Migranti, Unione europea: sanzioni contro le compagnie aeree di Paesi terzi coinvolti?

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Euronews intervista Ylva Johansson, commissario europeo per la migrazione e gli affari interni, che bacchetta la Bielorussia, rea di "un'aggressione da parte di un regime disperato ed illegittimo"

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Sulla base di timori crescenti di un'escalation della crisi dei confini con la Bielorussia, la Commissione europea prova ad estendere le sanzioni oltre il regime di Alexander Lukashenko.

"Abbiamo bisogno di sanzioni estese nei confronti del regime bielorusso - dice Dana Spinant, vice portavoce della Commissione - e la presidente ha affermato di esplorare la possibilità di introdurre sanzioni contro le compagnie aeree di Paesi terzi coinvolte nel traffico di migranti".

La Commissione europea finora si rifiuta di nominare vettori specifici, ma Belavia, di proprietà statale, è considerata la principale indiziata.

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Bruxelles accusa il presidente Lukashenko di aver deliberatamente orchestrato l'attuale crisi, introducendo migranti in Bielorussia da Siria, Iraq e Iran per spingerli oltre i confini dell'Unione europea.

Minsk, come da prassi, nega ogni addebito: Ylva Johansson, commissaria europea per le migrazioni, afferma che l'attenzione dovrebbe essere concentrata sull'emergenza umanitaria in corso.

"Questa non è principalmente una crisi migratoria - dice ai microfoni di Euronews - ma un'aggressione da parte di un regime disperato e illegittimo.

E la nostra risposta deve essere basata su questo, ragion per cui dobbiamo fare del nostro meglio per impedire a più persone di essere attirate in questa situazione".

Minsk dice invece di voler evitare ulteriori attriti, anche se qualsiasi conflitto probabilmente attirerebbe gli alleati russi, che la Polonia ipotizza siano dietro la crisi attuale.

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