Le delegazioni Usa e Russia parlano di un incontro costruttivo a Miami per i prossimi passi verso l'accordo di pace in Ucraina. Secondo Zelensky, questa fase è molto "difficile"
L’inviato speciale statunitense Steve Witkoff ha definito "produttivi e costruttivi" i colloqui svoltisi a Miami, in Florida, volti a tracciare un percorso verso una risoluzione pacifica del conflitto in Ucraina.
L’incontro ha visto la partecipazione di una delegazione americana di alto livello, che comprendeva il Segretario al Tesoro Scott Bessent, il genero del presidente Trump Jared Kushner e il Consigliere Senior della Casa Bianca Josh Gruenbaum.
Dall'altra parte del tavolo, la Russia è stata rappresentata da Kirill Dmitriev, direttore del Fondo russo per gli investimenti diretti e inviato speciale del presidente Vladimir Putin. Dmitriev, che ha confermato l'andamento positivo dei lavori tramite i propri canali social, ha sottolineato come il confronto si sia esteso anche alle attività del Gruppo di lavoro economico Usa-Russia, suggerendo un tentativo di riapertura dei canali di cooperazione finanziaria parallelamente alla discussione strategica sulla pace.
Divergenze sul formato dei futuri colloqui
Nonostante il clima apparentemente disteso a Miami, resta incerta la forma che assumerà la diplomazia nelle prossime ore. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva preannunciato per la giornata di domenica primo febbraio, un vertice trilaterale coinvolgendo direttamente Ucraina, Stati Uniti e Russia. Tuttavia, le dichiarazioni del Segretario di Stato americano Marco Rubio sembrano smentire questa impostazione.
Secondo Rubio, il prossimo giro di consultazioni dovrebbe tornare a un formato bilaterale tra Kieve Mosca. Sebbene sia prevista una possibile presenza statunitense, il Segretario di Stato ha precisato che figure chiave come Steve Witkoff o Jared Kushner non prenderanno parte a questa specifica fase del dialogo, segnando un potenziale cambio di passo nella mediazione diretta di Washington.
Zelensky: tra garanzie di sicurezza e nodi territoriali
Il presidente Zelensky ha definito questa fase negoziale "estremamente difficile". In una recente intervista rilasciata all'emittente ceca Český rozhlas, il leader ucraino ha ammesso di non poter confermare se le trattative siano effettivamente giunte alla fase finale o se il percorso sia ancora lungo e tortuoso.
Il fulcro della strategia di Kiev resta legato alle garanzie di sicurezza. Sebbene i documenti con gli Stati Uniti e l'Europa siano pronti, Zelensky ha ricordato che mancano ancora i passaggi fondamentali delle approvazioni parlamentari e del Congresso americano. Oltre alla sicurezza militare, il presidente ha posto l’accento su un piano di recupero economico in venti punti, necessario per attirare investitori internazionali che richiedono certezze sulla stabilità futura del Paese.
Resta infine il nodo più critico: l'integrità territoriale. Zelensky ha ribadito con fermezza che le questioni riguardanti i confini sono "temi dolorosi" la cui risoluzione può spettare esclusivamente a un capo di Stato, lasciando intendere che, nonostante il lavoro delle delegazioni a Miami, l'ultima parola spetterà inevitabilmente a un confronto diretto ai massimi vertici.