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Fuga dalla quarantena: in Svizzera si perdono le tracce di 400 britannici

Di Gioia Salvatori  & Giulia Avataneo
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Fuga dalla quarantena: in Svizzera si perdono le tracce di 400 britannici
Diritti d'autore  Кадр из видео AFP
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Una fuga di massa in barba alla restrizioni sanitarie, col rischio di subire un'ammenda da 10mila franchi. Ora sono considerati i grandi untori d'Europa. Parliamo delle centinaia di turisti britannici che sono fuggiti dalla località turistica svizzera di Verbier, molti nottetempo, per evitare la quarantena imposta dalle autorità nazionali per tutti i viaggiatori provenienti dal Sud Africa e dal Regno Unito arrivati entro il 14 dicembre.

Norma imposta retroattivamente, il 21 dicembre, per evitare la diffusione della variante inglese del nuovo coronavirus. Ma i britannici non ne hanno voluto sapere ed ora nei resort di Verbier ne sono rimasti una dozzina, prima erano circa 420. Molti sarebbero fuggiti col favore delle tenebre, non è chiaro in quanti si siano avvalsi di una deroga che consentiva loro di rientrare in patria previa comunicazione del mezzo di trasporto usato e rispettando una serie di consegne.

Ovviamente i fuggiaschi sono stati messi alla pubblica gogna sul web mentre molti si domandano dove sono andati. Nella vicina Francia per poi tornare in patria? In altre località turistiche? Il problema sanitario è enorme e a Verbier Simon Wiget, direttore dell'Ufficio del turismo, parla della "peggiore settimana che la comunità abbia mai sperimentato".

Gli alberghi si sono accorto della loro assenza solo quando i vassoi della colazione sono rimasti intatti fuori dalle stanze.

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Da vacanza a trappola

I turisti erano costretti all'isolamento dopo la diffusione delle notizie sul virus mutato. Una misura retrodatata al 14 dicembre e imposta per dieci giorni anche a chi era partito con un tampone negativo. La Svizzera ha poi chiuso agli arrivi dal Regno Unito.

Dal Regno Unito arriva un quinto delle presenze della stagione nella località svizzera. Le autorità temono di fare la fine di un altro blasonato comprensorio alpino: Ischgl, in Austria, diventata a marzo un focolaio per almeno diecimila contagi per il grave ritardo con cui è stato dato l'allarme sui primi casi.