Volontari contro il coronavirus

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Di Susan Dabbous
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Persone normali hanno deicso di impegnarsi per aiutare gli altri in tempi di pandemia

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Avere voglia di aiutare ma non poterlo fare. 

Pensionata, a 67 anni, Nadine Courtois, si è ritrovata piena di energia, tempo libero e una gran voglia di rendersi utile. In tempi di Coronavirus però, le attività di volontariato, anche alla Croce Rossa belga, per gli over sessanta si sono dovute fermare. Ma dopo la prima ondata, Nadine ha deciso di ritornare. Tra le sue attività il ritiro dei prodotti invenduti nei supermercati di Bruxelles, ma anche la consegne e il presidio dei punti di donazione dei pacchi alimentari. A lei il virus, ora, non fa più paura.

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" Ho lavorato una vita negli ospedali - racconta Nadine - facevo la nutrizionista, quando sono andata in pensione mi son detta e ora cosa faccio? Così ho seguito il consiglio di un'amica che mi ha detto, vieni a fare del volontariato alla Croce Rossa, lì c'è sempre qualcosa da fare". Poi con l'arrivo della pandemia i volontari di una certa età sono stati esclusi dalle attività come spiega Barbara Bentein, responsabile del volontariato della Croce rossa belga, "All'inizio siamo andati un po' nel panico - racconta - non conoscevamo il Coronavirus e abbiamo deciso di non mettere a rischio le persone di oltre 65 anni. Ora invece, sapendo come ci si deve comportare, abbiamo deciso di dare loro la possibilità di scegliere".

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Non tutti però hanno la stesso coraggio di Nadine. Quest’anno, come ogni anno, la Croce Rossa belga ha fatto appello a 2.000 volontari, ma a causa della crisi sanitaria, temono di non riuscire a raggiungere il tetto desiderato, perché l'età media di chi decide di dedicarsi con costanza a questo genere di attività è solitamente alta.

"Abbiamo bisogno di nuove forze - riprende Bentein - perché il numero dei bisognosi è aumentato in modo considerevole".

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La crisi sanitaria e quella economica hanno portato molte persone a ritrovarsi senza un reddito sufficiente, tra i nuovi beneficiari degli aiuti ci sono nuovi disoccupati e donne separate. Per loro oltre al cibo le volontarie come Nadine e Barbara sono pronte a donare anche una chiacchiera e un sorriso.

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