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Green pass: i dubbi di Lisbona

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Di Jorge Liboreiro  & Alberto de Filippis
Green pass: i dubbi di Lisbona
Diritti d'autore  Ana Brigida/AP

Il Portogallo tira il freno di emergenza sul green pass per viaggiare a meno di sei mesi dalla sua introduzione. Il paese richiede un test di coronavirus negativo per tutti i nuovi arrivati ​​​​che vogliano entrare nel paese via terra, per mare o via aria.

La misura arriva mentre la pandemia peggiora in tutta Europa e una nuova variante denominata Omicron, inizia a diffondersi anche se non se ne conosce la pericolosità.

Il primo ministro António Costa ha dichiarato il cosiddetto "stato di calamità" - un gradino più basso dello stato di emergenza - e ha imposto nuove restrizioni per fermare il virus.

Questi includono il telelavoro obbligatorio e l'obbligo di presentare un test COVID-19 negativo – PCR o antigene rapido – condotto nelle 48 ore prima dell'ingresso nel Paese.

La regola entrerà in vigore il 1 dicembre a mezzanotte e si applicherà a tutti i viaggiatori, compresi i cittadini portoghesi e i cittadini dell'UE. Le misure straordinarie rimarranno in vigore almeno fino al 9 gennaio.

Proteste in Portogallo, ma le regole anti covid sono sempre più stringenti

La decisione ha colto alla sprovvista Bruxelles. Il certificato digitale COVID europeo, lanciato all'inizio dell'estate, è stato progettato per facilitare i titolari di pass transfrontalieri ed esentare da ulteriori restrizioni, come la quarantena all'arrivo.

La dispensa è il principale vantaggio del certificato e il motivo per cui è stato lanciato a tempo di record all'inizio della stagione estiva.

Allo stesso tempo, il regolamento fornisce ai paesi UE un freno di emergenza che può essere utilizzato quando la situazione epidemiologica in un altro Stato membro peggiora rapidamente.

Questta regolamentazione consente a un governo di introdurre requisiti di test e quarantena purché le misure siano eccezionali, proporzionate e temporanee e, se possibile, applicabili solo a livello regionale.

Il Portogallo ha invocato tutta la forza del diritto dell'UE per usare questa discrezionalità e tutti i titolari di pass di tutti i 27 Stati membri dovranno sottomervisi.

Un uso così radicale e di vasta portata del meccanismo speciale non era previsto quando il blocco ha introdotto il certificato digitale e potrebbe significare cattive notizie per la sua fattibilità a lungo termine.

"In linea di principio, gli Stati membri dovrebbero astenersi dall'imporre ulteriori restrizioni di viaggio ai titolari del certificato digitale COVID dell'UE, in particolare ai titolari di certificati di vaccinazione e di recupero", ha affermato un portavoce della Commissione europea.

"Dovrebbero informare la Commissione e gli altri Stati membri con 48 ore di anticipo nel caso in cui intendano introdurre nuove restrizioni",

Il portavoce ha poi confermato a Euronews che il Portogallo aveva notificato all'esecutivo i suoi piani lunedì mattina e che i funzionari stavano ancora analizzando la richiesta per determinarne la legalità.

Altri paesi europei seguiranno l'esempio?

Il governo socialista di Costa è stato tra i più accesi sostenitori del certificato, considerato indispensabile per rilanciare l'economia dipendente dal turismo dopo una drammatica recessione nel 2020.

La Commissione afferma che il programma è stato un successo: quest'anno sono stati emessi oltre 650 milioni di certificati e un totale di 51 paesi, come Regno Unito, Norvegia e Singapore, sono collegati al sistema.

Sebbene il pass UE possa essere ottenuto anche con un recente test negativo e una dichiarazione medica di guarigione, è stato principalmente collegato alla prova della vaccinazione, garantendo ai viaggiatori vaccinati il ​​privilegio di muoversi liberamente e senza ostacoli.

La scelta del Portogallo è particolarmente notevole: il paese è una delle nazioni più vaccinate al mondo, con oltre l'88% della sua popolazione completamente vaccinata contro il COVID-19.

La decisione è stata annunciata un giorno prima che la variante Omicron iniziasse a fare notizia a livello internazionale e a mandare nel panico gli investitori.

Finora, nessun altro paese europeo ha comunicato a Bruxelles che avrebbe seguito i passi del Portogallo, ha detto il portavoce della Commissione.

La Svizzera, Paese extra UE collegato al sistema del certificato, ha già imposto dal canto suo la quarantena per gli arrivi dai Paesi in cui è stata rilevata la nuova variante, tra cui Repubblica Ceca, Paesi Bassi e Regno Unito.