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Far sentire i migranti come europei. Il sogno dell'Ue nel nuovo patto sull'integrazione

Far sentire  i migranti come europei. Il sogno dell'Ue nel nuovo patto sull'integrazione
Diritti d'autore Emilio Morenatti/AP
Diritti d'autore Emilio Morenatti/AP
Di Ana LAZARO
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La Commissione presenta un piano strategico per facilitare la coesione sociale. Gli stranieri nell'Ue sono 34 milioni, fondamentali per l'economia

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Un Piano d'azione per l'integrazione e l'inclusione dei migranti. Non è un’idea nuova ma in tempi di crisi la Commissione europea ci riprova e punta sullo sforzo reciproco, di accoglienza da parte degli Stati e di rispetto delle regole da parte di chi arriva.

"Per ballare il tango bisogna essere in due - ha talgiato corto Ylva Johansson, Commissaria europea per gli affari interni -. Per questo bisogna lavorare bene in tutte le direzioni, dei diritti ma anche degli obblighi da rispettare".

Per cercare di prevenire e limitare la discriminazione, la Commissione ha individuato quattro aree strategiche di intervento: l’istruzione, che deve essere più qualificata, il mercato del lavoro, che deve essere più aperto, la sanità pubblica più accessibile, e gli alloggi più economici.

In Europa sono oltre circa 34 milioni gli abitanti nati al di fuori degli Stati membri, circa l'8% della popolazione. Si tratta di una risorsa umana ed economica fondamentale per sostenere il tessuto economico e sociale del Vecchio continente. 

Secondo Anila Noor, direttrice della Ong New Women Connector: "L'ambizione nel piano non manca, le parole scelte sono quelle giuste, sicuramente c’è voglia di cambiare e di diventare più inclusivi. Il problema - sottolinea Noor -  è come fare. Come verrà garantita la rappresentanza dei migranti e dei rifugiati nei processi decisionali? Come verrà garantita la parità di genere in questa rappresentanza? Una risposta ancora non c’è”.

Il piano sull’integrazione fa parte del più ampio patto su migrazione e asilo proposto dalla Commissione europea per riformare le politiche migratorie e la gestione dei flussi. In futuro, l’Ue oltre ad accogliere, vorrebbe operare più controlli alle frontiere e più rimpatri.

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