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Al tavolo sulla crisi Ucraina mancano ucraini ed Unione Europea

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Di Euronews
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Al tavolo sulla crisi Ucraina mancano ucraini ed Unione Europea
Diritti d'autore  Olivier Matthys/AP Photo

Per una una settimana maratona di incontri riguardanti l'Ucraina, il vice primo ministro del Paese è al quartier generale della NATO a Bruxelles.

Senza ucraini o europei al tavolo dei colloqui di Ginevra, Olga Stefanishyna ha sfruttato il momento per ricordare al mondo cosa è in gioco per il suo Paese e anche per la sicurezza europea.

Così Olha Stefanishyna, vice primo ministro per l'integrazione europea ed euro-atlantica dell'Ucraina:  "Niente sull'Ucraina senza l'Ucraina. Dovremmo tutti renderci conto che le richieste russe agli alleati non possono essere considerate una posizione negoziale. L'aggressore non è in grado di porre condizioni fino a quando i carri armati russi non saranno fuori dal confine ucraino".

Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg sta monitorando l'accumulo di truppe russe al confine ucraino. Si sta preparando per tutti gli scenari. Mercoledì ospiterà un consiglio Russia-Nato nel tentativo di prevenire “un nuovo conflitto armato in Europa”.

Cronostoria della crisi ucraina

Jens Stoltenberg, segretario generale della NATO:  "Dobbiamo essere preparati al fatto che la Russia scelga ancora una volta di usare la forza armata, scegliendo il confronto invece della cooperazione".

L'Ucraina chiede l'adesione alla NATO, ma questo è esattamente ciò che la Russia non vuole. E gli esperti dicono che non è dietro l'angolo.

Dice Bruno Lete del Fondo Marshall tedesco:  "Oggi non c'è motivo tecnico per cui l'Ucraina non diventi membro della Nato. Le sue forze armate sono moderne. Vediamo che l'esercito ucraino sta sempre più raggiungendo gli standard NATO. Da un punto di vista tecnologico, c'è poco da impedire l'adesione dell'Ucraina alla NATO. Il problema oggi è la politica, la Nato è semplicemente divisa sulla questione. Finché la politica sarà divisa, temo che l'Ucraina dovrà restare in sala d'attesa".

E nell'attesa, Kiev dovrà far decidere il destino alle grandi potenze, Stati Uniti e Russia, a Ginevra.