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A Bruxelles giovani in strada contro i cambiamenti climatici

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Erano 2000, meno di altre volte, ma si dicono pronti a continuare a oltranza

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Circa 2000 persone sono scese in strada a Bruxelles questo venerdì per manifestare contro il riscaldamento globale.

La manifestazione era stata organizzata dall'associazione "Gioventù per il clima", un corteo in tono minore rispetto ad appuntamenti precedenti dovuto anche al fatto che il governo belga ha deciso un giro di vite contro quegli studenti che ormai da mesi, ogni venerdì marinano la scuola per partecipare alle manifestazioni.

Per chi c'era però, era importante continuare a manifestare per mantenere la pressione sul mondo politico e su chi deve prendere decisioni.

Questa attivista è convinta della bontà della lotta: "Prima ridono di te, poi ti ignorano e poi vinci. Dobbiamo continuare a scendere in strada e sappiamo che c'ignoreranno e saranno furiosi contro di noi. Dicono che quello che facciamo non serve a nulla, ma non è così C'è un nuovo green deal, una politica ecologista perché milioni di persone si sono mobilitate Ci debbono essere risorse finanziarie ma sappiamo che stiamo mettendo pressione ai politici".

I giovani manifestanti sono naturalmente entusiasti delle nuove politiche ecologiste, ma credono che la data del 2050 sia troppo distante nel tempo e che bisognna fare di più ad esempio contro la plastica e la pesca industriale.

"Quello che l'Europa ha promesso è di interrompere la pesca eccessiva entro quest'anno, ma non stanno rispettando gli impegni. C'è ancora tantissimo che dev'essere fatto. Nel Mediterrrano la pesca eccessiva sta devastando il mare e bisogna fare qualcosa prima possibile anche se ci avevano promesso che il cammbio sarebbe arrivato entro il 2020", aggiunge un'altra atttivista.

L'Unione Europea è un grande mercato per il pesce e potrebbe determinare le politiche commerciali come chiedono questi manifestanti che promettono di tornare a manifestare la prossima settimana.

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