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The Brief From Brussels: Didier Reynders sotto la lente dell'eurocamera

The Brief From Brussels: Didier Reynders sotto la lente dell'eurocamera
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Di Elena Cavallone
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Il politico belga punta al portfolio della giustizia europea

Il veterano belga punta alla giustizia europea

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Mercoledì è stato il turno di Didier Reynders di passare sotto la lente del parlamento europeo. In corsa per il portfolio della giustizia europea, il politico belga a ha negato ogni accusa di corruzione e si è detto favorevole a introdurre maggiori strumenti per il rispetto dello stato di diritto.

Veterano della politica belga, oltre alle questioni relative alla giustizia, si occuperà dello stato di diritto, un tema che ha causato tensioni con i governi populisti dei paesi dell'Europa orientale

Ministro delle finanze al momento dell'introduzione dell'euro in Belgio, fino al 2019 è stato membro del partito del Primo Ministro, il liberale Charles Michel. Posizione abbandonata per diventare segretario generale del Consiglio d'Europa.

Fino a pochi giorni fa è stato uno dei nomi controversi del nuovo team di Von der Leyen. L'ex ministro degli affari esteri belga è stato indagato per corruzione e riciclaggio di denaro dalla procura belga. Accuse cadute appena in tempo per l'audizione parlamentare.

Tra le future competenze di Reynders oltre alla giustizia e allo stato di diritto rinentrano la prevenzione della criminalità, la cooperazione giudiziaria e la protezione dei consumatori.

Audizioni fiasco per due candidati

Dovrà fare gli straordinari il polacco Janusz Wojciechowski. La poco brillante performance del candidato per il portafolio agricolo non ha impressionato i membri della relativa commissione del Parlamento europeo, che lo hanno invitato a rispondere a una serie di domande scritte.

Alle prese con un inglese incerto, Wojciechowski non è riuscito a trovare le parole giuste, rimanendo vago su una serie di questioni.

Per provare di essere all'altezza del ruolo di commissario dovrà affrontare un'altra udienza di 90 minuti, se le sue risposte scritte dovessero essere considerate inadeguate.

Altro fisco per la candidata svedese Ylva Johansson, in lizza per gli affari interni.

A Johansson è stato chiesto di rispondere ad altre domande scritte.

La veterana ministra svedese ha mostrato difficoltà su argomenti controversi come l' immigrazione e sulla capacità di definire i suoi programmi politici.

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