni tra l'UE e la Cina".

Oltre alla guerra, i leader devono anche affrontare: la spinosa questione delle violazioni dei diritti umani nella regione della minoranza musulmana uigura dello Xianjiang. Un accordo che sembra nato già morto dunque. 

Concordato, in linea di principio, nel dicembre 2020 ma mai ratificato... da quando Pechino ha imposto sanzioni ai parlamentari europei. Tutti sollevano la domanda: quale futuro per le relazioni UE-Cina?

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